Home TvReality e talentAndrea Maggi: il professore di italiano de “Il collegio” spiega ai ragazzi come studiare da casa

Andrea Maggi: il professore di italiano de “Il collegio” spiega ai ragazzi come studiare da casa

Le aule sono chiuse, ma la scuola non si ferma. «Mai come ora è importante comunicare e allenare la mente» spiega l’insegnante più famoso della tv

Foto: Andrea Maggi

26 Marzo 2020 | 12:07 di Solange Savagnone

Anche se è casa da parecchi giorni, Andrea Maggi, il professore di italiano e latino diventato famoso grazie al reality di Raidue “Il collegio”, lavora più di prima. «Ho creato un canale su YouTube per i miei studenti. Stavo giusto per caricare una lezione. Poi mando il link, assegno gli esercizi e infine do le soluzioni. Diciamo che lavoro il triplo rispetto a quando andavo a scuola!» ci spiega ridendo, senza contare che ogni giorno su Instagram impartisce mini lezioni di letteratura e interroga qualche volontario. Ma se lui si impegna più di prima, non sempre i ragazzi, costretti a studiare da casa, fanno altrettanto. Così gli abbiamo chiesto di dare loro qualche consiglio.

Allora professore, da cosa partiamo?
«Da una rassicurazione. Voglio dire ai ragazzi di non preoccuparsi di restare indietro con lo studio perché i famigerati programmi, che tanti prof dicono di voler finire, in realtà non esistono più da anni. Quindi state tranquilli, dove arrivate, arrivate».

Finita la crisi, cosa accadrà?
«Dipende. Ci sono due possibilità. O torniamo a scuola dopo Pasqua e riprendiamo a lavorare nella modalità ordinaria, magari svolgendo gli esami in forma più snella (come, sarà indicato dal Ministero), oppure, ed è lo scenario più fosco, finirà come dopo il terremoto del maggio 1976 in Friuli: le scuole nelle zone colpite dal sisma non hanno più ripreso, l’anno scolastico è saltato, non ci sono stati esami ma promozioni d’ufficio. Probabilmente, se si dovesse verificare questa ipotesi, non ci saranno bocciati e verranno differenziati i voti in base alle valutazioni precedenti l’emergenza o che si possono dare grazie alle verifiche per via telematica».

Ma torniamo al presente. Cosa consiglia ai ragazzi?
«Di creare una sana routine. Quindi di svegliarsi al solito orario o comunque entro le 7.30. Poi di pianificare le attività della mattina. Se non sono le scuole a trasmettere un programma, basta seguire l’orario scolastico. Per esempio, se alla prima ora del lunedì c’era italiano, faccio i compiti di italiano. Poi si passa alla materia dell’ora successiva. Questo permette anche di imparare a organizzare il proprio tempo in autonomia».


È sbagliato studiare soltanto sul computer?
«Sì. È una modalità che stanca molto. Se si ricevono i compiti via internet è inevitabile, ma se possibile è meglio usare libri e quaderni».

Non tutti hanno Internet, computer, tablet o cellulare: è un problema?
«Per tanti studenti è così. Alcuni non hanno neanche il telefono fisso: così una fetta della popolazione scolastica è tagliata fuori. Per questo ritengo sia fondamentale la comunicazione fra gli studenti, mentre noi docenti dobbiamo dare compiti che si possano svolgere anche sui libri. I ragazzi che hanno Internet possono chiamare i compagni al telefono e dire loro cosa c’è da fare. È importante anche per mantenere i rapporti, ora che non si possono vedere. Una telefonata, magari usando il cellulare dei genitori, aiuta a sentirsi amici, più di un messaggio WhatsApp».

Cosa possono fare i tanti studenti che hanno difficoltà a connettersi?
«Leggere il più possibile. È la soluzione più ragionevole. Il libro è il migliore amico dell’uomo».

In quale altro modo possono esercitare la mente?
«Passo l’anno a dire ai miei studenti di stare zitti, invece adesso devono mantenere in esercizio il linguaggio, parlare con gli amici al telefono e tacere il meno possibile. Possono anche scrivere delle lettere cartacee, le spediranno in seguito: fa molto bene alla mente. Tra l’altro la scrittura a mano sta tornando di gran moda, ci sono corsi e tutorial sulla calligrafia, quindi approfittiamone. Oppure si può fare la “Settimana enigmistica” che mantiene il cervello in allenamento».

Passiamo a questioni più pratiche. Come deve essere la pausa pranzo?
«Anche se da soli in casa, i ragazzi non devono mangiare in piedi, sul divano o a letto, ma seduti composti a tavola e allo stesso orario. Avere un certo rigore serve a mantenere la lucidità, l’equilibrio e l’organizzazione mentale».

Quindi anche la “forma” ha la sua importanza.
«Certo, i ragazzi devono lavarsi, vestirsi, pettinarsi, curarsi, fare ginnastica. Ma anche mettere in ordine la casa o almeno la loro stanza e non lasciarla come un campo di battaglia. In questo momento la cosa più importante su cui riflettere è il valore della responsabilità, non dobbiamo scaricarla sugli altri e ognuno di noi ha un compito importante. Si deve contenere il contagio per salvare se stessi ma soprattutto le persone più esposte, gli ammalati, gli anziani».

A proposito di anziani, diamo un paio di consigli anche ai genitori?
«Devono occuparsi dei figli, ma senza accanirsi. Anche se hanno bambini piccoli, devono cercare di lasciare che siano loro a fare i compiti».

Dopo la mattinata a studiare e il pomeriggio a “lavorare” in casa, come ci si svaga la sera?
«Rispolverate dalle soffitte i vecchi giochi da tavolo e se siete patiti di videogiochi, datevi un tempo limite. La cosa fondamentale è riallacciare i rapporti umani con le persone che abbiamo vicino. E lo si può fare anche giocando».