Home TvReality e talent«Hairmaster»: Rossano Ferretti è il giudice di un talent dedicato agli stilisti del capello

«Hairmaster»: Rossano Ferretti è il giudice di un talent dedicato agli stilisti del capello

Il parrucchiere di Kate Middleton e Lady Gaga, fa un nuovo programma in tv, in onda su La 5 il mercoledì per quattro puntate in seconda serata

Foto: Rossano Ferretti

16 Novembre 2018 | 16:49 di Giusy Cascio

Un uggioso pomeriggio con il tasso di umidità del 95%, il direttore di Sorrisi mi dice: «Oggi fai la piega». Strano, ho pensato: dovrebbe essersi abituato ai miei capelli ribelli che con la pioggia si trasformano in un cespuglio selvatico. Ma il cespuglio in questione serve a coprire una «notizia»: Rossano Ferretti, il parrucchiere di Kate Middleton e Lady Gaga, fa un nuovo programma in tv, «HairMaster», in onda su La 5 da mercoledì 14 novembre per quattro puntate in seconda serata.

Insomma, è una sfida: con la testa che mi ritrovo, devo andare in «missione» in uno dei suoi prestigiosi saloni ai quattro angoli del globo, da New York a Pechino, da Monaco a Dubai. Per vedere che effetto fa essere acconciata come una star. Eccomi, quindi, alla «Hair Spa» del Four Seasons Hotel a Milano. Fuori tira vento, per i miei ricci è l’apocalisse. Non vedo l’ora di conoscere il guru che ha inventato il «Metodo»: il taglio naturale ed essenziale, dopo il quale la piastra non serve più. Conoscerò il «Maestro» che è riuscito a trovare il biondo perfetto per Jennifer Lawrence, il «raccolto» giusto per Angelina Jolie, l’anticrespo definitivo per Salma Hayek. E chissà se, dopo la manutenzione del caschetto della mitica direttrice di «Vogue» Anna Wintour, farà miracoli anche con me.

Fase uno: la filosofia

In gessato e mocassini senza calzini, Rossano è charmant. «Ogni cliente per me è una donna famosa, importante e unica. Che sia una parcheggiatrice o una contessa dei Windsor» dice quando mi accoglie nella lounge. Guai a definirlo «il coiffeur delle dive»... «Sennò mi girano le balle» sottolinea. «Sono stato un visionario, oggi sono un missionario» aggiunge. «Il mio mestiere è educare altri hair stylist. Nelle consulenze non do giudizi, non ho pregiudizi, non chiedo. Per prima cosa ascolto le donne, le ascolto davvero, umilmente. Metto da parte l’ego e alle mie clienti che siano arabe o inglesi dico: “It’s all about you”, “Dipende tutto da te”». Mentre mi spiega la sua filosofia artigianale, viene fuori la mia deformazione professionale: Rossano è calvo, osservo. Visto che lui mi ascolta attentamente, non posso fare a meno di domandargli: «Ma tu da chi ti fai mettere le mani in testa?». «Dai miei figli, Luca e Andrea, dove capita, una volta è successo anche in spiaggia alle Maldive, tanto basta una passata di macchinetta» scherza.

Fase due: la consulenza

Da lì iniziamo a confidarci l’uno con l’altra: lui mi parla della sorella Lorenza sua storica socia in affari, di Stefania, la fidanzata che 15 anni fa gli ha cambiato la vita, e della gavetta che ha dovuto fare dal primo Salone a Parma, fino a Londra, dove oggi sa districarsi come un balsamo sulle doppie punte tra le pressanti richieste di Buckingham Palace. Io, invece, gli racconto il mio primo trauma tricologico: «A 16 anni un coiffeur ostile mi tosò a zero, manco fossi una pecorella smarrita. Guarirò mai da quest’atroce esperienza?».

Fase tre: lo shampoo

Rossano taglia i capelli solo in rare occasioni. Così, mi affida alle cure dei suoi allievi. Ambar, una deliziosa ragazza dell’Ecuador, mi fa accomodare al lavatesta per lo shampoo e un massaggio al cuoio capelluto. Intanto sul televisore alla parete scorrono le prime immagini del talent «HairMaster». Il format è divertente: in ogni puntata tre concorrenti parrucchieri italiani si sfidano in una gara che prevede tre categorie e tre voti: scenografia del salone, feeling con le clienti e tecnica. Il migliore vincerà un’esperienza formativa: il Master Wella Generation Lab. «Perché non si finisce mai di imparare» mi spiega Rosario, il dipendente calabrese della «Hair Spa» che sostiene di adorare l’acconciatura «punk-rock» di Iva Zanicchi a «Tú sí que vales». Altro che master, io gli farei vincere l’Oscar per la simpatia.

Fase quattro: il colore

Quando mi accomodo in poltrona per porre rimedio alla mia triste ricrescita, si avvicina una dolce fanciulla. «Mi chiamo Raluca, vengo dalla Romania» sussurra, sembra una fata. Io devo sapere subito che cosa significa Raluca, devo saperlo. «C’è il significato breve e il significato lungo» spiega lei, mentre mi applica la tinta. «Breve vuol dire “dea del Sole”, lungo vuol dire “luogo nel bosco dove c’è un ruscello con accanto un salice piangente”. Mi servono 20 minuti perché il colore «prenda». E per riprendermi.

Fase cinque: il taglio

Al momento del taglio ho paura. Tradire il mio parrucchiere storico, Antonio, è come tradire mio marito. Ma la titolare del Salone è convinta che bisogna «aggiustare le lunghezze». E per convincermi aggiunge: «Anche Cristiano Malgioglio dovrebbe riequilibrare le proporzioni». Si chiama Giusy ed è siciliana, come me. Lo prendo come un segno del destino e... zac! Via la nuvola indefinita, spazio ai boccoli scolpiti. Mando la mia foto al giornale e il caporedattore commenta: «Sembri Kelly McGillis in “Top Gun”!». Forse lui è sotto choc, ma io ora mi vedo bella. E pazienza se stasera, quando poggerò la testa sul cuscino, la «cofana» si sgonfierà come tutti i miei soufflé. Domani è un altro shampoo.

Foto: La nostra giornalista Giusy Cascio con il look «firmato» Ferretti