Morgan contro X Factor: la ricostruzione dei fatti

Le dichiarazioni del cantante dei Bluvertigo e quelle di Sky

20 Maggio 2015 | 11:21 di Alessandro Alicandri

Il 19 maggio 2015, per la presentazione del "Brianza Rock Festival", Morgan è presente dalle 14 al palazzo della Regione Lombardia come direttore artistico dell'evento. Ecco le sue dichiarazioni su X Factor e sul mondo dei talent show.

Le accuse di Morgan

"Il talent show, ma soprattutto X Factor, è la tomba della creatività. Mi piacerebbe che i titoli fossero: 'X Factor non ha pagato Morgan', quello dovrebbe essere il titolo. Il talent show è uno stratagemma per far firmare un contratto discografico a tutti quelli che si iscrivono. Sappiate ragazzi che quando vi iscrivete, anche solo per fare la prima audizione, voi avete già firmato un contratto discografico.

Voi siete legati mani piedi per sempre a un'etichetta discografica che non vi farà avere successo. La musica è probabilmente ancora connessa alle dinamiche sociali e politiche. E di conseguenza alla politica interessa la musica per diffondere la sua idea. Viceversa la televisione è un ambito dove certe idee non funzionano più di tanto, perché sono pesanti, perché sono troppo approfondite. Bisogna fare cose molto frivole, prive di profondità in televisione. Perché così se ne può nutrire il mercato.

Ecco perché ho capito che la televisione è l'ambito dove sguazza e regna il mercato, la musica è un posto dove molto spesso fortunatamente, impegnandosi, si trovano idee sane in termini di società e di politica.

Aver abbandonato la televisione da parte mia e essere stato ricatapultato positivamente nel mondo della musica per me è stata una nuova ventata di novità, dove ho riscoperto la bellezza della piazza del Primo Maggio. Musica e socialità. Alla televisione non gliene frega niente di tutto questo, la televisione usa e getta e la musica c'è poco quindi ragazzi non iscrivetevi per favore ai talent show, fatemi un favore, non fate X Factor.

Se uno fa successo su 200 mila che si sono iscritti è la prova del fatto che non dovrebbe farlo. È un modo dare fine alla sua carriera. Chiunque abbia talento per favore, ascolti il consiglio di uno che sa cos'è quella roba, non faccia un talent show".

Il comunicato Sky

19 maggio, 20.03 - "In riferimento a quanto pubblicamente dichiarato in data odierna da Marco Castoldi in arte Morgan, come riportato dall’agenzia ANSA, Fremantlemedia Italia e Sky precisano che:

Fremantlemedia e Sky hanno sottoscritto nel 2014 con l’artista e con la società che ne gestisce i diritti d’immagine (Edizioni Però srl) diversi contratti per la partecipazione di Morgan in qualità di giudice all’ottava edizione di X Factor Italia, accordi che prevedevano un compenso complessivo molto generoso, ben al di sopra degli standard di mercato.

Sia Sky, sia Fremantlemedia hanno interamente liquidato la quota di spettanza della società Edizioni Però.

La quota di spettanza dell’artista è stata invece sottoposta a pignoramento da parte di Equitalia Nord Spa, per il soddisfacimento di un credito di oltre 300.000 euro vantato dalla società di riscossione nei confronti dell’artista. Sia Fremantlemedia sia Sky, avendo ricevuto intimazione da parte di Equitalia Nord, hanno quindi provveduto e provvederanno a versare quanto dovuto alla suddetta società, estinguendo così ogni debito nei confronti di Morgan.

Nel contratto stipulato dall’artista con Fremantlemedia era inoltre presente una clausola che prevedeva, in aggiunta al compenso di cui sopra, un “bonus” legato al pieno e scrupoloso rispetto dei suoi impegni con la produzione. Il bonus non è stato corrisposto perché Morgan ha tenuto più volte pubblicamente una condotta incompatibile con i principi basilari di professionismo (disertando, ad esempio, un’intera giornata di registrazione del cosiddetto “Bootcamp”, che è andata in onda con soli tre giudici presenti, e lasciando in diretta una delle puntate della fase Live di X Factor), nonché adottando dei comportamenti incresciosi anche dietro le quinte.

Le dichiarazioni di Morgan nei termini riportati dalla stampa appaiono del tutto prive di fondamento e diffamatorie. Ciò sorprende e amareggia una volta di più un gruppo di lavoro che negli anni ha fatto tutto il possibile per aiutare e supportare l’artista nella propria complicata vicenda umana e professionale, andando molto al di là di quanto normalmente avviene nei rapporti tra emittente, produttori e artisti, con pazienza infinita. Almeno fino ad oggi.

La risposta di Morgan su Facebook

20 maggio 00.07 - Trovo che i loro insulti siano la cifra del livello basso che rappresentano. A quelli rispondo dicendo che quella macchina in Italia si è quasi interamente retta sulle mie idee e sulla mia competenza, possono demolirmi o cercare di farlo quanto a loro pare, come è avvenuto per tutta l'estenuante scorsa edizione.

Possono costruire una mia immagine pubblica deviata e sgradevole, possono rovinarmi la reputazione quanto vogliono e lo fanno e continuano, si chiama mobbing. Quello che conta è che la realtà e le tracce concrete del mio lavoro sono sufficienti per smontare qualsiasi tentativo di discredito. E comunque sia queste cose riguardano personalmente il sottoscritto e sinceramente nei panni di uno spettatore direi: chissene...

La cosa che invece voglio sia chiara è che la decadenza di quel format ormai irrecuperabile usa dei giovani artisti prendendoli in giro da subito, castrando loro qualsiasi iniziativa di carattere artistico costringendoli ad eseguire come soldatini qualsiasi imposizione senza diritto di replica allo scopo di un preordinato progetto di usa e getta e il 99,9% dei casi più 'getta' che 'usa'.

Dico: se avete la sensazione di possedere un briciolo di talento sappiate che lì metterete la parola fine alla vostra potenzialità, se proprio non resistete, almeno munitevi di avvocato (da subito) e fate valere i vostri diritti, non dico di artisti, ma almeno di persone comuni, perché altrimenti vi prendono per il c...