Ecco perché “Temptation Island” colpisce al cuore

Parla Raffaella Mennoia, curatrice del programma: «Me lo riguardo rapita. E commento pure!»

19 Luglio 2021 alle 08:42

Se "Temptation Island" è una calamita irresistibile che ogni lunedì sera tiene incollati alla tv milioni di italiani, dobbiamo ringraziare Raffaella Mennoia, autrice e curatrice del programma.

Raffaella Mennoia

Raffaella, è giusto dire che lei è un po’ la “mamma” di “Temptation Island”?
«Diciamo più un’amica stretta, una di famiglia (ride). Da quattro edizioni curo il programma dall’inizio alla fine, a partire dal cast che scelgo in prima persona dopo una prima scrematura fatta dalla redazione. Quest’anno su circa 5 mila richieste sono state scelte 700 coppie, per poi arrivare a 120 che ho esaminato personalmente dal vivo. Non finivano più!».

I fidanzati come si candidano?
«Le richieste arrivano di continuo, soprattutto durante la messa in onda del programma. Ma i casting li apro a febbraio e li chiudo dopo tre mesi, entro i primi di maggio, quando devo avere tutto il cast pronto. Si candidano chiamando un centralino oppure con un modulo che scaricano su wittytv.it».

Con quali criteri sceglie le sei coppie finali?
«Guardo tutto, sono molto curiosa. Mi interessa il racconto della persona, la sua storia e la personalità. Chi decide di partecipare lo fa quasi sempre per gelosia, per vedere cosa fa l’altro. Ma a questi dico di chiamare un investigatore privato… Devono capire che conta quello che fanno loro, indipendentemente da come si comporta il partner. Devono essere disposti a fare un percorso personale e a mettersi in discussione».

I single invece come vengono selezionati?
«Abbiamo tantissime richieste e questo ci dà l’agio di poter scegliere il meglio. Se un ragazzo è intelligente e anche bello, scelgo lui. Se ha una laurea tanto meglio, ma non è solo quello. È importante che sappia ascoltare».

Il programma è cambiato nel corso degli anni?
«Sono cambiate moltissimo le coppie. All’inizio erano più rigide e si mettevano meno in discussione. Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile che una donna di 40 anni venisse in tv a farsi vedere con il fidanzato di 21, o che si raccontassero così tante situazioni di tradimento. Ora si mettono più a nudo».

Dopo che le coppie sono state selezionate, quanto passa prima che sbarchino nel villaggio?
«Circa un mese perché mettiamo tutti in quarantena, coppie e single, che restano isolati dal mondo».

Hanno delle regole da rispettare prima della partenza?
«Sì, non devono dire che sono stati presi, anche se il problema grosso è il dopo. Il regolamento che firmano dice che non possono farsi vedere insieme fino alla messa in onda dell’ultima puntata. Stesso discorso se dovessero avere intrapreso una storia con uno dei single. Sono blindatissimi».

Nel villaggio quali comportamenti non sono consentiti?
«Due giorni prima di entrare nel villaggio, sequestriamo loro i cellulari che vengono resi soltanto in aeroporto, quando si torna a casa. Non possono avere contatti con l’esterno e nemmeno con i cameraman, anche se la maggior parte delle telecamere sono remotate (fisse e controllate a distanza, ndr)».

Si vestono, pettinano e truccano da soli?
«Sì, fanno tutto loro».

Quanto tempo passa dalle riprese di una situazione “grave” a quando la mostrate all’interessato o all’interessata?
«Poche ore, ma ci sono i tempi di montaggio da rispettare e va fatto bene perché quello che vedono loro è quello che mostriamo al pubblico. Se capita alle due di notte, vedono il video alle 11 del mattino».

Ci sono degli esperti, psicologi per esempio, a cui possono rivolgersi?
«No, non sono previsti. Sono persone che vedo tre o quattro volte con provini che durano almeno un paio di ore ogni volta. Alla fine sono io che ho bisogno di uno psicologo! Ho fatto anche terapia di coppia per capire determinate situazioni. Con Tommy (il fidanzato di Valentina, ndr) avevo affrontato le sue crisi di ansia e avevo capito che sapeva gestirle, anche se a tutti farebbe bene andare in terapia e fare sport!».

È vero che ogni coppia è seguita da un autore?
«Sì, a ognuno assegno la coppia più adatta. L’autore tiene il punto di quello che succede e mi aggiorna sulle situazioni più importanti, anche per montare poi la puntata».

Incontra mai le coppie una volta spente le telecamere?
«No, mai. Né durante il programma né quando finisce. Ogni tanto mi chiamano ma non è mai capitato di cenare assieme».

Com’è la sua giornata tipo in Sardegna?
«Io mi alzo alle 9 e vado a letto alle 4 di notte, sono 21 giorni di nervi saldi e idee chiare. Passo la giornata tra montaggio e sala programma, dove vediamo tutto quello che fanno e che accade».

Qual è la parte più complicata?
«A parte non dormire? Tutto, è tutto complicato. Emotivamente a volte è pesante, dispiace vederli stare male. In quel caso dopo il falò li consoliamo. Sono sempre molto partecipe. Tutti abbiamo sofferto per amore, e se non capisci il dolore non puoi raccontarlo».

Maria De Filippi, che produce il programma, quanto è presente?
«Maria c’è sempre, viene in Sardegna anche lei qualche giorno per lo sbarco e non ci lascia mai soli. Siamo in contatto spessissimo e i falò li ascolta in diretta».

Quando alla fine vede le puntate in tv, qual è il suo primo pensiero?
«È l’unico programma che guardo tra quelli che faccio. Sono come “drogata”, non mi basta mai. Me lo guardo rapita e commento pure! Il mio compagno mi dice che non sto bene, e a volte dubita persino che sia andata in Sardegna a registrarlo. In realtà quando torniamo siamo tutti un po’ stonati, è come se andassimo anche noi in isolamento e negli ultimi due anni non siamo potuti uscire dal villaggio per via del Covid».

Quindi per disintossicarsi cosa fa?
«Riprendo la vita di sempre e a fare casting: ora sto facendo quelli di “Uomini e donne” e di “Amici”».

Niente vacanze ristoratrici?
«So quando devo tornare, ma ancora non so quando potrò partire (ride)».

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