Home TvReality e talentAnteprima “Celebrity Hunted”: questi otto divi sono in fuga, riusciranno a prenderli?

Anteprima “Celebrity Hunted”: questi otto divi sono in fuga, riusciranno a prenderli?

Siamo entrati in esclusiva nel Quartier Generale del reality che vedremo a marzo 2020 su Amazon Prime Video

Foto: Tutti in posa davanti al colosseo: da qui si sono dati alla macchia

17 Ottobre 2019 | 16:02 di Paolo Fiorelli

Immaginate di giocare a nascondino. Solo che il cortile per nascondersi è l’Italia intera. I giocatori, celebrità come Fedez o Francesco Totti. E chi li deve scovare, poliziotti veri e propri guidati da un ex capo dei Servizi Segreti. Ecco, vi siete già fatti un’idea di “Celebrity Hunted”. Ma per conoscere meglio questo innovativo “real life thriller” siamo entrati nel blindatissimo quartier generale dei Cacciatori (il programma verrà poi proposto a marzo, in sei puntate, sulla piattaforma Amazon Prime Video).

I Ricercati

Foto: Ecco le 8 star in fuga: 1. Francesco Totti calciatore 2. Fedez cantante 3. Luis Sal youtuber 4. Costantino Della Gherardesca conduttore 5. Claudio Santamaria attore 6. Francesca Barra giornalista 7. Cristiano Caccamo attore 8. Diana Del Bufalo cantante e attrice - Credit: © Iwan Palombi

La prima persona che incontriamo è Nicole Morganti, responsabile delle produzioni originali Amazon, che dice: «Per il nostro primo programma-non-fiction prodotto in Italia abbiamo fatto impazzire gli autori: a ogni celebrità che ci proponevano dicevamo: “Non è abbastanza celebre”. Finché non siamo arrivati a Fedez e Totti». Dante Sollazzo di EndemolShine sottolinea le difficoltà organizzative: «Non potevamo correre il rischio che un’informazione in mano ai Cacciatori arrivasse per errore ai Fuggitivi, o viceversa; perciò i due gruppi hanno produzioni totalmente separate. È stato come creare due programmi insieme».

L’idea è semplice ma il meccanismo complicato: alle 5 di una mattina le celebrità si sono riunite di fronte al Colosseo, a Roma, per il via. Da lì, con un cameraman alle calcagna che riprende ogni loro mossa, devono far perdere le loro tracce. Durante la fuga possono usare solo un cellulare e una carta di credito. Lo scopo è raggiungere dopo 14 giorni una meta segreta senza farsi catturare: chi ci riesce conquisterà il montepremi da 100 mila euro (che saranno devoluti in beneficenza). E i Cacciatori? Loro dispongono di una squadra di uomini sul campo e di una task-force di professionisti dell’Intelligence guidata da Alfredo Mantici, ex capo del Dipartimento Analisi Strategica del Sisde (i nostri Servizi segreti). Possono controllare ogni prelievo di denaro e ogni numero chiamato al cellulare dai Fuggitivi, studiare le immagini riprese dalla troupe che li segue e fare interrogatori a parenti, amici e testimoni.

Dopo aver “ispezionato” ben bene la sede dei Cacciatori, raccogliendo con il nostro fotografo le immagini di questo articolo, incontro finalmente il Grande Capo. Il primo approccio è così così: «Un giornalista? Per chi lavora nei Servizi segreti è come l’aglio per Dracula!». Ma poi per noi di Sorrisi Alfredo Mantici fa un’eccezione. Gli dico: «Ma per gente come voi, abituata a inseguire i criminali, trovare Totti sarà un gioco da ragazzi». La (moderata) provocazione va a segno. «Guardi che queste persone hanno una “rete di protezione” che i criminali se la sognano: i loro fan. Chi direbbe di no a Totti, se chiedesse di essere ospitato per una notte? E poi sui criminali abbiamo dossier raccolti in anni di lavoro, su Diana Del Bufalo dobbiamo partire da zero. E per catturarli abbiamo solo due settimane, mica mesi!».

Insomma il gioco è equilibrato, sostiene Mantici, «anche perché vi accorgerete che i fuggitivi sono molto più abili di quanto potreste pensare». Emergono così i loro trucchi: ritirare subito più soldi che si può (per non usare più la carta di credito), farsi prestare il cellulare dai fan, non pagare in contanti ma con il baratto o il lavoro (il classico «Vi lavo i piatti»), usare l’autostop piuttosto che i mezzi pubblici... e c’è persino chi si è messo la “solita” barba finta. «Ma quel che conta davvero» dice Mantici «è la logica. Per noi, per esempio, seguire le tracce non è abbastanza. Quando finalmente scopri che Tizio è stato in un negozio, a quell’ora è già da tutt’altra parte. Perciò il Cacciatore non può accontentarsi di seguire le mosse di chi fugge. Deve prevederle». E il Fuggitivo? «Lui deve usare il “pensiero divergente”. Chiedersi: “Cosa si aspettano che faccia?” E poi fare il contrario. Per esempio, se un fuggitivo ha un bambino piccolo ti aspetteresti che si inventi qualcosa per vederlo, no? E invece...”» (ogni riferimento a Fedez sembra puramente casuale).

Alla fine, tutto questo parlare di spionaggio rende un po’ paranoici e perciò chiedo: «Mantici, davvero siamo tutti controllabili? Davvero possono vedere dove siamo anche da un cellulare spento?». «Certo. L’unica difesa è distruggerlo o togliere la batteria. Ragazzo, ma qui siamo all’Abc». Bene. Grazie per averci tranquillizzato. Distruggo il cellulare e scrivo il pezzo.