Home TvReality e talentJ-Ax a Amici 15 serale: «La mia missione è uscire dai soliti schemi»

J-Ax a Amici 15 serale: «La mia missione è uscire dai soliti schemi»

L'intervista per la quindicesima edizione del serale in partenza il 2 aprile

01 Aprile 2016 | 13:34 di Alessandro Alicandri

J-Ax è come un tornado, quando arriva o scappi o ti fai prendere dal vortice. Dopo due anni di esperienza a «The Voice» nella veste di coach, sbarca a «Amici» come direttore artistico della squadra bianca al fianco di Nek. Lo abbiamo incontrato per conoscere meglio quali sono i suoi progetti e le sue intenzioni in vista di questo nuovo serale. Prepariamoci a grandi sorprese.

Cosa ha imparato a The Voice da portare (o da non portare) qui a Amici?
«Partiamo da questo presupposto: sì, sono due talent, ma sono completamente diversi. "Amici" è focalizzato sui concorrenti, non sui coach. Lì ho imparato i tempi televisivi, lo stare davanti alle telecamera... è già molto».

Quali sono le sue priorità adesso?
«Dare il massimo del mio aiuto perché da qui possa uscire qualcosa di nuovo. Sappiamo bene che il mercato chiede nomi "affini" a ciò che già funziona, ma io ragiono fuori dagli schemi, mi prendo delle libertà e quindi anche dei rischi».

Cosa devono fare gli eliminati dal giorno dopo l'uscita dalla scuola?
«Devono dare il via al loro piano B, che in teoria dovrebbero avere già pronto a prescindere da come andrà a finire la loro esperienza al serale. Altrimenti sarà come vincere la lotteria e non organizzarsi per andare a ritirare il premio».

Chi merita di vincere Amici?
«Chi non demorde superando a testa alta le prove più difficili».

Cosa significa lavorare in coppia con Nek?
«Sentirmi del tutto a mio agio. Filippo è un musicista, un cantante intonatissimo. Lui è l'artista con la tecnica, io sono l'irruento che ama cambiare le regole del gioco. In qualche modo ci completiamo perché con il genere che fa lui e il genere che faccio io, copriamo a 360 gradi le esigenze dei ragazzi. Non immaginate quanto sia di sollievo per me poter dire: Filippo, questa volta pensaci tu».