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Monte Bianco: la Finale

Gianluca Zambrotta vince la prima edizione del reality basato sulla “Sfida Verticale”, condotto da Caterina Balivo e dall’alpinista Simone Moro. Secondo Filippo Facci e terza Jane Alexander

Foto: Gianluca Zambrotta in cima al Monte Bianco ha ancora la forza per prendere in braccio la sua guida Giovanna Mongilardi  - Credit: © Rai

07 Dicembre 2015 | 23:50 di Lorenzo Di Palma

È Gianluca Zambrotta, nella Cordata Rossa con la sua guida, l’unica donna, Giovanna Mongilardi, il vincitore di Monte Bianco-Sfida Verticale, il primo “celebrity adventure show” ad alta quota tutto italiano, condotto da Caterina Balivo (che oggi festeggiava anche 500 puntate di Detto Fatto) e dall’alpinista Simone Moro, famoso per le sue imprese himalaiane.  

Ad alta quota la preparazione fisica ha fatto la differenza e Zambrotta, allenatore ed ex calciatore, ha avuto la meglio sull’altro finalista, il giornalista Filippo Facci (che con Andrea Perrod formava la Cordata Nera), arrivato comunque in vetta fino alla fine del programma, dopo il forfait, alla prima prova della puntata, di Jane Alexander che con Roberto Rossi formava la Cordata Arancione.    

Zambrotta potrà così aggiungere un nuovo trofeo al suo già ricchissimo palmarès, che comprende svariati scudetti, coppe Italia, Super coppe italiane e persino spagnole (con il Barcellona), ma soprattutto un Campionato mondiale.  

   

La puntata è stata caratterizzata dal bianco accecante del ghiacciaio e ha visto esordire le tre cordate finaliste nella loro ultima Prova Vertigine: la prima via lunga di arrampicata del programma, una via di 6 tiri e di 150 metri di dislivello, che arrivava fino al quinto grado superiore di difficoltà, “la nord dell’Eiger”. La prova resa difficile e rischiosa dalla pioggia, è stata l’ultima per Jane Alexander che alle prese con una parete di roccia particolarmente difficoltosa al primo tiro di corda, dopo vari tentativi si è scoraggiata e ha abbandonato la gara.

Dopo un'ultima notte al Campo Base a festeggiare con polenta, vino e formaggi anche con Jane e Roberto - e con Zambrotta che si chiede come si capisce quando si è in “cima-cima” e se si può portar via un pezzetto di ghiacciaio come ricordo! - la Cordata Nera e la Cordata Rossa raggiungono il Rifugio Gonella, a quota 3.071, da dove parte la via normale italiana di salita al Monte Bianco.

È il momento della Prova Vantaggio: recuperare uno zaino all’interno di un crepaccio, in cui è contenuta una corda, che servirà agli alpinisti per legarsi (con un “nodo a otto”) alle loro guide per attraversare una scala sospesa nel vuoto e superare un crepaccio. Prova vinta con scioltezza da Zambrotta che si aggiudica i dieci minuti di vantaggio in palio.

L’indomani, all’alba, è il momento della scalata alla cima più alta d’Europa. I concorrenti, dice Facci, “non sono ancora alpinisti, ma qualcosa di molto vicino” e oramai il premio in palio è conquistare la cima, più che la trasmissione.  

L’ultima tappa parte dal Dôme du Goûter, dove le coppie vengono trasportate in elicottero, e iniziano a piccoli passi, per l’aria rarefatta e il vento tagliente, la loro ascesa fino a quota 4.810 metri. Tra riprese mozzafiato delle cime e del ghiacciaio e dopo molti sforzi, gli alpinisti raggiungono il punto più alto d’Europa dove stremati (soprattutto Facci) piantano le loro piccozze.

Ma la più veloce è stata solo la Cordata Rossa di Gianluca Zambrotta e Giovanna Mongilardi: sono loro i vincitori della prima edizione di Monte Bianco.