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Costantino della Gherardesca: «Se fossi in gara, mi travestirei da Elefante»

Il nuovo giudice di "Il cantante mascherato" ci spiega i suoi trucchi per indovinare le voci misteriose

Costantino della Gherardesca
11 Febbraio 2021 alle 09:16

Dopo essersi bizzarramente travestito da granchio, mozzarella, margherita, ed essersi faticosamente guadagnato la finale di “Ballando con le stelle”, Costantino della Gherardesca è di nuovo in onda su Raiuno nello show “Il cantante mascherato”, sempre condotto da Milly Carlucci. Stavolta non come concorrente, ma come giurato.

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Costantino, si sente la differenza?
«Molto. Questo programma obiettivamente per me è più facile rispetto a “Ballando con le stelle”. Qui devo usare la mia mente, che è un filino più allenata rispetto al corpo».

Che effetto fa stare dall’altra parte… della scrivania?
«Ora che non devo affrontare la prova fisica del ballo ho spazio e tempo per divertirmi. Ma faccio anche del mio meglio per contribuire all’intrattenimento e divertire. Lo devo al pubblico e a Milly, vista la gentilezza che mi mostra da anni».

Milly è sempre Milly.
«Persino una persona poco socievole come me prova dei sentimenti di amicizia in questo cinico mondo della televisione. Molti anni fa a un evento televisivo, quando ancora facevo delle cose di nicchia, vinsi un premio: c’era tutto il parterre dei colleghi della tv e nessuno mi applaudì eccetto Milly, che io allora non conoscevo».

E ora che la conosce?
«Mi piace perché ha una mente aperta, è moderna, più di quanto qualcuno possa credere. Poi io che sono una persona tranquilla, non dico pigra, con lei posso star sereno: Milly si occupa di ogni piccolo dettaglio e sono sicuro che tutto andrà bene».

In giuria lei è quello che...
«Quello convinto che dietro le maschere non ci siano tanti cantanti. Io credo che ci stiano sviando e turlupinando. Mi immagino pure che molti uomini cantino in falsetto per farci pensare che sono donne».

Sospettoso.
«Sono il più sospettoso, quello in assoluto che si appiglia ai più piccoli indizi».

Patty Pravo?
«È la più onirica, i suoi indizi sono spirituali. Io faccio una vita talmente monacale che vedere in giuria una delle italiane che si sono divertite di più nel Ventesimo secolo mi rallegra».

Flavio Insinna?
«Il più scaltro: conduce da anni programmi dove si indovinano parole a partire da indizi, è avvantaggiato».

Francesco Facchinetti?
«Il più entusiasta ed energetico».

Caterina Balivo?
«La più emozionata, almeno all’inizio. Personalmente spero che abbia il ruolo di prendere più “castronate” di me».

I suoi giudizi sui cantanti sono lapidari.
«Non mi piace quando le persone fanno lunghi preamboli nei miei programmi e qui applico la regola che impongo agli altri. Vado giù diretto».

Elegante e sobrio.
«A “Ballando” ero “multicolor”. Ora devo essere un giudice credibile, mi impegno sul serio a decodificare gli indizi».

Che dettagli guarda?
«La statura, le scarpe, le gambe, la dizione, l’accento per capire da quale parte d’Italia vengono. Sono convinto che sotto il Pappagallo si nasconda Alessandro Gassmann».

Gassmann ha scritto: «Il pappagallo di una trasmissione... Ahahah...?!!!».
«In ogni caso lui dovrebbe sviare. Chi sta sotto la maschera ha l’obbligo di riservatezza e non deve far capire. Io vado avanti per la mia strada».

La maschera che preferisce?
«Il Gatto, che secondo me è gay e quindi potrebbe nascere una storia d’amore tra me e il Gatto. E la Tigre azzurra, che mi immagino nasconda un uomo forte e bello: in tutti i programmi di Milly ci sono sempre stati dei bellocci».

Quella dei sogni?
«Ho sempre sostenuto le associazioni che aiutano gli elefanti. Vorrei fare l’Elefante, un animale che mi sta molto simpatico e a mio avviso porta fortuna».

Nella prima sfida ha salvato il Baby alieno perché si era “immedesimato”.
«Io mi sento un po’ un alieno nel panorama televisivo italiano. Sul Baby alieno mi ero sbagliato, visto che dentro c’erano delle persone che sono l’esatto opposto di me, cioè i Ricchi e Poveri».

È più alieno a “Ballando con le stelle” o quando va ospite da Barbara d’Urso?
«Da Barbara, in mezzo a quei ragazzi giovani e belli, a quelle donne in minigonna e truccate, radicalmente diversi da me. Lì si accende la gioia di fare l’antropologo e il “voyeurista”. E la voglia di difendere Barbara dai moralisti».

In giuria ha dichiarato: «I miei ragionamenti sono all’avanguardia dell’investigazione». Ci crede?
«Certo che sì. E poi chi indovina il cantante si becca una corona e io voglio avere la corona prima di Insinna!».

Le piacciono le storie di detective?
«Ho visto tutti i film di James Bond e adoro quelli tratti dai libri di John le Carré, il mio preferito è “La spia che venne dal freddo” con Richard Burton. Mi piacciono le storie di spionaggio dove si deve indovinare il colpevole».

E lo indovina spesso?
«Devo essere onesto: sono una persona intelligente, ma non furba, tendo a ragionare troppo».

Non le è venuta voglia di andare a sbirciare nei camerini dei cantanti mascherati?
«Noi giurati abbiamo ingressi diversi allo studio, camerini in parti opposte del Foro Italico, ogni maschera è isolata dalle altre e sono sempre coperte, c’è un regime assoluto di segretezza. Gli autori quando mi vedono non mi rivolgono la parola. È impossibile spiare!».

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