Home TvReality e talentIntervista al rapper Anastasio, il vincitore di «X Factor»: «Mi piace essere frainteso»

Intervista al rapper Anastasio, il vincitore di «X Factor»: «Mi piace essere frainteso»

Il vincitore di X Factor 12 ha conquistato il pubblico con «La fine del mondo». «Un urlo di disperazione, ma anche di rabbia» dice

14 Dicembre 2018 | 17:58 di Manuela Puglisi

È stato incoronato vincitore della dodicesima edizione di «X Factor» il 13 dicembre, ma era favorito già da molte puntate. Anastasio, il rapper cantautore che non ama le etichette, ha conquistato fin da subito il pubblico con «La fine del mondo». Un inedito nato «In un periodo in cui ero abbastanza depresso e sentivo di non avere motivi per alzarmi dal letto. Potevo stare una mattinata intera a rotolarmi nelle coperte. Il pezzo è un urlo di disperazione, ma è anche un urlo di rabbia, un urlo di vita di una persona che dice "Sono stanco del nulla, voglio fare qualcosa di grandioso"».

Quel brano ora dà il titolo al suo primo EP, uscito la mattina dopo la finale, che contiene pezzi già sentiti all'interno del talent di Sky come «Ho lascato le chiavi», «Generale» e altri tre inediti. Sono: «Autunno», in collaborazione coi Bowland, che definisce «Una chicca»; «Un adolescente» e «Costellazioni di kebab».

Se nei giorni immediatamente precedenti la sua vittoria al Forum i suoi testi (e i suoi profili social) hanno sollevato qualche polemica, Anastasio non sembra preoccuparsene. «A me piace essere frainteso, perché dal fraintendimento nasce la discussione. Mi sto approcciando per la prima volta a dei meccanismi che mi danno fastidio, perdo di sincerità se devo stare a dosare le parole perché chiunque le può fraintendere in manierà così grave». Tra i suoi ascolti "spasmodici" cita De André e Caparezza, mentre tra quelli che più l'hanno colpito recentemente ci sono Willie Peyote e Dutch Nazari, Mattak e gli Uochi Toki.

Anche se non si sbilancia su chi sia stato il suo giudice preferito, meritano una menzione speciale Lodo Guenzi e Fedez: «Artisticamente Lodo lo stimo, perché la sua scrittura mi ha molto influenzato. Anche Fedez agli inizi mi colpì, era qualcosa di fresco quando uscì con "Penisola che non c'è"».