Home TvReality e talentMara Maionchi: «In questa edizione di X Factor sono sbocciati dei veri talenti»

Mara Maionchi: «In questa edizione di X Factor sono sbocciati dei veri talenti»

La veterana del talent fa un bilancio della decima stagione dello show di Sky, senza nascondere le sue simpatie

Foto: Mara Maionchi

08 Dicembre 2016 | 09:00 di Andrea Di Quarto

Mara Maionchi, un passato più che illustre da discografico, di «X Factor» è stata giudice (per le prime tre edizioni), conduttrice di«Xtra Factor» (dal 2014) e da quest'anno anche giudice di «StraFactor», l'esilarante talent «estremo» dedicato agli esclusi dalla gara ufficiale. Insomma, il perfetto giudice super partes per fare un bilancio della decima edizione dello show, giunto ormai alle fasi finali.

Ci siamo. I quattro concorrenti superstiti stanno per presentare il loro inedito e presto avremo il nome del vincitore. Qual è il bilancio di questa edizione?
«Mah, tutto sommato mi è sembrata un'edizione interessante, magari senza il super talento, ma con un gruppo di ragazzi molto bravi e alcuni elementi che a livello discografico hanno già una collocazione. Adesso vedremo che cosa accadrà con le canzoni nuove, che non conosco. Sai, finora si è viaggiato con successi mondiali e con quelli, se hai una buona interpretazione, sei avvantaggiato. Il bello viene adesso».
Fuori i nomi: chi sono i suoi favoriti?
«I ?Niggas?, come si definiscono loro (il gruppo dei Soul System, ndr) sono molto piacevoli. Li trovo divertenti, sono dei musicisti veri, arrangiano i loro brani. Io andrei a vedere un loro concerto, sono certa che all'uscita potrei raccontare di essermi divertita. Se dovessi scommettere i miei soldi su qualcuno, però, punterei su Roshelle: può piacere o meno, ma è perfettamente inserita nel proprio tempo, ha caratteristiche artistiche ben definite e quando canta il genere che ama, è irresistibile».
E fra coloro che sono stati eliminati?
«Mi è dispiaciuto per Loomy. È andato molto bene. Io e Fedez, all'inizio, non gli avremmo dato due lire, invece Arisa ha dimostrato di averci visto giusto e, come ho fatto io pubblicamente in trasmissione, gliene va reso merito. Nelle ultime due puntate, però, aveva perso un po' di smalto, forse è arrivato a quest'ultima fase un po' stanco, ma ha comunque dimostrato di essere interessante. In ogni caso lo avrei preferito a Gaia. Lei è brava, ma ha eseguito pezzi che mi hanno un po' confuso, lui invece è più definito».
Altri che abbiamo perso per strada troppo presto?
«Nessuno, le cose sono andate giustamente».
Anche in questa edizione si è cantato pochissimo in italiano.
«È vero, non so perché, eppure abbiamo un sacco di belle canzoni. E poi, parliamoci chiaro: quanti artisti italiani hanno fatto successo cantando in inglese? Pochini, direi che si contano sulle dita di una mano. Forse bisognerebbe lavorare un po' di più sul prodotto italiano».
I giudici hanno lavorato bene?
«Tutto sommato sì. Magari avrei evitato tutte quelle rielaborazioni. Sono eccessive, certi brani meno li tocchi e meno danni fai».
La sfida tra i giudici non rischia a volte di far passare in secondo piano i ragazzi?
«È possibile. A volte si lanciano in commenti troppo tecnici, da arrangiatore: signori, l'arrangiatore arriva dopo, quando la canzone è stata strutturata. Sono gli autori quelli che contano più di tutti. Quale cantante ha portato al successo una canzone brutta? Neppure Sinatra! Le canzoni belle aiutano eccome! Se il pilota è bravo e la macchina va forte il pilota vince, altrimenti arriva quinto».
Qualche giudice la prende troppo sul personale.
«Quello del giudice non è un ruolo facile e le emozioni non aiutano. Il troppo amore rovina i figli, figurati i prodotti discografici. Purtroppo le delusioni sono più frequenti dei successi. Devi abituarti e cercare la ragione di ogni eliminazione. Capire dove hai sbagliato o dove stai sbagliando è importante. I talenti non devi cambiarli, ma aiutarli a trovarsi».