Home TvReality e talentMarcello Sacchetta e Stefano De Martino: «Cerchiamo le star del futuro»

Marcello Sacchetta e Stefano De Martino: «Cerchiamo le star del futuro»

Tutti i giorni su Real Time con «Amici casting», raccontano il percorso dei giovani che sognano di sedersi ai banchi della scuola d’arte più famosa della tv

Foto: «Amici» anche nella vita. Da sinistra, Marcello Sacchetta e Stefano De Martino. Entrambi ballerini professionisti ad «Amici», si sono conosciuti nel 2006 a Roma durante una lezione di danza col famoso coreografo Bill Goodson

14 Novembre 2016 | 16:39 di Stefania Zizzari

Spiegano. Consolano. Spronano. Ascoltano. Consigliano. Stefano De Martino e Marcello Sacchetta sono come dei fratelli maggiori (nel senso che hanno più esperienza) per i ragazzi che si presentano alle selezioni di «Amici». E tutti i giorni su Real Time con «Amici casting» raccontano il percorso dei giovani che sognano di sedersi ai banchi della scuola d'arte più famosa della tv.

Stefano, Marcello, siete per il secondo anno alla guida del programma: da ballerini a conduttori?
Stefano: «Direi piuttosto ?supporter?. Seguiamo i ragazzi, che sono circa un centinaio, nei momenti più delicati: prima e dopo le audizioni, soprattutto. Ci sono passato anch'io dal momento che ho iniziato come loro, nel 2009».
Marcello: «È il mio quarto anno ad ?Amici?, so bene quando serve spronare o piuttosto confortare i ragazzi. Con noi hanno un rapporto informale che consente loro di aprirsi. Ma quando ci vuole una bella scossa, io e Stefano ci trasformiamo in ?signorini Rottenmeier? (il riferimento è alla severa governante del cartone ?Heidi?, ndr)».
Vi ricordate il vostro primo provino?
Stefano: «Il più importante è stato quello per entrare nella scuola di ?Amici? sette anni fa. C'era tantissima gente, ho aspettato ore e la tensione mi ha giocato un brutto scherzo: mi sono sentito male e me ne sono andato via senza ballare. Ci ho riprovato dopo qualche settimana. L'ansia mi divorava, pensavo di non farcela e invece andò bene».
Marcello: «Sono arrivato ad ?Amici? nel 2013 come professionista, ma nel 2002 feci il provino per la seconda edizione del programma. Andò bene, ma arrivato alla formazione della classe non mi scelsero. Poi mi chiamarono per fare le sfide, ma a quel punto mi avevano preso per il tour nazionale di Claudio Baglioni e partii. Da lì sono nate collaborazioni internazionali con Justin Bieber, Will.i.am, Pharrell Williams: ho avuto tante soddisfazioni. E il destino mi ha riportato qua».
Cosa vi chiedono i ragazzi?
Stefano: «?È tutto vero?? Hanno un preconcetto sulla tv in generale, pensano che ci siano copioni scritti e preparati. Invece l'autenticità di ?Amici? è la sua forza. I ragazzi hanno un microfono addosso per tutto il tempo: questo li spiazza, pensano di essere guidati, in realtà sono liberi di esprimersi e dimostrare il loro talento».
Marcello: «All'inizio credono che sia una passeggiata, poi si rendono conto che c'è tanto da lavorare e da sudare perché da fuori si vede un programma televisivo, ma questa è prima di tutto una scuola. E mano a mano che si va avanti e ci si avvicina al serale l'asticella si alza».
Il consiglio che date ai ragazzi?
Stefano: «La versatilità è fondamentale. Così come l'originalità e la personalità, che contano più della perfezione tecnica nell'eseguire un brano o una coreografia».
Marcello: «Ispiratevi ai vostri punti di riferimento, se ne avete, ma non copiate».
L'insegnate di danza più severo?
Stefano: «Sono tutti molto esigenti ma... Natalia Titova è russa e non serve aggiungere altro. Dico solo che non fa uscire dalla sala prove i ragazzi finché non riescono a fare quello che dice lei. Poi c'è Alessandra Celentano, che pretende l'eccellenza soprattutto nella tecnica».
Marcello: «Garrison Rochelle è forse il più empatico, riesce a intravedere il potenziale di un ragazzo che magari all'inizio non piace a nessuno. E molte volte ha ragione. Veronica Peparini è appassionata, prende a cuore le storie dei ragazzi e li difende. Kledi Kadiu viene anche lui dal mondo classico e cerca un movimento dinamico e morbido».
Cosa avete in comune voi due?
Stefano: «La passione per la danza. Se ci togli il lavoro diventiamo insofferenti e insopportabili».
Marcello: «La nostra origine napoletana, la voglia di sdrammatizzare e di fare tutto con il sorriso».
Le differenze?
Stefano: «Marcello è responsabile e ben organizzato mentre io sono un disastro con le incombenze pratiche: multe, bollette, commercialista?».
Marcello: «Io sono più bello» (ride).
Cosa vi fa arrabbiare dell'altro?
Stefano: «È sempre al telefono mentre io ho un rapporto pessimo col cellulare».
Marcello: «Quando non mi risponde al telefono».