Lino Banfi è la rivelazione di “Ballando con le stelle”

Ma confessa di non aver mai danzato e scherzando dice: «Sono stato campione di salto del pasto»

4 Novembre 2023 alle 08:41

Lo scorso sabato lo abbiamo visto volteggiare sulle note di "L’amore è un treno" dal celebre film "Polvere di stelle". Nei nostri cuori, però, c’è ancora l’esibizione con cui Lino Banfi ha esordito in questa 18ª edizione di "Ballando con le stelle": un valzer accompagnato dalla canzone di Michele Zarrillo "Cinque giorni". Il brano parla di una perdita, di “mille lacrime cadute” e di una ferita che “non cicatrizza mai”. E Banfi non è riuscito a trattenere la commozione mentre alle sue spalle c’era l’immagine di sua moglie Lucia, scomparsa il 22 febbraio scorso. «Mi ero ripromesso di non commuovermi e, invece, non ce l’ho fatta» racconta.

Non ce l’ha fatta nessuno. Anche i giurati avevano le lacrime agli occhi e le hanno dato tutti “10”.
«Hanno premiato l’emozione, non certo il ballo. E Alberto Matano mi ha assegnato anche il tesoretto! Penso che abbiano percepito la verità di quel momento: io non fingo».

Comunque, sulla pista non se l’è cavata affatto male.
«In questo momento sto benissimo, sto vivendo quella che mi piace chiamare la “Banfi rigeneration”. Ma devo dire grazie alla mia maestra Alessandra Tripoli, che ha la pazienza di capire che non voglio fare la figura del vecchietto seduto con la ballerina che gli gira intorno. Lei è stupendamente brava. E poi abbiamo molto in comune: Lucia ed io ci siamo messi insieme quando lei aveva 13 anni e io 15, e Alessandra ha conosciuto suo marito, anche lui ballerino, all’asilo. Sono cresciuti insieme, come noi, e hanno un bimbo meraviglioso che già mi chiama “nonnino”».

Milly Carlucci ha detto di averla corteggiata per diciotto anni prima di averla a "Ballando".
«È vero. Ogni volta che veniva a casa mia o che ci incontravamo al mio ristorante (Orecchietteria Banfi, nel quartiere romano di Prati, ndr), mi chiedeva: “Ti sei convinto finalmente?”. E Lucia diceva: “E dai, Lino, accontentala questa ragazza. Ti vuole bene”. Le voglio bene anche io, da quando abbiamo lavorato insieme in un episodio del film "Pappa e ciccia". Era il 1983 e lei interpretava mia nipote. Così quest’anno finalmente ho detto “sì”, un po’ per mia moglie e un po’ perché, anche se sto bene, sono comunque ai tempi supplementari della vita e non so quanto dureranno e se ci saranno i rigori».

Sabato scorso ha portato in pista un po’ dell’atmosfera di "Polvere di stelle".
«Questo è un altro motivo per cui ho accettato di fare "Ballando": voglio far rivivere il mondo dell’avanspettacolo per i giovani che non lo conoscono. Ormai sono rimasto solo io come testimone di quegli anni».

A proposito di giovani, anche loro la amano molto.
«Sono fortunato, ho tre generazioni di pubblico. Io non conosco bene TikTok o Instagram ma mi hanno detto che vado forte anche lì. Mi hanno anche raccontato che domenica in chiesa un importante cardinale ha detto ai fedeli: “Dovremmo prendere esempio da Banfi” e tutti hanno applaudito. Mi ha davvero riempito di gioia».

A "Ballando" si lavora sodo: ore e ore di allenamento. Lei, terminata una giornata di prove come si sente?
«Ho finito proprio ora. Le dico solo che i miei muscoli mi stanno chiedendo: “Ma che vuoi da noi? Sei stato fermo per 87 anni e ora ci fai muovere tutti insieme!”. Io, poi, non avevo mai ballato in vita mia, né con mia moglie né quando facevo gli spettacoli a teatro. L’unica specialità in cui sono stato campione olimpionico da giovane è stata quella di “salto del pasto” (ride)».

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