Leonardo La Macchia: «”Amici” mi ha reso più cosciente e consapevole»

Leonardo La Macchia, 27 anni fra pochi giorni è ormai un ex allievo di “Amici”, essendo stato eliminato dal programma lo scorso 27 marzo

Leonardo La Macchia
1 Aprile 2021 alle 11:41

Leonardo La Macchia, 27 anni fra pochi giorni (il compleanno è il 17 aprile, «sono ariete ascendente toro») è ormai un ex allievo di “Amici”, essendo stato eliminato dal programma lo scorso 27 marzo. Così come appariva in televisione, Leonardo è nella vita. Mite, riflessivo, sorridente, ci pensa prima di dare una risposta e si capisce che, alla sua vita e al suo percorso musicale, ci ha pensato molto in questi mesi in cui ha partecipato al programma di Maria De Filippi e nei tanti mesi precedenti.

Leonardo, sei stato il più adulto degli allievi di “Amici”. Sentivi la differenza di età?
«All'inizio sono partito con qualche pregiudizio, però con il passare dei mesi non ho sentito più nessuna differenza con gli altri. Credo che l'età non sia una discriminante, a volte puoi essere più maturo a vent'anni che a cinquanta».

Sei stato pure quello con la maggiore esperienza professionale.
«Sì, sono successe tante belle cose negli anni passati. Da quando a 22 anni ho partecipato al Festival di Saremo nel 2017. Quella è stata, insieme con “Amici”, l'esperienza più formativa in ambito artistico per la mia carriera. All'epoca, però, sono stato preso e buttato su quel palco, non avevo coscienza di nulla».

La tua passione per la musica come nasce?
«Quando avevo nove anni ho cominciato a cantare nel coro della parrocchia, stato io a chiederlo ai miei genitori, avevo già le idee ben chiare, e loro mi hanno assecondato e supportato in tutto. A undici anni mi hanno fatto prendere lezioni di canto e poi di pianoforte».

Con il pianoforte è stato amore a prima vista?
«Non sono un pianista, o meglio non ho la capacità di un pianista classico, ma suonare il piano mi ha aiutato molto nella scrittura e nella composizione dei brani che ho suonato».

Sei sempre stato convinto di questa scelta?
«L'unico momento in cui ho messo un po' da parte la musica è stato durante il periodo dell'università, a Bari, ho studiato grafica e design, ho anche lavorato come grafico. Ho sempre cercato di trovare la creatività ovunque, chissà, magari un giorno disegnerò le copertine dei miei dischi, ho un po' di bozze sul computer alle quali sto lavorando».

Come inizia il tuo percorso artistico?
«Durante l'adolescenza suonavo con tre band, abbiamo girato ovunque, ci siamo esibiti anche al teatro Petruzzelli di Bari, facevamo pezzi pop, scrivevamo in inglese, poi dall'inglese siamo passati all'italiano e poi l'italiano è rimasto definitivo».

La prima canzone che hai composto?
«S'intitola “Soffio”, l'ho scritta intorno ai 17 anni, è una ballata, rientra ancora nel mio mondo musicale, in parte mi ci ritrovo e mi fa tenerezza, anche se le cose che scrivevo e che pensavo anni fa sembrano appartenere a un'altra vita».

Nel 2016 approdi a Sanremo Giovani con “Ciò che resta”.
«A 18 anni mi contattò un amico barese, Gianni Pollex, un autore di canzoni, mi chiese se potevo cantare i suoi brani, da li iniziammo a collaborare e lo facciamo tuttora. Nel 2016 si unì Mauro Lusini (autore di “C'era un ragazzo” di Gianni Morandi) e questo incontro di tre generazioni diverse ci permise di presentare il brano “Ciò che resta” a Sanremo Giovani. Il pezzo rientrò nei 60 selezionati, poi nei 12, poi negli 8 e alla fine mi classificai quarto».

Dopo Sanremo cosa è successo?
«L'anno dopo è uscito il singolo “Le chiavi del mio mondo" e ho fatto le aperture di molti concerti di Fabrizio Moro, Irene Grandi, Brunori Sas, Fabio Concato. Dopo un po' di tempo ho sentito che non avevo cose da dire e mi sono fermato. Ho scritto un brano per Emma, “Sottovoce”, e ho collaborato con Ermal Meta. Ho preferito fare l'autore e mi sono trasferito a Milano».

Come mai un professionista va ad “Amici”?
«“Amici” è arrivato molto naturalmente con la voglia di rimettermi in gioco come artista. Era un'opportunità. Un'occasione per far sentire le emozioni che ho provato negli ultimi tre anni di silenzio. Mi ero fermato perché non avevo niente da dire. Invece nell'ultimo anno, soprattutto nel periodo della quarantena, ho scritto tanti brani. Ho fatto la mia candidatura al programma e ho cominciato a passare i provini».

Ti presenti al casting e vieni scelto da Arisa e Rudy Zerbi. Tu vai nella squadra di Zerbi.
«Una scelta che ho fatto consapevolmente, avevamo avuto dei colloqui e dopo quello con Rudy ho avuto la sensazione che avesse capito cosa avevo in mente e cosa volessi fare, con Arisa avevo forse il timore di non essere capito e fare cose che non mi appartenevano».

Cosa ti ha insegnato Zerbi in questi mesi?
«Ad apprezzare la verità, lui è sincero anche se magari a volte può risultare un po' duro, ma credo che per quello che ho vissuto io, il suo sia l'atteggiamento giusto per crescere. Mi ha dato modo di riflettere».

Come sei cambiato da settembre a oggi a parte il look?
«In effetti, oltre a tagliare i baffi, sono anche un po' ingrassato, però ora sto recuperando. Questa esperienza mi ha reso più cosciente e consapevole sia di me come persona sia di me in relazione agli altri sia di me come artista».

Nel programma hai raccontato la tua omosessualità
«L'ho fatto non per me stesso, con la mia sessualità sono in pace da moltissimo tempo, ma è stato per lanciare un messaggio. Dopo mi hanno scritto tanti ragazzi che si sono rivisti nel mio percorso. Ci si chiede qual è la normalità, ma è la vita che è così, e ci sono tanti ragazzi a cui ancora capitano cose spiacevoli».

Durante il programma hai pubblicato quattro inediti “Via Padova”, “Il Natale e l’estate”, “Orione” e «Giganti». E dopo “Amici”?
«Penso di continuare a scrivere pezzi, mi piacerebbe anche scrivere per altri artisti, al momento sto valutando diverse proposte. Sicuramente uscirà nuova musica, in questi mesi ci sono state tante cose che mi hanno ispirato e che ho scritto nei quadernetti con cui giro sempre. Devo ricomporre il puzzle e mettere a posto tutti i pensieri prima di poterli raccontare o metterli in una canzone».

La prima cosa che hai fatto tornato nel mondo?
«Sono andato al supermercato, è una cosa che mi mancava tantissimo, adoro perdermi nelle corsie con la musica nelle orecchie. Poi tornerò a Bari, non vedo l'ora di stare con la mia famiglia e di rivedere il mare».

Secondo te chi vincerà “Amici”?
«Secondo me la gara finale la vincerà la ballerina Giulia, mi farebbe davvero piacere, lei è una persona vera, speciale, per me è stata come una sorellina. Per la categoria canto Sangiovanni ha moltissime probabilità, ma pure Enula lo merita».

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