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Mika lascia X Factor: ecco perché ci mancherà

Il primo giudice internazionale del talent italiano, dopo 3 edizioni, non ci sarà

Foto: MIka  - Credit: © Getty Images

22 Aprile 2016 | 00:34 di Alessandro Alicandri

Durante la tredicesima puntata della terza stagione di "E poi c'è Cattelan", Mika ospite del programma ha rivelato che per il 2016 ha deciso di non essere giudice di X Factor. Il motivo? La volontà di dedicarsi anima e corpo alla musica. La notizia per tutto è stata un po' uno shock. Ci dispiace molto e per questo abbiamo riflettuto sui motivi per i quali ci mancherà.

In questi anni il buon Mika non ha mai vinto con nessuno dei suoi concorrenti (ha avuto nei tre anni tutte le categorie tranne i gruppi vocali/band), è vero, ma ha dato al programma un'impronta davvero diversa dal passato, creando un'atmosfera dolcissima. In questi anni ha migliorato con dedizione il suo italiano regalandoci nel frattempo con i suoi "strafalcioni" bei momenti di divertimento. Poi, alla fine, abbiamo capito che lui conosce l'italiano molto meglio di noi (vi ricordate quando tutti ridevano quando ha detto "appiattare" o "erratico"? Ecco, quelle parole esistono davvero). 

Mika ha mostrato al pubblico di Sky Uno e ai suoi fan italiani la sua passione per il grande cantautorato e la letteratura italiana, avvicinandosi con stima a giganti della cultura nostrana come Dario Fo. Dal punto di vista musicale la sua presenza costante nel nostro Paese gli ha portato molta fortuna. 

Il "Songbook Vol. 1" con i suoi più grandi successi pubblicato nel 2013, in Italia ha ottenuto tre dischi di platino, risultato da vero numero uno. Dentro l'opera c'è un duetto con Chiara in "Stardust", diventato una mega hit nel nostro Paese. Più di recente, nel 2015, l'incontro artistico con Fedez ha dato vita a "Beautiful Disaster" e anche questo singolo è stato un successo (singolo certificato platino). 

Di Mika ci mancheranno l'incredibile schiettezza e quella sua capacità di prendere a cuore ognuno dei concorrenti del talent. Ha sempre ascoltato i loro desideri, cercando di assecondare in tutto e per tutto le loro decisioni in fatto di musica, a costo di sbagliare. Più che un caposquadra severo o uno stratega, Mika è stato un fratello dei talenti e a loro ha trasferito il valore più importante: vivere la musica come un sogno a occhi aperti, mantenendo quel senso di innocenza che rende da sempre Mika un outsider della musica pop.