Home TvReality e talentMammucari: «A Tú sí que vales vedete il vero Teo»

Mammucari: «A Tú sí que vales vedete il vero Teo»

Nella giuria dello show di Canale 5 è il più «monello»: canta, balla e non le manda a dire... «Maria De Filippi mi ha insegnato che la bravura è nulla senza le emozioni» racconta l’attore. «Ora vi svelo le mie»

Foto: Dopo gli inizi nel cabaret, Teo Mammucari ha esordito in tv nel 1995 a «Scherzi a parte». Ha condotto oltre 20 programmi, da «Libero» a «Le iene»  - Credit: © Andrea Ciucci

30 Novembre 2018 | 16:57 di Giusy Cascio

Messaggio vocale su WhatsApp: «Signora, mi dia mezz’oretta, finisco di pranzare e sono da lei». Segue foto esplicativa: un piatto di fagioli con le cotiche. E di lì a poco inizia una squisita conversazione con l’irresistibile giurato «monello» di «Tú sí que vales», lo show del sabato sera di Canale 5 che sta per chiudere una stagione di ascolti record, con punte di oltre il 30% di share.

È il suo terzo anno da giudice, che cosa le piace di questa esperienza?
«La difficoltà. Perché sembra facile stare seduti e fare una critica a qualcuno che si esibisce davanti a te. A ogni numero ripenso a com’ero io agli inizi della mia carriera e provo tutte le emozioni possibili. Sa, all’inizio non capivo che cosa volesse dire Maria De Filippi con le parole: “Sei stato bravo, ma non mi hai emozionato”. Ora lo so, è vero che il talento è niente senza emozioni. La gente a casa cerca questo. Infatti il successo del programma si deve proprio al fatto che non gli manca nulla: la gioia, l’allegria, la riflessione, la commozione».

Lei preferisce le esibizioni più divertenti o quelle più toccanti?
«Sono viziato, quindi dico 50 e 50».

In cosa si distingue rispetto agli altri suoi colleghi in giuria?
«Mah, se hanno preso me, forse è perché un po’ di pepe ci stava, no?».

È bravo a giudicare anche se stesso?
«No, sono ’na pippa» (ride).

Suvvia, mi dica in che cosa «vale».
«Sono vero. Dico sempre quello che penso e quando sbaglio lo ammetto. Per questo a volte non sono amato».

Lei passa spesso per uno cinico, sarcastico e provocatore.
«Lo prendo come un complimento. Tutto è nato con “Libero”. Mi diedero pure del maschilista perché Flavia Vento era seduta sotto il tavolo di plexiglass. Ma io sono un attore, interpreto un ruolo. Poi, se fare l’antipatico mi viene così bene magari lo sono anche, chissà…».

Oggi riporterebbe in tv «Libero»?
«No, perché il pubblico è affezionato all’originale. Sarebbe come “ritoccare” un sentimento autentico, un ricordo. Un po’ come quando si dice che gli Anni 60 erano più belli. Non è che erano più belli loro, è che eravamo più giovani noi».

Chi sono i suoi grandi amici nel mondo dello spettacolo?
«L’elenco è lungo: Eros, Raf, Marco Giallini, Antonio Ricci... E Gerry Scotti, con cui vado spesso a cena ultimamente. Noi due siamo come Stanlio e Ollio. Sa cosa mi ha detto? Che fare con me “Striscia la notizia” sarebbe divertentissimo. Mi piacerebbe tanto fare una puntata pilota».

Smentisca o confermi: condurrà «La pupa e il secchione» con Simona Ventura a febbraio?
«L’ho letta anch’io ’sta cosa, è uscita ovunque, ma né io né il mio manager siamo stati contattati. È tipo il calciomercato, quando sui giornali annunciano che la Roma si sta per comprare Ibrahimovic e poi non è vero».

Tra Ilary Blasi e Belen Rodriguez chi è la pupa? O sono due secchione?
«Sono astute e intelligenti entrambe. A Belen consiglierei soltanto di “incassare” ancora meglio le frecciatine. Quanto a Ilary, mo’ sta “intrippata” col “GF Vip”, è il suo giocone. Lei è di una simpatia unica, è genuina».

È vero che sta preparando un nuovo spettacolo teatrale?
«Sì, avevo bisogno di riabbracciare il pubblico dal vivo. Lo spettacolo si intitola “Più bella cosa non c’è”, titolo riferito a mia figlia Julia, l’amore più grande della mia vita. E parla di me, come attore e come padre. Racconto le storie più allucinanti che mi sono successe. Sa, capitano i periodi in cui si sente il bisogno di mettersi a nudo».

Per esempio, sul profilo Instagram lei si mette proprio in mutande.
«Sì, perché su Instagram sono io, quello vero. Mi sveglio la mattina, sto in mutande a casa mia e canto con la chitarra in mano».

Oppure gira video con gli animali di pezza.
«Siccome vivo tra Milano, dove c’è mia figlia, e Roma, dove lavoro, animali veri non ne posso tenere. Quindi ho il cane finto, le tartarughe finte, il pavone, il leone. E poi metto l’audio registrato con i versi: quello che abbaia, quello che ruggisce...».

Sua figlia le parla mai di lavoro?
«Sì, mi chiede sempre perché litigo con Rudy Zerbi. E ogni volta le spiego che sono solo battibecchi, ma ci vogliamo molto bene e ci divertiamo».

Una cosa divertente che non farà mai più?
«Questa intervista (ride)».

Ricevuto, ultima domanda: si arrabbia se la chiamano Mammuccari, con due C?
«No, per le multe è comodo: se arrivano al Signor Mammuccari posso sempre dire che non sono io».