Home TvReality e talentArisa: «Arrivare ad “Amici” era scritto nel destino»

Arisa: «Arrivare ad “Amici” era scritto nel destino»

Per due volte non ha superato i casting, ma ora è la nuova professoressa di canto del talent

Foto: Arisa ha lanciato il brano “Ricominciare ancora”, inno di speranza in un futuro migliore

10 Dicembre 2020 | 8:56 di Alessandro Alicandri

Vulcanica, frizzante ma soprattutto... felice. È questa la sensazione che si ha chiacchierando con Arisa, la nuova professoressa di canto di “Amici”. Al fianco di Rudy Zerbi e Anna Pettinelli, l’artista ripone per qualche tempo gli abiti di cantante per mettersi al servizio dei ragazzi.

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Arisa, come sta andando questa nuova avventura?
«Sapete bene che non riesco a nascondere il mio stato d’animo, mi si legge in faccia. Ecco, questa esperienza mi sta dando lo stesso entusiasmo degli alunni entrati nella scuola».

Tra l’altro, in passato, lei ha fatto dei provini per entrare nel talent.
«Sì, due volte. La prima ero giovanissima e non andò per niente bene, quella successiva fui vicina a ottenere il banco ma passarono al posto mio Antonino Spadaccino e Maddalena Sorrentino. Forse non ero pronta».

Come dice il detto popolare? La vita è una ruota che gira!
«Infatti, secondo me era scritto nel destino che in qualche modo, prima o poi, sarei arrivata qui».

In questi anni però è stata in più occasioni amica di “Amici”.
«Sì, ho partecipato in tutte le vesti: ospite, giudice e anche un giorno come insegnante, era l’anno di Irama».

Come si sente nei panni di professoressa?
«All’inizio scomodissima. Nel senso che io sono un’interprete che sente di dover imparare tanto, e quando si insegna si può apparire saccenti. Ho trovato un compromesso: trasferirò ai ragazzi quello che so, ma senza mai fare quella con la verità in tasca».

In effetti si è mostrata sempre comprensiva verso i suoi alunni.
«Non mi impongo un ruolo. Sono una donna che, come tante, è fiera di avere uno stomaco pronunciato. È grande e non posso non ascoltarlo (ride)! A parte gli scherzi, è proprio la pancia che mi dice di aiutare i ragazzi a credere di più in se stessi, invece di criticarli troppo».

Cosa pensa quindi della proverbiale severità di Rudy Zerbi?
«In realtà anche dietro la sua aria rude si nasconde uno spirito paterno. Le spiego: vengo da genitori che per spingermi a perseguire i miei sogni, a volte mi scoraggiavano perché reagissi. E infatti ho reagito, ma andandomene via di casa...».

Qual è la sua strategia, quindi?
«Nessuna. I miei alunni saranno riempiti di complimenti se li meritano. Perché chi ha talento non va rimproverato, va amato. Senza viziarli, certo, ma devono imparare ad avere più fiducia in se stessi. L’amore fa crescere più di un muso duro».

Ieri a “X Factor”, oggi ad “Amici”...
«Sono due esperienze non paragonabili, programmi che fanno parte dello stesso genere televisivo ma parecchio diversi. Posso dire che qui con Maria mi sento più a mio agio, mi sento più vera. Non mi sento mai in difficoltà e se ho un problema sento di poterne parlare».

Negli ultimi anni l’abbiamo vista poco in tv. Come mai?
«È un motivo banale ma semplice, anche se forse non è facile da capire. Ho dei periodi in cui voglio essere solo una persona normale, Rosalba, come lei e come chi sta leggendo questa intervista. Non vestendomi carina, mettendo le felpe con gli animaletti stampati sopra... capisce?».

Capisco. A proposito di animaletti... come stanno i suoi cagnolini?
«Titti e Nino stanno bene, li ho portati da poco dalla veterinaria e si è stupita di quanto li tratti con cura. Sono figli per me: hanno la capacità, a differenza di molti umani, di non deluderti mai».

Adesso vive con loro a Roma?
«Sì, con questa emergenza sanitaria sarebbe impossibile fare avanti e indietro con Milano. Poi voglio dedicarmi ad “Amici” anima e cuore».

Qual è l’oggetto immancabile della sua valigia per Roma?
«Il mio balsamo di tigre. Sa cos’è?».

Temo di no.
«È un composto balsamico vegetale che uso un po’ per tutto. Apre le vie respiratorie, ha un odore rilassante, aiuta il riposo. Siamo inseparabili».

Ha già dei progetti per Natale?
«Ah, io non organizzo finché non me lo dice Maria (ride)! Purtroppo mamma non sta benissimo di salute e se vado in Basilicata vuole fare tutto lei: le ciambelle, lo stoccafisso, la cipollata di rito...».

Che fame!
«Quasi quasi un salto a casa, con tutte le precauzioni del caso, se si può lo faccio».

Le piace il Natale?
«Tantissimo. Però non sono una che ama ricevere regali. Preferisco farli».

Ci tolga un’ultima curiosità: perché ha chiesto agli alunni che lavorano con lei di indossare sempre la felpa di “Amici”?
«Perché non è solo un capo di abbigliamento, è il simbolo di una dura conquista, dell’aver ottenuto un banco che potrebbe cambiare la loro vita. Gliela faccio indossare perché in fondo quella felpa, qualche anno fa, avrei voluto indossarla con fierezza anch’io».