Home TvReality e talentAndrea Paris, il vincitore di “Tú sí que vales”: «Che magia la mia vittoria!»

Andrea Paris, il vincitore di “Tú sí que vales”: «Che magia la mia vittoria!»

«Dall’agitazione non riuscivo più ad ascoltare le persone attorno a me» racconta lui. «Quando ho sentito il mio nome pensavo fossi quarto! Poi ho realizzato... non mi sembrava possibile»

Foto: Andrea Paris devolverà parte del premio alla lotta contro la sclerosi multipla

10 Dicembre 2020 | 13:59 di Alessandro Alicandri

È l’ultima puntata di “Tú sí que vales”: sul palco ci sono solo i quattro finalisti, 100 mila euro in palio e un vincitore da eleggere. Belen Rodriguez sorride e dice: «Il vincitore di questa settima edizione è... Andrea Paris!». «Dall’agitazione non riuscivo più ad ascoltare le persone attorno a me» racconta lui. «Quando ho sentito il mio nome pensavo fossi quarto! Poi ho realizzato... non mi sembrava possibile».

Andrea, altro che impossibile, ha vinto con il 47% dei voti.
«Davvero?».

Sì, i suoi numeri di magia hanno conquistato tutti. Come ci è riuscito?
«Credo con la sfrontatezza».

In che senso?
«Mi definisco, più che un prestigiatore, un “prestigiattore”. Sono salito sul palco coinvolgendo subito i giudici senza timore della loro notorietà».

Non è facile!
«Devo dire grazie al teatro, che mi ha formato forse più della magia».

Ci spieghi meglio.
«A 6 anni ho iniziato a scoprire il mondo dei prestigiatori, ma ho capito che dietro le magie ci sono i trucchi e per questo motivo ho mollato tutto».

Che cos’ha fatto poi?
«Per anni ho subito le conseguenze di un’esperienza traumatica. Ho visto un mio amico morire davanti ai miei occhi investito da un autobus. A 12 anni è stata di nuovo la magia, che prima mi aveva disilluso, a salvarmi».

Cos’è successo?
«All’oratorio ho visto uno spettacolo del mago Sales e si è riaccesa la passione».

E il teatro quando è arrivato?
«Subito dopo quella serata. Ho capito che il prestigiatore non è un mago come quelli dei film, ma di base è un attore».

Teo Mammucari, giudice molto esperto di magia, ha detto: «Paris i suoi numeri non li esegue, li crea».
«È un grande complimento. In fondo in tutti i miei numeri ho usato solo carte da gioco e il mio “jolly” era la carta del divertimento».

Quanto si è preparato per quelle esibizioni così spassose?
«Pochissimo, in realtà. Amo l’improvvisazione. Sapevo il numero da fare, ma non mi sono scritto niente, nemmeno una battuta».

Come hanno reagito in famiglia?
«La mia compagna Barbara mi ha chiesto se potevo passare all’Ikea di Roma a prenderle due sgabelli (ride)!».

E sua figlia Maddalena? Su YouTube quattro anni fa recitava con lei la poesia in dialetto umbro “Il lonfo”.
«Adesso ha 8 anni ed è sveglia più di allora. Dopo le ferie mancate per le difficoltà legate al coronavirus e al mio lavoro, la prima cosa che ha detto quando sono tornato a casa è stata: “Ora mi porti in vacanza?”».