Home TvReality e talentMorgan ad «Amici 15» è sereno: «Merito di Maria De Filippi»

Morgan ad «Amici 15» è sereno: «Merito di Maria De Filippi»

Grande novità di questa edizione, il cantante racconta a Sorrisi la sua esperienza nel talent show di Canale 5

Foto: Morgan  - Credit: © Andrea Ciucci

28 Aprile 2016 | 12:09 di Francesco Chignola

Quest'anno al serale di «Amici» è arrivato un jolly e le carte si sono rimescolate. La novità è Morgan: siede al fianco dei giudici e può essere chiamato dalle squadre a sostituire uno di loro. Ma il vulcanico cantante nello show di Maria De Filippi non si limita a questo: commenta, elargisce consigli, suona, canta. Come sempre è un fiume in piena, ma appare più composto e sereno di come lo ricordavamo a «X Factor».

Morgan, sei davvero rilassato come sembri?
«Sì, ad ?Amici? il clima è... amichevole. La bella atmosfera si deve alla direzione di una grande regista come Maria, che sa infondere nel gruppo una voglia di collaborazione all'insegna delle idee».

Com'è nato il sodalizio?
«Da un'intervista dove dicevo che se Maria, dopo anni di mie frecciatine a mezzo stampa, mi avesse invitato nello show, ci sarei andato. Lei ha preso la palla al balzo e ora stiamo lavorando in maniera produttiva ed efficace. È una collaborazione sul tema della creatività in un ambiente votato al lavoro sul talento: mi trovo a mio agio, parliamo la stessa lingua».

Quanto vi confrontate tu e Maria prima dello show?
«Parliamo molto, ci scambiamo tantissime idee. Quello che riusciamo a realizzare è solo una piccola parte di ciò che fantastichiamo insieme».

Quali cose non siete ancora riusciti a fare?
«Le pallottole che abbiamo in canna non le abbiamo mica sparate tutte! La prossima puntata, per esempio, mi vedrà coinvolto in un progetto che trovo molto stimolante».

Di cosa si tratta?
«Una prova ispirata alle battaglie hip hop, ma sulla storia del funky. Una squadra avrà il funk bianco, l'altra il funk nero, io suonerò il basso e loro canteranno dei classici. Vincerà chi ha più ?groove?».

Quanto è diverso fare il giudice ad «Amici» rispetto a «X Factor»?
«È un ruolo diverso, qui si gioca in collaborazione con altri: Maria, i professori, i direttori artistici, gli stessi ragazzi. Il giudice non ha un'autorità assoluta. È meglio così, se hai troppo potere non è una partita ma una guerra».

Tu poi hai un ruolo diverso, costruito a puntino.
«È più malleabile, posso agire in modo diverso di volta in volta. Posso essere il musicista, l'insegnante, il complice, il giudice. Negli anni ho sviluppato tante capacità, così mi sono detto: mettiamole tutte in pratica. Cerco di essere sempre al servizio della musica».

Ma ti senti a tuo agio anche giudicando i balletti?
«Di giudici che parlano di musica senza essere musicisti ne abbiamo visti tanti, potrò discutere dei balletti senza essere un ballerino? Poi la performance di un artista pop è stata sempre all'insegna della corporeità. Prendi Madonna, David Bowie o Michael Jackson: chiunque sia stato un faro nella musica leggera ha sempre insegnato come si sta sul palco anche a livello fisico e teatrale».

Come ti trovi con le tue vicine di poltrona?
«Benissimo, perché sono un assortimento completo di personalità: Maria De Filippi sa quello che fa, Anna Oxa è la parte lucida, cerebrale, è puntuale e autorevole. Non conoscevo Sabrina Ferilli ma ho scoperto che è una persona simpatica, autoironica, spiritosa e umana. Loredana Bertè è una mia amica oltre che una grandissima musicista. I suoi commenti sono mossi da una carica di empatia: è il cuore della giuria. Con lei c'è più complicità, verso la Oxa invece ho una sorta di timore reverenziale...».

Quali sono state finora le esibizioni più belle?
«Mi ha colpito quella del film ?Profumo?, dove Elisa ha cantato con uno stile da opera lirica. E poi ?Cappuccetto rosso?, anche perché era conforme alla favola originale, dove alla fine a vincere è il lupo». 

E nel canto, invece?
«Il brano di Peter Gabriel cantato da Nek e Chiara: un momento di grande eleganza. I ?bianchi? d'altra parte hanno una gran fortuna ad avere Elisa ed Emma a guidarli, i loro arrangiamenti sono originali e moderni».

E i due «ragazzi» come se la cavano, invece?
«Mi tornano in mente i tempi del liceo, dove le ragazze... erano un po' più mature (ride). Nek e J-Ax stanno collaborando bene e ci tengono molto. Apprezzo molto Nek come musicista, ora ho scoperto che è una persona affilata e autentica. Mi piace come usa il linguaggio: quando parla ha una puntualità da tiratore scelto nell'uso dei termini. Una critica negativa è utile solo se usi le parole giuste».

Dei ragazzi di quest'anno, chi ha il potenziale per diventare una popstar?
«Sergio, il gigante, è perfetto vocalmente, deve solo azzeccare il repertorio. Elodie è pronta per diventare una cantante raffinatissima, Lele è versatile, Chiara è ancora acerba ma mi piace. I La Rua li trovi fantastici negli arrangiamenti, hanno un forte potenziale discografico».

Hai fatto anche ballare i ragazzi suonando Bach.
«Maria conosce bene il mio repertorio, è una delle prime cose che mi ha chiesto di fare. Peraltro ora sto lavorando al progetto ?Morgan plays Bach?: sarà un approfondimento in tre volumi con una scelta di suoi brani celebri».

Torni al tuo amore per la musica classica?
«Adoro rompere le barriere tra l'alto e il basso, ma non dimentico i miei studi classici, voglio unire modernità e rispetto. E ci saranno anche dei ?tutorial? in cui spiego il brano e i suoi arrangiamenti». 

Quando lo sentiremo?
«Presto! Il tutto è quasi pronto, si tratta di settimane».

E il nuovo dei Bluvertigo?
«Aspetta e spera...».

No, mi dai brutte notizie?
«Il disco sarebbe già pronto, ma un gruppo è come un matrimonio: spesso non si va d'accordo. Allora si divorzia o si cerca di andare avanti con intelligenza. Io spero nella seconda ipotesi».