Home TvReality e talentDolcenera: «E pensare che in un’altra vita ero una papera!»

Dolcenera: «E pensare che in un’altra vita ero una papera!»

Con i suoi atteggiamenti teatrali e i suoi battibecchi con la Carrà ha diviso il pubblico di The Voice. Ora affida la sua replica a Sorrisi

Foto: Dolcenera a The Voice of Italy 2016

09 Marzo 2016 | 16:45 di Ezio Genghini

Dolcenera, ma come si dice a Roma, tu «ci sei o ci fai»?
«Ci sono, ci sono eccome. Non potrei fingere, sono trasparente al cento per cento».

Facciamo un passo indietro. Siamo negli studi Rai di Milano dove Dolcenera ha appena finito di registrare una puntata di «The Voice of Italy». Vogliamo chiederle cosa pensa delle reazioni del pubblico alle sue performance nelle prime puntate delle «Blind auditions». Infatti, sui social si sono scatenati accusandola di un comportamento forzatamente «sopra le righe», di essere irrispettosa con la
Carrà e così via. Quindi eccoci qui nel suo camerino, pieno dei suoi vestiti di scena un po’... sopra le righe per sentire la sua versione.

«È molto semplice» spiega Manu (così la chiamano tutti una volta spente le luci del palco, visto che il suo vero nome è Emanuela Trane). «Niente è per caso e naturalmente neanche la scelta del mio nome d’arte che rappresenta la coesistenza di due anime diverse, quasi opposte. Una più tranquilla, riflessiva, anche solitaria, che è fondamentale quando scrivo canzoni, e una più “caciarona” e esagitata che è quella che è venuta più fuori in trasmissione».

A proposito, come nasce il tuo nome d’arte?
«Fin da piccola sono sempre stata una fan di Fabrizio De André e mio papà mi comprava tutti i suoi dischi. E “Anime salve”, che contiene il brano “Dolcenera”, è il primo disco di De André che ho
comprato coi miei soldi».

Nelle fasi successive del programma il tuo atteggiamento cambierà?
«È possibile. Credo che nella parte finale di “The Voice” la mia esperienza nel campo della produzione musicale potrà venire fuori meglio».

Dopo la tua vittoria a «Music Farm» nel 2005, segnata da molte polemiche e sofferenze anche personali, avevi detto che non avresti più fatto tv. Che cosa ti ha fatto cambiare idea?
«È come quando finisce un rapporto sentimentale. Per voltare pagina e aprirsi a un nuovo amore devi sentirti pronta. E quando è arrivata la proposta di “The Voice” sentivo che era tornata la voglia di rimontare in sella».

Come le esperienze a Sanremo: ti hanno dato grosse sodddisfazioni come la vittoria tra le Nuove proposte nel 2003, ma anche delusioni come quest’anno.
«Non è stata una delusione quest’anno. Credo semplicemente che il pezzo che ho portato non fosse adatto a Sanremo. Alla fine mi sono sentita un po’ come se fossi andata lì a fare l’ospite. Ora io penso già al mio prossimo progetto musicale che è ancora in fase embrionale, ma a cui tengo già molto».

Di cosa parlate con gli altri coach a telecamere spente?
«Un po’ di tutto. Con Max Pezzali parliamo di reincarnazione e delle nostre esistenze precedenti. Io per esempio in una vita passata sono stata una papera che viveva negli Stati Uniti, ma anche una splendida dea greca che abitava nel Partenone di Atene».

Interessante. E Max cos’era nella sua vita precedente?
«Un sasso».

LE ABBIAMO CHIESTO CHE COSA PENSA DEI SUOI COLLEGHI COACH