Emanuele Filiberto: «Con Maria ci si diverte, crea una bella famiglia»

Di sabato sera su Canale 5 c’è un principe: è nella giuria di “Amici”, insieme con Stash e Stefano De Martino

Emanuele Filiberto di Savoia
17 Aprile 2021 alle 09:14

Di sabato sera su Canale 5 c’è un principe: Emanuele Filiberto di Savoia è nella giuria di “Amici”, insieme con Stash dei The Kolors e Stefano De Martino. E sembra proprio che si trovi a suo agio.

Come va l’esperienza da giurato nel talent più longevo della tv?
«Il più longevo e il più bello, perché è il più vero. Ve lo dico io, che ne ho fatti tanti... Mi trovo bene e sento la responsabilità perché “Amici” è un trampolino di lancio per i ragazzi, quindi dobbiamo scegliere chi ha più talento».

Siede al centro fra i suoi colleghi: si sente un po’ il perno della giuria?
«Affatto. Non mi sono mai sentito il perno di niente. Stash e Stefano, visto il loro mestiere, danno un giudizio tecnico, io ho una visione delle esibizioni più distaccata e internazionale».

Di che parlate nelle pause pubblicitarie?
«Di donne (ride)».

Vi manca una donna in giuria?
«Eccome! Meno male che c’è Maria De Filippi, che vale per dieci».

Ha fatto amicizia con qualche prof?
«Non ancora. Non possiamo parlare con loro né prima né dopo la puntata. Maria vuole che rimaniamo “vergini”: ogni conversazione potrebbe influenzarci. È giusto: i giudici devono essere neutrali. Ma conoscevo già Arisa, Lorella Cuccarini, Alessandra Celentano e con Veronica Peparini ci eravamo visti quando ho partecipato ad “Amici Celebrities” nel 2019».

A volte si trova a fare l’arbitro d’eleganza sui look. La cosa la diverte?
«Mi diverte scherzare con Stefano sulle scarpe atipiche di Stash. Tutto fa spettacolo e Maria sa creare attorno a sé una bella famiglia».

Secondo l’etichetta delle corti europee, c’è una cosa inelegante da evitare al suo cospetto?
«Non saprei, ho frequentato più le borgate che le corti. E all’eleganza dei vestiti preferisco quella della mente. Si può essere dozzinali in abiti costosi e chic in jeans e canottiera».

Si rivede in qualcuno tra i ragazzi in gara?
«Loro lavorano molto più di me alla loro età! Il cast è vario, sono tutti bravi e hanno un grande talento».

Beh, pure lei ha un talento per la televisione.
«Sono tanti anni ormai che faccio il pagliaccio in tv (ride)».

Ricordiamo: ha vinto “Ballando con le stelle” nel 2009 ed è arrivato secondo con Pupo al Festival di Sanremo nel 2010... Da bambino aveva mai preso lezioni di canto o di danza?
«No. Infatti “Ballando” è stato difficilissimo. Mi sono impegnato perché sapevo di essere molto forte al televoto e non volevo deludere chi mi premiava da casa».

Lavorare con Maria che tassello ha aggiunto alla sua carriera televisiva?
«Non è un “lavoro”. Maria non dà mai consigli su cosa dobbiamo dire. Lascia liberi, è la sua forza. Mi ha fatto rivalutare la televisione italiana».

Ne guarda molta, di tv?
«Vivo all’estero, viaggio... Guardo i canali di news e qualche fiction Rai».

Si sposta per affari?
«L’anno scorso ho aperto il mio primo ristorante con il marchio “Prince of Venice” a Los Angeles e con licenza seguiranno presto altri 50 punti di ristoro in America. L’idea è di allargarsi in Giappone e negli Emirati Arabi».

Piatti italiani?
«Sì: pasta fresca, sughi, pizza al taglio, arancini».

Sa anche cucinare?
«Me la cavo coi primi: so fare una buona bolognese e l’amatriciana».

E la politica? “Realtà Italia” diventerà prima o poi un partito?
«Ho fondato l’associazione l’estate scorsa, per gestire seminari via web su temi caldi in pandemia: salute, turismo e cultura. Ma non so se si trasformerà in partito. Non so neppure che cosa farò domani...».

Lei si è già vaccinato?
«No, risiedo a Monte Carlo e lì sono in ritardo. Con 43 mila abitanti avrebbero dovuto vaccinare tutti in due giorni, è una vergogna».

Dietro le quinte di “Amici” la chiamano tutti principe?
«In segno di affetto sì, non per riverenza. Ormai è un nome, come “Prince” per il cantante».

Al titolo di “Sua Altezza Reale” ci tiene sempre?
«Sono molto legato alla mia storia, ma non ho mai chiesto o preteso che mi chiamassero così».

La sua altezza in metri?
«1,83».

Come si misura invece, secondo lei, la statura morale di un uomo?
«Con il sorriso vero e lo sguardo lucido. Altrimenti, bocciato».

Le piacerebbe recitare con sua moglie, l’attrice Clotilde Courau?
«Sono un pessimo attore, non so canalizzare bene le emozioni. A ciascuno il suo».

Se una delle sue figlie volesse partecipare a un talent, sarebbe felice?
«No, se il pretesto dello show fosse avere “famose figlie di”. Vittoria farà Filosofia, Marketing ed Economia all’università, Luisa va ancora a scuola: preferisco che studino».

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