Home TvReality e talentMaria De Filippi: «Ho rivoluzionato Amici per il bene dei ragazzi»

Maria De Filippi: «Ho rivoluzionato Amici per il bene dei ragazzi»

Maria spiega le novità del «Serale»: «Voglio dare più spazio agli studenti». E festeggia con Sorrisi i suoi ascolti da record

Foto: Maria De Filippi coi suoi show «Tú sí que vales» e «C’è posta per te», (visto da più di 5 milioni e mezzo di spettatori con oltre il 28% di share) in questa stagione televisiva ha sempre vinto le prime serate contro tutte le altre reti. E si aggiudica anche la fascia giornaliera con «Uomini e donne», che viene visto da più di 3 milioni di spettatori, superando il 21% di share  - Credit: © Fabrizio Cestari

05 Aprile 2018 | 11:38 di Giusy Cascio

«Partiamo, dai». Non si perde mai in chiacchiere Maria De Filippi, va subito al sodo: sabato 7 aprile su Canale 5 comincia il «Serale» di «Amici» ed è ora di parlare della «rivoluzione» (vedi qui tutte le novità di quest'anno).

L'edizione numero 17, scaramanzia o meno, sarà piena di novità?
«Scaramanzia a parte, sì.

La più importante, secondo lei?
«La scelta che abbiamo fatto è poco da sabato sera: non avremo direttori artistici. Emma ed Elisa erano nomi di richiamo per il pubblico e sono state molto importanti negli ultimi ?Serali?. Ma quest'anno vogliamo mettere al centro i ragazzi».

In più, c'è la diretta.
«Sì, il televoto del pubblico da casa obbliga alla diretta. La diretta è nata come un'esigenza per questo, non per altro».

Che cosa apprezzerà il pubblico nei ragazzi?
«Il fatto che si metteranno in gioco di più. Con Emma ed Elisa erano più ?protetti?. Non si esponevano in prima persona: se venivano attaccati per le scelte stilistiche o gli arrangiamenti ne rispondevano Emma ed Elisa che facevano loro da scudo. Quest'anno i ragazzi non godono dello stesso privilegio: hanno dei preparatori che fornisce la scuola, ma non più le due artiste che stanno accanto a loro e si fermano a guidarli oltre l'orario di studio. Dovranno cavarsela da soli, insomma. Con tutte le loro fragilità e le loro insicurezze».

E il giudizio può essere severo.
«Perciò abbiamo pensato a due commissioni. Una è quella interna, formata dai professori della scuola. Una è esterna e, allo stato dell'arte, è composta da sei commissari: Heather Parisi, Giulia Michelini, Simona Ventura, Ermal Meta, Marco Bocci e Alessandra Amoroso».

Da dove nasce l'idea di avere due commissioni?
«Quest'anno i ragazzi non sono stati scelti dagli insegnanti, ma da una commissione esterna (diversa da quella del ?Serale?, ndr). I prof quindi se li sono ?ritrovati? e hanno nei confronti di ciascuno di loro dei giudizi molto diversi. C'è chi ne apprezza uno, chi un altro: il preferito non coincide quasi mai. Piano piano si sono formati delle idee difficili da cambiare. La commissione esterna nasce per evitare una sorta di pregiudizio. Un commissario esterno vede l'esibizione per ciò che è, senza sapere tutta la cronistoria del rapporto del ragazzo con Alessandra Celentano o con Carlo Di Francesco. Quindi dovrebbe dare un giudizio scevro da opinioni pregresse».

È lo stesso principio degli esami di maturità?
«Esatto. Siamo ripartiti proprio dal concetto della Maturità a scuola».

Lei si ricorda come andò la sua?
«Come no! Io portavo Latino e Storia e sono stata interrogata da un commissario esterno. Per questo ho avuto un bel voto rispetto alla mia media scolastica: 52 (all'epoca il massimo era 60, ndr). Dai miei prof non l'avrei mai preso».

Perché?
«A scuola facevo casino e mi hanno dato anche sette in condotta. Il membro interno non avrebbe avuto grandi parole a mio favore».

In questa stagione di «Amici» il motto è «Tutti i colori del talento».
«Perché è un'edizione particolare: Bryan è colombiano, Lauren è americana, Emma viene da Malta. Ci avevo già pensato l'anno scorso, perché i ragazzi di oggi sono molto più internazionali di una volta: sentono musica e guardano video con stili di ballo che vanno oltre il nostro Paese».

