Home TvReality e talentEnzo Miccio: «Toglietemi tutto, ma non le mie creme»

Enzo Miccio: «Toglietemi tutto, ma non le mie creme»

Grintoso e ironico, è stato la sorpresa di "Pechino Express". Di cui martedì 14 vedremo la finale

Foto: Enzo Miccio a "Pechino Express"

10 Aprile 2020 | 10:00 di Stefania Zizzari

Ha dormito accanto a un numero consistente di polli. Ha ingurgitato quantità industriali di riso super piccante. Ha spalmato crema nutriente da notte sul viso di un contadino cinese. E soprattutto ha sfoderato una grinta e una resistenza fisica alla Rambo. A “Pechino ExpressEnzo Miccio, in coppia con la sua assistente Carolina Giannuzzi, ci ha sorpreso e ci ha divertito al di là di ogni previsione.

Enzo, chi se l’immaginava che per fare il wedding planner ci volesse un fisico super allenato come quello che ha sfoggiato lei?
«(Ride). Alla base della mia avventura a “Pechino Express” c’era la voglia di mostrare una parte di me che giustamente il pubblico non conosceva. Volevo uscire un po’ dalla gabbia dorata nella quale mi trovo da 15 anni. La gente pensa che io sia solamente quello sul piedistallo che dice: “Ma come ti vesti?” o quello che organizza i matrimoni di lusso. È vero, ma tutto ciò che ho me lo sono creato da solo, so di avere una bella scorza. A “Pechino” sono stato spontaneo. Un po’ ansioso, un po’ buffo, un po’ mi sono divertito, un po’ mi sono incavolato, un po’ me la sono presa con Carolina, che è una santa e mi conosce bene».

Ha uno spirito davvero competitivo.
«Ho un senso di responsabilità che mi accompagna da sempre: se faccio una cosa la devo fare bene, è una sorta di missione. Me l’ha trasmesso la mia famiglia, è nel mio Dna. E se decido di fare “Pechino” devo dare il meglio».

È riuscito a sembrare un vero signore anche in condizioni estreme…
«E ho fatto una valigia da “pirla”: avevo portato cose del tutto inadeguate. Ma l’ho capito dopo».

Per esempio?
«Dei pantaloni larghi di lino con le pinces, bellissime camicie bianche che mi ero fatto fare su misura…Chissà dove pensavo di andare, forse a Saint Barth (meta di lusso ai Caraibi, ndr)? Arrivato in Thailandia, prima di cominciare sono corso in un centro commerciale a comprare pantaloncini, scarpe da ginnastica, tute, felpe. Qualche camicia bianca però l’ho lasciata nello zaino».

Abbigliamento a parte, nello zaino c’erano anche dei cosmetici. È perfino riuscito a convincere un contadino cinese dell’importanza della crema nutriente da notte…
«C’è un pizzico di vanità in tutti (ride). In realtà io posso rinunciare a tutto ma non alle mie creme. La mia pelle è delicata, ho una “beauty routine” che guai a chi me la tocca! Posso dormire per terra o seduto su una sedia, posso non lavarmi per giorni, ma alla mia “beauty routine” non rinuncio per alcun motivo».

In che cosa consiste?
«La sera detergo il viso con la spugnetta, applico un prodotto per il contorno occhi e una crema per la zona T (fronte, naso e mento, ndr), che è a rischio screpolatura. La mattina invece basta una crema idratante e via. Questi prodotti li ho portati nello zaino per tutto il viaggio. Compreso il profumo, a cui tengo molto. Ne avevo due: uno che mi faceva pensare al mio compagno, che mi è mancato tanto, e il mio profumo preferito. E ovviamente avevo lo spray ascellare al cetriolo. Perché se non ti puoi lavare…».

Ha comprato dei souvenir?
«Lo ammetto, è successo l’ultima sera in Cina, in un villaggio sperduto. Passiamo davanti a questa specie di negozio che per noi potrebbe essere il garage di un gommista. Invece era una bottega di antiquariato cinese. Mi sono infilato e… potevo non comprarmi un vaso cinese originale? È partita una trattativa con il proprietario perché non avevo soldi né carta, alla fine lui, gentilissimo, l’ha incartato e me l’ha dato».

In questo lungo viaggio ha scoperto qualcosa di sé che non si aspettava?
«Direi di no, a quasi 50 anni so bene chi sono, cosa voglio, conosco il mio carattere. Ho scoperto invece la bellezza delle persone, la meraviglia della semplicità di questi popoli che ho avvicinato, tutti diversi ma accomunati da una grande generosità. Persone che hanno diviso con noi anche il poco che avevano».

La prima cosa che ha fatto quando è tornato?
«Sono andato in Sicilia per organizzare un matrimonio. Per riposarmi e vedere il mio compagno ho dovuto aspettare il weekend successivo».

Non dica che non è riuscito neanche a regalarsi un rilassante bagno caldo con i sali, la schiuma, il profumo?
«Ma quando mai? La vasca da bagno è una perdita di tempo, a casa mia ci sono le docce. Il bagno è un lusso, lo puoi fare quando sei in vacanza e hai tempo in abbondanza. Proprio come adesso, che a casa ci dobbiamo stare per forza!».

7 regole per vivere bene chiusi in casa

Ecco i consigli di Enzo Miccio per affrontare con stile “l’isolamento casalingo”.

Programmare la giornata Altrimenti si rischia di vivere nell’ozio.

Ascoltare musica Ha un forte potere evocativo. Fa pensare, viaggiare, ridere, piangere, ricordare.

Preparare una colazione ricchissima Normalmente la trascuriamo perché la mattina andiamo sempre di corsa, ora possiamo farlo diventare il pasto più importante della giornata, quello che dà la carica.

Fare attività fisica Io dedico ogni giorno un’ora abbondante alla ginnastica.

Vestirsi come se si dovesse uscire Vietati il pigiama e le ciabatte: con gli abiti addosso siamo più energici e operativi.

Organizzare un video aperitivo con gli amici Sennò l’umore va a rotoli. Io sono a casa da solo, il momento più mondano è quando scendo a buttare la pattumiera…

Coccolarsi Quell’impacco ai capelli o quella maschera per la pelle che non avete mai il tempo di fare: approfittatene, quando tutto finirà dovremo tornare a correre!