Home TvReality e talent“Bake off” torna con una squadra ancora più ricca

“Bake off” torna con una squadra ancora più ricca

Benedetta Parodi dal 4 settembre torna alla guida di “Bake Off - Dolci in forno”, arrivato all’ottava stagione

Foto: Benedetta Parodi e i giudici Clelia d’Onofrio, Ernst Knam Damiano Carrara e Csaba dalla Zorza  - Credit: © RealTime

03 Settembre 2020 | 09:00 di Solange Savagnone

Benedetta Parodi è tra i volti storici della rete. «Quando sono arrivata (nel 2013, ndr) ero il primo personaggio già conosciuto a entrare a Real Time. Quindi sono stata un’apripista. Ora vedo tanti nomi importanti, ormai è una tv generalista a tutti gli effetti e le auguro di continuare su questa strada e di diventare sempre più ricca di protagonisti e contenuti amati dal pubblico» spiega la conduttrice, che dal 4 settembre torna alla guida di “Bake Off - Dolci in forno”, arrivato all’ottava stagione.

Questa sarà un’edizione diversa da tutte le altre, anche per come l’avete registrata. Com’è andata?
«Il Covid ha fatto slittare le riprese e abbiamo finito a Ferragosto, ma va benissimo così. Avevamo le mascherine e mantenevamo la distanza di sicurezza sul set e fuori, ma per il resto l’abbiamo vissuta normalmente. Giusto i concorrenti non si abbracciavano più nei momenti di gioia e dolore. È una edizione che ha molte sorprese e ci sono colpi di scena nel meccanismo delle prove che scopriremo poco per volta».

Qual è la cosa che piace di più ai fan del talent?
«Chi guarda “Bake Off” vuole ritrovare la magia che qui non manca mai. Anche questa volta sembra di entrare in una favola, in un mondo magico con gli uccellini, tante piante, colori pastello, torte che lievitano».

Lei invece cosa ha amato di questa edizione?
«Mi ha fatto piacere l’arrivo di Csaba: fra donne sul set hai modo di chiacchierare e confrontarti. Io sto sempre molto sulle mie quando non giriamo, sono una lettrice vorace durante i tempi morti. Invece con lei ho scoperto di avere un sacco di cose in comune: stesso modello di cucina, stesso computerino e stesso... rossetto!».

Qual è il suo futuro a Real Time?
«Non lo so, per me “Bake Off” è una famiglia, quindi ora mi concentro su questo. Ma ho anche una famiglia vera che ha bisogno di me. Comunque mi aspetta un settembre talmente ricco, che pensare ad altri progetti mi fa venire la pelle d’oca!».

La torta di Ernst Knam

Chi, se non Ernst Knam, poteva preparare il dolce per i 10 anni di Real Time? «È una torta festosa con i colori sfumati e diversi strati di pan di Spagna, ma la cosa principale è il cioccolato. Nel cuore c’è una varietà peruviana fondente senza acidità. La torta ce la siamo mangiata io e le 72 persone che lavorano a “Bake Off”. Il mio augurio è che Real Time riesca a fare sempre meglio. L’ho vista crescere, ci sono persone molto capaci e mi sono sempre sentito a casa. Non li ho mai lasciati da quando mi hanno scoperto: un cavallo vincente non si cambia e loro lo sono! E pensare che per convincermi a fare il mio primo programma, “Il re del cioccolato”, me l’hanno dovuto chiedere 12 volte! Ora siamo arrivati a tre stagioni e a più di 50 episodi. Ha funzionato benissimo e ancora oggi la gente mi chiama così. Prima del lockdown avevamo registrato tre puntate, ora spero che finiremo le altre cinque. Mi piacciono tutti i programmi che ho fatto, ma in particolare “Junior Bake Off” perché amo i bambini». E alla fine Knam ci ha fatto perfino un regalo: ci ha svelato alcuni segreti per fare dolci perfetti.

Gli scherzi di Damiano Carrara

Sembra che ci sia da sempre, ma in realtà Damiano è giudice “solo” dal 2017: «Per me è la quarta edizione ma mi sento a casa, sono contento di far parte del team. E poi con l’arrivo di Csaba finalmente sono diventato “anziano”. Sul set siamo molto affiatati ma una giornata di riprese è lunga e ci sono tanti tempi morti. Così io ed Ernst si fa i bischeri. Mi sa che stavolta qualche scherzo tra di noi lo vedrete anche in tv. Ora ho iniziato a girare “Cake star”. Anche qui assaggio dolci, ma quando mi trovo davanti a una cosa che mi piace, la mangio e non mi stufa mai. Voglio augurare a Real Time tutto il successo di questo mondo, mi hanno accolto a braccia aperte e stiamo crescendo assieme».

La nuova arrivata, Csaba dalla Zorza

Csaba, esperta di buone maniere in “Cortesie per gli ospiti”, è la vera novità di “Bake Off”. È infatti stata chiamata come quarto giudice: «Qui cerco di essere meno intransigente. Il mio giudizio è critico quel tanto che basta e che posso permettermi. Con una punta di ironia quando è possibile, e un occhio chiuso quando serve».

I suoi colleghi le hanno dato dei consigli?
«Da Ernst ho imparato tutto sul cioccolato e l’alta pasticceria (sono diplomata in cucina classica francese) mentre Benedetta è una fuoriclasse nella conduzione, ho sempre da imparare».

Ai concorrenti ha dato consigli di buone maniere?
«Sì, ma in questo talent usiamo i tovaglioli di carta... e ho detto tutto! La gara è altrove. Tuttavia, valuto anche il loro modo di presentare il dolce».

Cosa vorrebbe fare su Real Time?
«Mi piacerebbe cucinare più spesso e poter avere una trasmissione dedicata ai bambini. Loro mi amano e io li adoro».#

Clelia D'Onofrio, la regina di Bake Off

Clelia è la regina di “Bake Off”, come l’ha definita la Parodi. Ma da questa edizione il suo ruolo cambia un po’: «Dopo otto edizioni ci si evolve. Da quest’anno racconterò in ogni puntata la storia di una torta, ma resto sempre un giudice. E poi l’incontro con i concorrenti è così bello: c’è quello che vuole fare il pasticciere di professione, chi cerca visibilità, chi prova a cambiare vita. Mi piace anche quando piangono: magari sono alti due metri e tatuati, ma si asciugano le lacrime a ogni bocciato di puntata. Vederli piangere come bambini mi emoziona e mi commuove».

I suoi ricordi più belli in tv?
«Quando dopo tre provini mi hanno proposto di fare il giudice, c’era ancora mia mamma che mi incoraggiò ad accettare. Ma il ricordo più bello è stato quando lo spietato critico televisivo Aldo Grasso scrisse che “Bake Off” era lo spettacolo di cibo più carino della tv. Mi permisi una battuta: “Ma che bellezza, è grasso che cola!”. Quando lo incontrai, lo ringraziai».

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