Home TvReality e talentDonnavventura, le selezioni viste da Elisa (seconda parte)

Donnavventura, le selezioni viste da Elisa (seconda parte)

Continua il racconto di Elisa Vottero, una delle protagoniste della nuova edizione di Donnavventura

19 Agosto 2015 | 09:00 di Redazione Sorrisi

E’ domenica, ci svegliamo alle 8 e ci viene comunicato che dobbiamo affrontare ancora il personal show.

Non ballo. Non canto. Non recito. Non faccio imitazioni né dico barzellette, ma amo raccontare le mie disavventure.
Chiamano il mio numero e decido di raccontare la pura e semplice verità: adoro cantare, ma sono la tipica (altro classicone) ragazza da “sotto la doccia”. Adoro ballare, mi esibisco in movenze imbarazzanti e danze di tutti i generi dimenticandomi cosa significhi coordinazione, mi scateno.

Non sono laureata, ero la CLASSICA “ha potenziale ma non si applica”. Ho preferito guadagnarmi da subito due soldini per cercare di togliermi qualche sfizietto.
Insomma ho pensato che puntare sulla veracità mi avrebbe aiutata, sbagliavo. I pullman arrivano e noi ci mettiamo in riga per l’ultima volta. Vengono chiamate le 10 superfinaliste che proseguiranno l’addestramento qui a La Thuile. Il primo numero non è il mio, il secondo nemmeno, il terzo neanche e così fino al decimo.

E’ finita si torna a casa. Sorrido, ma un po’ mi dispiace.
Ero curiosa di sapere di sapere cosa sarebbe successo.
Arrivo a Milano distrutta dalla stanchezza e qui prendo due treni varco la porta di casa alle 23.00.

Lunedì me la prendo comoda, sveglia tardi, relax e cena con Olly (il mio fidanzato). Usciamo e io decido di lasciare il cellulare a casa. Torno a casa e con sorpresa sedendomi sul divano trovo 7/8 chiamate da un numero sconosciuto. Trovo anche un messaggio: Ciao Elisa sono Valentina di Donnavventura, contattaci quando puoi”.

Guardo l’ora: le 23.59. Rispondo: ”Ciao Valentina visto l’ora ci sentiamo domani buona notte”. Non faccio in tempo a posare il telefono che arriva una chiamata:” Elisa sono sempre Valentina, ti andrebbe di rimetterti in gioco? A che ora potresti essere qui domani?”

Accetto, rifaccio lo zaino e parto.
Forse la mia avventura inizia proprio da qui.

Salgo a Cuneo, scendo a Torino, cambio, arrivo a Chivasso, scendo a Ivrea, arrivo ad Aosta, cambio per Pre-saint-Didier. In questa stazione c’è Sandro, l’unico maestro di snowboard che beve crodino. Lui è il tutto fare. Con un po’ di batticuore salgo in macchina dove il mio unico pensiero era a cosa potevano pensare le mie future compagne nel vedermi tornare.

Le ragazze nel frattempo sono state sistemate in hotel e accoppiate a due e due per stanza. Raggiungo l’albergo e poco dopo Mauri, il boss, annuncia il mio ufficiale rientro nelle GINE!
Saluto le ragazze e con mio grande stupore vengo accolta molto bene. Qui ritrovo Isa la biondazza. Sorrido, sono contenta.

Dopo cena le ragazze si mettono al lavoro per scrivere i vari diari di bordo, per scaricare e selezionare i migliori scatti della giornata.
Mi viene dato un block notes e vengo bombardata di informazioni, Prendo appunti e inizio a scrivere la mia storia.

Immagazzinate le info mi sistemo in camera con Franci. Era nella tenda 2 anche lei e avevo già visto quel visino tempestato di lentiggini. E’ una bellezza classica, fine.
Mi spiega e consiglia cosa mi aspetterà nei prossimi giorni e come Mauri vuole che ci comportiamo nelle svariate parti del lavoro.

