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Il Giorno del Ringraziamento spiegato da Garrison

Il maestro di ballo di "Amici" racconta la più amata festa americana

Foto: Garrison Rochelle

27 Novembre 2015 | 15:28 di Barbara Mosconi

Garrison Rochelle, nato e cresciuto in Texas 60 anni fa, è uno degli americani più amati della nostra tv. A lui, impegnato in questi giorni a insegnare ballo ai nuovi allievi della scuola di «Amici», abbiamo chiesto di spiegarci il significato del «Thanksgiving Day» ossia il «giorno del Ringraziamento», che in America si festeggia l’ultimo giovedì di novembre e per l'appunto è caduto il 26.

Hai festeggiato il giorno del Ringraziamento?
«No, ieri ho lavorato! Avevo chiesto ai ragazzi di farmi il tacchino, ma... nulla».

Perché in America si festeggia il «Tanksgiving Day»?
«Per noi è un giorno importante, è il giorno che dobbiamo ringraziare di ciò che ci accade, nel bene e nel male. È una festa per stare tutti insieme e mangiare con gli altri familiari, non so perché proprio il tacchino. Comunque si mangia molto e poi si continua per una settimana a smaltire tutti i cibi con cui si riempie la tavola».

Come è nata questa ricorrenza?
«Per ricordare quando i Padri Pellegrini sono arrivati in America all’inizio del Seicento e hanno fatto amicizia con gli indiani, hanno fatto una grande festa, scambiandosi rispettivamente i propri cibi».

Era anche una tradizione della tua famiglia?
«Certamente, facevamo un tacchino ripieno di carne, pane grattugiato e uvette, e anche un prosciutto arrosto. Però, la famiglia di mia mamma ha origini messicane e così nella nostra tavola c’erano anche le tamales (cannoli di mais con dentro la carne), il riso e i fagioli».

Da bambino come festeggiavi?
«Sono cresciuto in una fattoria in Texas e ogni anno mia nonna sceglieva un tacchino e lo allevava, poi due giorni prima del Thanksgiving Day lo ammazzava. Per me era una tristezza grandissima, io facevo amicizia con il tacchino e non riuscivo a mangiarlo».

In Italia hai mai festeggiato il Ringraziamento?
«Sono 32 anni che vivo qua e l’ho festeggiato solo due volte con altri americani... Una volta è stata Jil Cooper a organizzare la festa».

Se dovessi dedicare un «ringraziamento» speciale?
«Alla mia mamma, ha cresciuto quattro figli da sola e intanto lavorava, ancora mi chiedo come abbia fatto. Adesso ha 85 anni e vive in Florida con mia sorella. Le ho telefonato ieri e, infatti, stavano festeggiando il Thanksgiving».