Home TvReality e talentElisa a Amici 15 serale: «Continuerò a cercare suoni nuovi»

Elisa a Amici 15 serale: «Continuerò a cercare suoni nuovi»

L'intervista per la quindicesima edizione del serale in partenza il 2 aprile

01 Aprile 2016 | 12:22 di Alessandro Alicandri

Elisa, nel suo esordio del 2015 come direttore artistico «Amici» ci ha regalato grandi esibizioni, una direzione per i suoi alunni contemporanea, divertente, rendendoli pronti per affacciarsi al mercato: il successo dei The Kolors è la piena dimostrazione di quanto il suo contributo sia stato efficace.

L'abbiamo incontrata a pochi giorni dall'inizio della sua avventura al serale di «Amici 15» e intervistata per conoscere i suoi obiettivi e le sue speranze in questo nuovo anno. Questa volta al fianco di Emma. In questi giorni Elisa ha presentato il suo album «On»: ecco il suo racconto canzone per canzone e la recensione dell'album.

Cosa hai imparato a Amici, da portare a frutto quest'anno?
«Ho capito che in poco tempo ci si gioca tutto. Parlo con i ragazzi in modo più diretto, vado dritta al punto e senza filtri. Prima non "osavo", per timore di urtare la loro sensibilità. Mi sono resa conto che poteva far loro molto più male».

Quali sono le tue priorità quest'anno?
«Continuare il lavoro del 2015 alla ricerca di nuovi suoni, modi di cantare e scrivere canzoni. C'è un salto generazionale palpabile oggi, una differenza che fino a cinque anni fa non era così netta. Quel lavoro di ricerca lo trasferisco ai ragazzi e nello show».

Chi merita di vincere Amici?
«Chi ha l'urgenza maggiore nel fare questo mestiere. Se c'è, viene premiata perché si vede la genuinità in quello che fai. Più è grande la necessità di essere compresi, più il tuo modo di cantare e di ballare sarà forte, più bella sarà la risposta della gente».

Cosa devono fare gli eliminati dal giorno dopo l'uscita dalla scuola?
«Devi fare tesoro dell'esperienza, mettere in ordine i pensieri e capire che fuori tutto è difficile. Qui è come se fossi circondato da ancelle: sei tutelato, stimolato e coccolato. Fuori, purtroppo, non è così».

Cosa significa lavorare in coppia con Emma?
«È stimolante. Ci accomuna la passione per la musica, ma siamo diverse. Io sono più "nerd", maniaca dei dettagli. Lei è una comunicatrice di impatto, punta sulle sensazioni a pelle. Percorriamo sì due strade diverse, ma per arrivare allo stesso punto».