Mercoledì è stato il mio primo giorno effettivo da possibile Donnavventura e incomincio subito con 10.000 scatti con qualche vestito di Alviero Martini per recuperare il tempo perso.
Nel pomeriggio è tempo di una nuova esperienza, la caserma.
La caserma Monte Bianco, con il suo Capitano Davide e i suoi alpini, ci ha ospitato per una notte. Arrivate alle 18 assistiamo all’ammaina bandiera, prima però ci registriamo e prendiamo il “corredo” per poi disporci nelle camerate.

Le camere sono da quattro e io vengo sistemata insieme a Yumi la Nippo-Fiorentina che fa sbellicare dalle risate. Non avevo scambiato molte parole con lei al campo base i primi giorni, ma vedendola mi sembra esplosiva, una ragazza adatta a una spedizione così.
Accanto a Yumi c’è Tina, lei arriva da Potenza, questo scricciolino mi aveva colpito al personal Show per un pezzo che aveva scritto per suo nonno.
 
Anche io ho un rapporto speciale con i miei nonni o meglio avevo. La mia “noni”, come la chiamavo io, mi ha lasciato qui da sola con nonno Rin il 3 giugno scorso. Il nemico ha vinto. Forse in questa botta di fortuna del ripescaggio c’è anche il suo zampino.

Di fianco a me invece c’è Sara un’altra biondina, avevo scambiato con lei qualche parola prima che si ammalasse. La prima impressione è stata mega positiva, mi è stata simpatica da subito.
La notte in caserma è passata alla grande. Tolto il cigolio del letto ovviamente.

Giovedì ore 8 pronte per fare l’alza bandiera, qui sembra di essere in un film, tutti precisi e sugli attenti anche quando sono a riposo!
La mattina è proseguita poi con un po’ di addestramento. Sentivamo il bisogno di scaricarci.
Lasciamo la caserma dopo pranzo e in carovana facciamo delle riprese in piccoli borghi tipici valdostani, prima di mettere di nuovo le gambe sotto il tavolo. E’ ora di merenda.

Mariaelena, una ragazza della zona che con la sua famiglia dirige un bar/ristorante, a due passi dal confine con la Francia. “Riondet” è straordinario. Non sono un’amante delle torte ma quella che ci servono accompagnata dalla panna e un succo ai mirtilli fatto in casa è una libidine.
Che bontà!

Dopo qualche piccolo vizio torniamo al campo base piccolo, dove ci sono ancora allestite le tende per poter lavorare ancora un po’: SMISTARE-AGGIORNARE-SCRIVERE.
Mentre si avvicina la sera mi accorgo che forse siamo finite in un programma culinario. Sandro ci ha preparato, con l’aiuto di qualche ragazza, una splendida grigliata. Dopo aver assaggiato la grolla e un po’ di genepì sono sicura che addormentarsi non sarà un problema.

Venerdì è stato l’ultimo giorno a La Thuile, in mattinata ovviamente abbiamo lavorato, ma nel pomeriggio siamo state premiate con una nuova attività: il rafting. Bello. La discesa è stata breve ma ci siamo comunque divertite tanto.
Ed eccoci a sabato, l’ultimo giorno. Partiamo da La Thuile per una località segreta, ci mettiamo alla guida e, dopo un paio di ore ,arriviamo a Sirtori, più precisamente siamo ospiti del castello Centro di ricerca neurofisiologica.

Siamo accolte dal Professore Amedeo Maffei creatore di Keope,
una macchina capace di rilassare e aiutare una persona nel profondo in soli 12 minuti. Il pomeriggio lo passiamo tra una prova di questa macchina e un colloquio con il Professore. Le sue parole sono state utili e toccanti. Questo incontro motivazionale mi ha fatto spuntare le lacrime più di una volta.
E’ stato davvero emozionante.

Anche dopo cena alcune di noi hanno continuato con la prova di Keope, ma sono nella funzione posturale. Rilassamento assicurato.