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MasterChef Italia, la sesta edizione dal 22 dicembre

Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e Carlo Cracco sono pronti per affrontare una nuova stagione

Foto: I giudici di MasterChef 6  - Credit: © Ufficio Stampa

20 Dicembre 2016 | 16:23 di Valentina Cesarini

Proprio a ridosso del Natale, giovedì 22 dicembre alle 21.15 (in esclusiva su Sky Uno HD) arriva la sesta stagione di MasterChef Italia. Sul banco dei giudici nessun cambiamento: Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e Carlo Cracco sono pronti per affrontare una nuova stagione, ancora più uniti di prima.

Il panettone stellare dei giudici di Masterchef

Verrà però dato rilievo a un tema molto importante: si tratta degli sprechi alimentari, che diventeranno fil rouge nelle prove e per i quali sarà prevista, al termine di ogni Invention Test, una "doggy bag" apposita. Ci sarà anche una rubrica fissa settimanale di MasterChef Magazine.

La sesta stagione si apre con un imponente “super-casting” di fronte alla storica Stazione Centrale di Milano, dove 150 aspiranti chef si trovano per la prima volta davanti alla giuria. Il loro destino viene deciso dalla preparazione di un piatto “a crudo”, primo banco di prova di tecniche di taglio, abbinamento di sapori, marinatura e scelta degli aromi.

Le prove
1. La sfida della Mystery Box: gli aspiranti chef hanno a disposizione un tempo limitato (solitamente 45 minuti) per preparare una ricetta utilizzando gli ingredienti a sorpresa contenuti nella “scatola misteriosa”. Al termine del tempo a disposizione, i giudici assaggiano solo i tre piatti che considerano i migliori e determinano il vincitore, il quale avrà un vantaggio nella sfida successiva.
2. L’Invention Test: gli sfidanti devono cucinare un piatto sulla base di un tema prestabilito. Il vincitore della Mystery Box affronta la prova con un vantaggio e talvolta la possibilità di assegnare anche uno svantaggio agli avversari. Allo scadere del tempo, i giudici assaggiano tutti i piatti, il peggiore potrà essere eliminato, mentre il migliore potrà scegliere la formazione della propria brigata per la prova in esterna o avere un altro tipo di vantaggio nella sfida successiva.
3. La prova in Esterna: prova di gruppo che si svolge in una particolare location fuori dalla cucina di MasterChef Italia in cui gli aspiranti chef vengono divisi in due brigate. I concorrenti della brigata vincente accedono direttamente allo step successivo della gara, mentre quelli della squadra perdente si sfidano in un Pressure Test con rischio d’eliminazione.
4. Pressure Test: si tratta della prova a cui è sottoposta la brigata che ha perso la prova in esterna e consiste nell’affrontare una prova di abilità sotto pressione, con un tempo limitatissimo. La prova determina chi potrebbe essere eliminato.

Antonino Cannavacciuolo

«Mi sono divertito molto durante le selezioni, il gruppo è ancora più affiatato. È stato bello andare sia in Spagna che in Grecia... però in Grecia si mangia proprio male! Un ristorante insieme agli altri giudici? Meglio di no, non faremmo che litigare! E poi dovremmo lavorare per Joe. (ride)»

Bruno Barbieri

«Per sembrare più serio mi sono fatto crescere la barba! Una novità di questa edizione rispetto agli anni scorsi? Le donne sono molto più forti, molto più aggressive e combattive.»

Joe Bastianich

«Io ho studiato filosofia e teologia, per poi diventare cameriere. La scuola è importante, ma devi avere la passione e tanta voglia di lavorare. Le giornate sono lunghe; quando gli altri festeggiano, tu lavori. È una scelta di vita importante. Trovo che il tema degli sprechi alimentari sia fondamentale, è un grande passo soprattutto per l'educazione dei bambini.»

Carlo Cracco

«Il mestiere del cuoco non è per niente facile, ma del resto quale lavoro lo è? Nemmeno fare il ladro, ormai, è più tanto facile. MasterChef ha dato una percezione diversa di questo mestiere: prima era visto come qualcosa sui generis, che in tv non potesse funzionare, mentre adesso abbiamo visto che non è affatto così. Iscriversi alla scuola alberghiera è giusto, ma ovviamente non basta.»