“Italia’s got talent” torna in tv (stavolta su Disney+)

Due giurati inediti e una nuova coppia di conduttori: Elettra Lamborghini e Khaby Lame affiancano Matano e Maionchi, conducono Aurora e Fru

31 Agosto 2023 alle 08:06

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Sono tante le novità di “Italia’s Got Talent”, lo show prodotto da Fremantle Italia che torna in tv dal 1° settembre. La prima è che andrà in onda sulla piattaforma in streaming Disney+ con nove puntate (una ogni settimana). Cambia pure la giuria: alla scrivania dotata di “golden buzzer” (il pulsante usato per scegliere direttamente i finalisti) siedono, oltre ai veterani Frank Matano e Mara Maionchi, la cantante Elettra Lamborghini e Khaby Lame, il più seguito al mondo su TikTok (162 milioni di follower!). Infine, a presentare i concorrenti sopra (e dietro) il palco ci sono due nuovi conduttori: Aurora Leone e Gianluca Colucci (detto Fru) del gruppo comico The Jackal.

Fru e Aurora, siete ancora “accoppiati” in televisione, e questa volta nella veste di presentatori.
Fru: «Dopo “Pechino Express” è un deciso cambiamento. Tra vestiti, trucco e parrucco, siamo sicuramente più belli!».
Aurora: «Presentare è un ruolo che ci appartiene, ma qui ci è piaciuta tutta la parte empatica: parlare con i concorrenti, mettersi nei panni di chi sta salendo sul palco».

Che parole di incoraggiamento avete usato più spesso?
Fru: «Con i concorrenti punto sulla “psicologia inversa”, dico che è l’esibizione più importante della vita, ricordo gli esami di terza media, le interrogazioni, cerco di spremere prima tutta la loro ansia. Un metodo a impatto, aiuta a ragionare sulla reale dimensione di quello che vanno ad affrontare».
Aurora: «E una volta che avete superato Fru, quel palco che volete che sia!».

Come si superano la vergogna, l’imbarazzo, l’ansia da prestazione?
Aurora: «In realtà, e lo dico da ex concorrente avendo partecipato nel 2019, è come agli esami: l’attesa è peggio dell’esame stesso. Quell’ansia finisce nel momento in cui arrivi sul palco. I timori (“E se arrossisco?”, “E se starnutisco?”) svaniscono tutti».
Fru: «Non si supera l’ansia da prestazione, la interiorizzi, e sul palco si trasforma in un motore che ti fa fare le cose senza pensarci troppo».

Si partecipa per il solo gusto di partecipare o per vincere?
Fru: «Per partecipare, anzi talvolta le brutte figure in un contesto in cui c’è empatia e comprensione diventano una grandissima esperienza da raccontare».
Aurora: «Dal mio quinto posto conquistato da concorrente io potevo ben rassicurare i concorrenti».

Una cosa memorabile di questa edizione?
Fru: «Io, che difficilmente mi commuovo, mi sono molto emozionato quando ho visto un cane che cantava: è l’unica volta in cui si vedono le mie lacrime».
Aurora: «C’è stato un comico che mi ha fatto impazzire, sono la categoria con cui empatizzo principalmente».

I comici vi chiedono consiglio?
Fru: «In verità non chiedono niente, il comico che arriva qui vive l’ansia più degli altri, più di quelli che mettono a repentaglio sicurezza e incolumità».
Aurora: «Sul palco un comico ha poco tempo, deve raccontare una storia, inserire battute e far ridere: c’è un coefficiente di difficoltà altissimo».

Il palco che nella vita vi ha più intimorito?
Fru: «Questo! Eppure con i Jackal abbiamo presentato eventi, fatto film, fiction, libri. Manca solo l’album di figurine e la serie animata».
Aurora: «Quando mi devo esibire da sola a teatro. Qui il supporto di Fru mi fa stare tranquilla».

Vi vedreste dall’altra parte, cioè sulle sedie dei giudici?
Fru: «Quando devi giudicare hai sulle spalle la responsabilità di dare un parere sincero a qualcuno che è lì pieno di ambizioni e voglia di fare, non sono pronto».
Aurora: «Forse dovremmo essere più maturi».

Che talento vi riconoscete reciprocamente?
Fru: «Aurora è capace di trovare una battuta in ogni dove e per ogni cosa, ha la battuta più veloce del West, ha una capacità di elaborazione sbalorditiva. Non so se è la sua giovane età, le eccessive parole crociate sulla spiaggia, oppure sostanze che non vuole dichiarare».
Aurora: «Fru conosce tutte le bandiere del mondo».
Fru: «Anche le capitali!».
Aurora: «La capitale del Benin?».
Fru: «Porto-Spain... No, anzi, Porto-Novo, scusate!».

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