Cosa dobbiamo aspettarci da Luca Tommassini che subentra a Giuliano Peparini nel ruolo di direttore artistico?
«Sono entrambi grandi professionisti. Giuliano ha un'anima teatrale, riflessiva. Luca è un estroverso, nasce con la televisione. Sono due cose completamente diverse, penso».

Può anticiparci alcuni ospiti?
«Nella prima puntata ci sarà Laura Pausini». (E sono stati confermati anche Fabri Fibra e Alice Merton, ndr.)

Tra «Tú sí que vales» e «C'è posta per te» è riuscita a collezionare 23 prime serate vincenti negli ascolti. In che modo gestisce questo primato?
«Male (ride). Quando preparo le trasmissioni non mi baso mai su ciò che fa la concorrenza. Anche perché le preparo molto prima, anche d'estate, quando non ho  idea di cosa ci sarà dall'altra parte. Il successo non è così scontato, neanche per un nanosecondo».

Qualsiasi cosa lei faccia in tv, persino cambiare la montatura degli occhiali, viene interpretata come un colpo di genio, studiato. È sempre così?
«Ma assolutamente no».

Neanche i famosi otto minuti di porta nera nell'ultima puntata di «C'è posta per te»? (Maria per convincere faccia a faccia un ospite al confronto con la madre si era allontanata dallo studio, e una telecamera fissa aveva inquadrato una porta nera chiusa senza che al pubblico fosse dato sapere quel che stava realmente succedendo).
«Neanche: in quel silenzio non c'era niente di studiato. Io stessa ero in attesa di capire che intenzioni avesse l'ospite. Quel signore era scappato senza darmi un perché e mi ha spiazzato. E in realtà la pausa è durata 25 minuti: con il montaggio ne abbiamo lasciati otto per restituire televisivamente quell'attesa. Perché è la verità della storia».

Passando a qualcosa di più frivolo: di lei colpiscono anche i cambi di look. La vedremo mai con un colore di capelli diverso?
«Sinceramente no. Non mi piace seguire l'andazzo che c'è ora dei capelli a strisce, dei capelli viola. Non lo facevo neanche a 16 anni».

Sui social network lei è venerata quasi come una dea pagana. Che effetto le fa?
«Questa cosa mi diverte: le immagini e i miei profili falsi sui social network mi fanno ridere. Però rimango un po' basita per come ultimamente vengono usati i social. Non capisco la mania di riprendersi dal mattino alla sera: ogni giorno siamo già in tv, forse non è così necessario essere anche sul web. Ci sta se a mostrarsi sono Madonna o Beyoncé, vere star della musica e del cinema. Ma io preferisco che slogan come ?No Maria, io esco? nascano dai ragazzi che guardano Tina Cipollari a ?Uomini e donne? il pomeriggio. La dea pagana non sono io, ma i programmi che faccio e i loro protagonisti».

Ci tolga una curiosità da «vicini di casa»: lei è mai stata a cena o a pranzo fuori con Tina Cipollari, Gemma Galgani e Giorgio Manetti di «Uomini e donne»?
 «Mai. Li vedo solo in trasmissione, nell'esatto momento in cui li vedete voi».

Lei studia molto i canali e i network esteri, non è vero?
«Sì. E vorrei farlo di più, purtroppo ho tempo solo d'estate».

Dopo aver portato in Italia da produttrice «Temptation Island», di recente le è capitato di adocchiare un altro format che le piace?
«Trovo molto brava Jennifer Lopez in ?World of Dance?, il format in cui lei va in giro per il mondo a caccia di talenti. Lo avrei fatto di corsa, ma è impossibile da realizzare qui in Italia, in una realtà troppo piccola come la nostra».

Domanda di rito: anche quest'anno, come ogni anno, le hanno chiesto di scrivere la sua biografia?
«Puntualmente. Ma io non ci penso proprio (ride). Credo che gli scrittori siano altri, ecco».

Magari, quindi, ci può svelare che libro c'è sul suo comodino.
«Sto per iniziare ?Il segreto di Pietramala?, il primo romanzo di Andrea Moro, un mio compagno di liceo a Pavia che ora fa il professore all'università».