Home TvReality e talentEmanuele Filiberto ad “Amici Celebrities”: «Il fascino di Maria mi ha conquistato»

Emanuele Filiberto ad “Amici Celebrities”: «Il fascino di Maria mi ha conquistato»

Da quasi cinque anni era sparito dalla tv. Poi Maria De Filippi l’ha convinto a entrare nell’accademia come cantante ed è arrivato quinto

Foto: Emanuele Filiberto con Maria De Filippi ad "Amici Celebrities"

23 Ottobre 2019 | 17:00 di Solange Savagnone

Da quasi cinque anni Emanuele Filiberto di Savoia era sparito dalla tv. Poi Maria De Filippi l’ha convinto a entrare nell’accademia di “Amici Celebrities” come cantante... Ma prima di parlare di questo, e molto altro, togliamoci subito dall’imbarazzo.

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La devo chiamare principe oppure il titolo non si usa più?
«Va bene Emanuele (ride)».

Grazie, Emanuele. Allora partiamo dalla fine: dispiaciuto di essere uscito a un passo dalla finale?
«Sinceramente no, perché è stato un percorso molto bello e intenso. Mi sarebbe spiaciuto se non avessi dato ogni settimana il 100% di me stesso. Me lo sentivo che sarei uscito quel giorno ed è stato giusto così».

Brucia più il quinto posto ad “Amici” o il secondo a Sanremo?
«Sanremo è stata un’operazione fatta a tavolino dalla Rai e dagli agenti che mi hanno fatto partecipare. Vivendo all’estero (a Monte Carlo, ndr) sapevo a malapena cosa fosse il Festival. In entrambi i casi sono stato contento perché per me cantare è un divertimento, anche se do sempre il massimo».

Maria come ti ha convinto a partecipare?
«Ho sempre subito il “fascino” di Maria. Ho lavorato con lei ne “Il ballo delle debuttanti” e a “C’è posta per te”. Mi affascina molto per l’intelligenza e la sincerità, è una donna molto diretta. Mi ha convinto perché mi ha spiegato che era un’accademia, non un reality. E infatti dopo aver vissuto due mesi lì dentro ho avuto bisogno di qualche giorno per riprendere contatto con la realtà».

La fatica maggiore di questa esperienza?
«Ascoltare la mia voce uscire dalle casse puntate verso di me. Mi sono reso conto dei miei limiti, sui quali ho lavorato».

Il ricordo più bello?
«Ne ho due. Il primo è il sorriso di Ornella Vanoni alla fine del nostro duetto. Quando ero in esilio (nel 1947 la Carta Costituzionale Italiana dispose l’esilio degli ex-re e dei discendenti maschi della famiglia Savoia a causa del loro appoggio al regime fascista, ndr), avrò avuto 10 anni, mia madre mi ha regalato una delle mie prime audiocassette ed era un album della Vanoni, autografato da lei. Ho scoperto la musica italiana grazie a Ornella, una donna che rispetto tantissimo. Il secondo è lo sguardo di Maria quando mi hanno eliminato: sincero, protettivo e amichevole. Le devo molto».

Maria dice che non tradisci mai le emozioni che invece ti scoppiano dentro. Ha ragione lei?
«Sono cresciuto con una corazza, come una tartaruga, al di fuori sono impermeabile. Credo dipenda dall’educazione che ho ricevuto e non è detto sia un bene. A volte esplode tutto assieme, perché di emozioni ne ho tantissime».

Hai detto che grazie ad “Amici” hai ricominciato a credere in una tv sana. Cosa aveva di “malato” quella che hai fatto fino pochi anni fa?
«Quella che ho fatto fino a una decina di anni fa era molto sana, se no non l’avrei fatta. Quello che vedo oggi in tanti programmi è la caccia agli ascolti. Che vuole dire cercare lo scandalo, il battibecco, mettere una giuria impreparata che non ti valuta per la tua performance ma per cose stupide. Ci sono troppi maleducati in tv, nella politica, nella vita di tutti i giorni. Cosa vogliamo mostrare ai nostri figli? Invece grazie ad “Amici” ho ricevuto decine di messaggi su Instagram di giovani che non mi conoscevano e mi ringraziavano perché li ho fatti credere in qualcosa. Te ne leggo uno: “Mi hai insegnato tante cose, ad esempio a non arrendersi mai anche se ti criticano”».

Com’è nato l’amore per il canto?
«Ho avuto la fortuna di conoscere bene grandissimi artisti, soprattutto stranieri, come Johnny Hallyday, Keith Richards, Zucchero, Lou Reed, Eric Clapton e i Led Zeppelin. Oltre ad assistere ai loro concerti, andavo nei backstage, li frequentavo. Ricordo che con Lenny Kravitz giravo in macchina a fare il cretino. Con Hallyday ho fatto un rally ed è venuto al mio matrimonio. Ho sempre vissuto da “groupie” il mondo della musica e mi dicevo che sarebbe stato bello salire sul palco. Poi ho scritto qualche canzone. Ho sempre avuto una grande passione per il canto e per quello che porta la musica. Sono molto legato a questo mondo».

Con le tue figlie condividi la passione per la musica?
«Certo, con Vittoria (15 anni, ndr) e Luisa (13, ndr) ci scambiamo su Spotify i nomi degli artisti. La cosa divertente è che molti rapper prendono dei campionamenti degli Anni 60 e 70, le ragazze me li fanno sentire pensando di farmi scoprire qualcosa di nuovo, invece sono musiche che già conosco. Facciamo molto sport insieme: tennis, sci e sci d’acqua. Adoriamo il cinema e i film. Sono molto curiose, parliamo tanto e viaggiamo insieme».

Che padre sei?
«Aspetta che lo chiedo a mia figlia: “Luisa, che padre sono?”. Niente, non risponde: sa che non deve interrompermi quando parlo al telefono…».

Prova a rispondere tu, allora.
«Mi preoccupo per il loro futuro, cerco di instaurare un dialogo, posso essere severo ma provo sempre a capirle, e sono anche un papà con cui divertirsi. Se ha un problema Vittoria va più dalla mamma (l’attrice Clotilde Courau, ndr), ma poi sente entrambi. Con Luisa ho un bellissimo rapporto. Siamo tutti molto legati. Cerco di esserci sempre, anche se sono fisicamente lontano».

Invece che marito sei?
«Pessimo. Sono complicatissimo. Un po’ per le emozioni che non esterno. Poi sono molto indipendente, ma ho trovato una moglie che lo è altrettanto. Sono esigente con me stesso su quello che faccio e questo porta al confronto e a malumori».

E i tuoi genitori come sono con te?
«Mi seguono e mi sostengono. Grazie anche alla tv ho fatto tanto per il nome della mia famiglia e sono riuscito a fare avvicinare molti giovani che non conoscevano la storia dei Savoia».

Ora che cosa ti aspetta?
«Andrò negli Stati Uniti dove aprirò una catena di ristoranti. Ho iniziato con dei furgoncini dove vendevo pasta fresca e a dicembre apriranno i primi ristoranti. Mostriamo come si fa la pasta fresca e serviamo pizza al taglio, cannoli, tiramisù… Poi mi occupo di “Ordini dinastici di casa Savoia”, una fondazione che fa opere di beneficenza in Italia e in 17 altri Paesi, e per questo viaggio molto».

Basta con la musica?
«So che i TheGiornalisti stanno cercando un cantante, magari mando il curriculum!».