Home TvReality e talentGiosada: intervista al vincitore di X Factor 9

Giosada: intervista al vincitore di X Factor 9

Un estratto della chiacchierata con il trionfatore dell'edizione 2015. L'integrale, il 15 dicembre in edicola

Foto: X Factor, la vittoria di Giosada  - Credit: © Olycom

11 Dicembre 2015 | 15:46 di Alessandro Alicandri


«L'ultima cosa che mi aspettavo al mondo era di vincere X Factor». È stata una sorpresa per tutti e anche per Giosada: è lui ad aver conquistato il pubblico italiano. Il concorrente più rock mai arrivato nel talent Sky ha battuto gli Urban Strangers, considerati i vincitori annunciati fin dalla prima puntata.

Cosa le suggeriva che non avrebbe vinto?
«Si era parlato tanto dei loro risultati in classifica e sapevo quanto erano forti anche sui social network. Sono ancora stordito, la notte dopo la vittoria ho dormito non più di un'ora e ancora non riesco a crederci».

Si sbagliava. Però alcuni dicono che la sua bellezza abbia aiutato.
«Quando si fa una gara televisiva, la bellezza ha il suo ruolo. Ma vengo dal mondo del punk, dove essere "fighi" non ha nessuna importanza. Io combatto un po' il "merito della bellezza": lavoro da 10 anni puntando sulle mie capacità. Vengo dal montaggio e smontaggio palchi di concerti, lì conta la volontà e fare squadra».


Come le ha insegnato il lavoro dietro le quinte?
«L'autonomia, fondamentale per chi vuole fare musica anche solo nei locali. In questo il mio giudice Elio è stato grandioso. Ha pensato per me un percorso a ostacoli difficilissimo, ma mi ha lasciato la libertà di entrare negli arrangiamenti e nell'interpretazione come volevo».

Dei brani che ha cantato, quanti ne conosceva?
«Due. Tutti gli altri erano lontanissimi dal mio repertorio».

Viene da un mondo molto lontano dal pop.
«È vero, ma a casa avevo anche la cassetta di Nek. A casa si ascoltava di tutto. Dai Foo Fighters al cantautorato italiano. Amo spaziare, ma la mia radice è rock».

E adesso come si fa a diventare una star del pop?
«Mettendo in campo il mio gusto, ma senza mai estremizzare. Prima di firmare il contratto con la Sony ho chiesto di poter lavorare in futuro solo con la band con la quale suonavo prima di cominciare il talent. Ci tenevo tantissimo».