Home TvReality e talentIl collegio 3: alla scoperta della vita scolastica del 1968

Il collegio 3: alla scoperta della vita scolastica del 1968

Il sorprendente successo del reality di Rai2 ha reso attraente per i ragazzi un luogo che per tanti genitori è stata una... minaccia

Foto: I ragazzi che partecipano a Il collegio

21 Febbraio 2019 | 15:42 di Stefania Zizzari

«Cos’è l’olio di fegato di merluzzo, mamma? E i movimenti del ’68 cosa sono? Come fanno i ragazzi a non usare il cellulare?». Sono solo alcune delle domande che mia figlia Lucrezia, 11 anni, mi ha fatto durante la prima puntata di “Il collegio 3”.

Se avete un ragazzo o una ragazza che  frequenta le medie o i primi anni delle superiori probabilmente sapete già di cosa parlo. Il programma di Raidue, realizzato con Magnolia-Banijay Group, è un esperimento televisivo e sociale e seguirlo insieme ai nostri figli può essere una buona idea, perché offre tanti spunti di confronto tra i “nostri” tempi e i “loro”.

E non è un caso che “Il collegio” sia un successo soprattutto nella fascia di età tra gli 11 e i 16 anni. Diversi protagonisti delle stagioni precedenti sono diventati degli “influencer” seguiti da centinaia di migliaia di ragazzini. Una su tutti, Jenny De Nucci, “collegiale” della prima edizione: con i suoi quasi due milioni di follower su Instagram e su “Tik Tok” (ex Musical.ly) è diventata attrice (“Un passo dal cielo 5”) e ha anche scritto un romanzo. Dagli Anni 60 all’era digitale è un attimo, insomma.

A varcare il cancello del Collegio Convitto di Celana a Caprino Bergamasco sono 20 ragazzi di età compresa tra  i 14 e i 17 anni. In realtà chi non passa il test di ingresso con domande di educazione civica deve subito uscire (in questa stagione è successo a due ragazzi). I 18 protagonisti vivono cinque settimane seguendo le regole di abbigliamento, di comportamento e di studio dei loro coetanei del 1968. Un trauma: entrano con i jeans strappati, le minigonne, le maglie scollate, i tacchi, le catenine e i braccialetti e si ritrovano dopo poche ore a indossare la severa divisa del collegio: giacca, camicia, cravatta, pantaloni e mocassini per i ragazzi. Giacca, camicia, cravatta, gonna al ginocchio, calzettoni bianchi lunghi e ballerine con tre centimetri di tacco per le ragazze. Il primo ostacolo, per tutti, è il nodo alla cravatta.

Non c’è il tempo di abituarsi alla nuova divisa che arriva uno dei momenti più dolorosi dell’esperienza: il distacco dagli oggetti personali.

I ragazzi sono costretti a consegnare ai sorveglianti del collegio tutto quello che di personale si sono portati in valigia. Addio alla piastra per i capelli, a ogni tipo di trucco e profumo e soprattutto all’oggetto con cui passano più tempo: il cellulare. Questo, va detto, sarebbe difficile anche a noi adulti.

Arriva poi il barbiere-parrucchiere. E qui scorrono altre lacrime. Addio a ciuffi scolpiti e treccine etniche e benvenute sfumature alte e acconciature rétro.

E a tavola? Il menu di “Il collegio” non è quello di Cannavacciuolo. Piatti forti? Testina di vitello, rane fritte, rognone. E più che nelle bocche dei ragazzi finiscono nelle tasche delle loro divise.

La vita al collegio prosegue impermeabile ai fermenti rivoluzionari del ’68. I ragazzi poco a poco sembrano abituarsi alle regole rigide, alle lezioni e persino al telefono “a disco”, un oggetto misterioso dal funzionamento nemmeno così intuitivo. Mia figlia Lucrezia prova a capirlo, ma un telefono così proprio non l’ha mai visto in vita sua. E aggiunge: «Mamma, ma la rubrica in quel telefono non c’è?». No. La nostra rubrica era la memoria.

A noi sembrano facili, ma per loro queste sono vere imprese

Ci sono cose che per noi adulti sono naturali, appartengono alla nostra vita fin da bambini. Per i ragazzi di oggi quelle stesse cose rappresentano invece delle imprese complicatissime...

CHE COS'È QUELLA RUOTA CON I NUMERI SUL TELEFONO?
Per i ragazzi il telefono “a disco” è un oggetto misterioso. E infilare il dito nel disco all’altezza del numero e poi farlo ruotare non è evidentemente così intuitivo.

COME DIAVOLO SI FA A NON SPORCARE IL FOGLIO?
Il pennino a inchiostro, questo sconosciuto! A chi è abituato alle moderne biro al gel e a digitare sui tasti o sui “touch screen“ deve sembrare tutto assurdo...

SUL SERIO DEVO BERE QUELL’OLIO PUZZOLENTE?
Tutte le mattine, prima di colazione, i ragazzi devono prendere un cucchiaio ricolmo di olio di fegato di merluzzo dal sapore disgustoso. Negli Anni 60 veniva dato ai ragazzi perché contiene vitamine e si pensava facesse crescere i giovani sani e robusti. Oggi l’offerta di integratori vitaminici in pastiglie dal sapore dolce è vastissima.

Passereste il test d’ingresso? Mettetevi alla prova

➊ Indicate l’anno di nascita della Repubblica Italiana.
➋ Cos’è la Costituzione? Spiegate a parole vostre.
➌ L’articolo 1 della Costituzione recita “L’Italia è una Repubblica democratica fondata…” (completate la frase).
➍ Quali sono i 3 poteri dello Stato italiano?
➎ Quante sono le Regioni in Italia? Quali sono quelle a statuto speciale?
➏ Cosa significa democrazia?
➐ Cos’è la famiglia? Spiegate con parole vostre.
➑ Quali sono secondo voi i diritti e i doveri di uno studente? Spiegate con parole vostre.

SOLUZIONI: ➊ 1946 ➋ È la legge fondamentale dello Stato da cui derivano tutte le altre ➌ “...sul lavoro” ➍ Legislativo, esecutivo e giudiziario ➎ Venti. Le cinque a statuto speciale sono Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia ➏ Dal greco antico, significa «governo del popolo» ➐ La Costituzione all’art. 29 la definisce “società naturale fondata sul matrimonio”, ma il concetto si evolve nel tempo. Oggi è un nucleo sociale rappresentato da individui legati tra loro da vincoli di parentela o di affinità ➑ Lo Statuto dello studente (Decreto presidenziale del 1998) prevede tra l’altro il diritto a una formazione trasparente, alla motivazione delle valutazioni e al rispetto dell’identità e della privacy; per contro gli studenti hanno il dovere di partecipare alla vita della scuola con spirito democratico e di rispettare il Regolamento d’Istituto e le decisioni assunte dagli organi della scuola.

Dal 2019 al 1968: la trasformazione