Home TvReality e talentSfida tra i fornelli a «Il ristorante degli chef». Parla Andrea Berton

Sfida tra i fornelli a «Il ristorante degli chef». Parla Andrea Berton

Ottanta aspiranti chef sono pronti a sfidarsi ai fornelli per cercare di superare una serie di prove per avere accesso al talent show culinario di Raidue in onda in prima serata da martedì 20 novembre

Foto: Lo chef Andrea Berton

15 Novembre 2018 | 15:41 di Simona De Gregorio

Ottanta aspiranti chef sono pronti a sfidarsi ai fornelli per cercare di superare una serie di prove. L’obiettivo? Sbaragliare la concorrenza ed entrare nella rosa dei magnifici dieci che avranno accesso a «Il ristorante degli chef», il talent show culinario di Raidue in onda in prima serata da martedì 20 novembre. Giudici e mentori del programma sono tre chef di fama internazionale: Philippe Léveillé, Isabella Potì e Andrea Berton. «Ho accettato di partecipare perché il meccanismo di questo talent è molto vicino alla realtà, a ciò che succede realmente nella cucina di un ristorante» spiega Berton.

Foto: Isabella Potì e Philippe Leveille

Chef, ci illustri meglio il meccanismo della trasmissione.
«Una volta selezionati i dieci concorrenti nella prima puntata si entra nel vivo del talent. Gli aspiranti chef dovranno affrontare sfide legate alle preparazioni di ricette e alla conoscenza delle materie prime. Ma la difficoltà maggiore sarà dimostrare di saper gestire un locale creando un menu che poi dovranno servire a 40 persone, tra cui ci saranno anche dei vip come Sandra Milo, Rossella Brescia, Fabio Troiano e il cast della soap "Un posto al sole". Noi giudici saremo lì per valutare i cuochi, ma anche per indirizzarli sulla strada giusta».

Chi è il più severo tra voi tre?
«Veniamo da esperienze diverse e abbiamo differenti idee sulla cucina, perciò ognuno è severo a modo suo. Per quanto mi riguarda sono molto esigente. E nel programma mi comporto esattamente come con i miei collaboratori».

Il suggerimento che più è servito a lei?
«Me lo diede trent’anni fa un grande chef francese, Alain Ducasse: “In questa professione servono tre cose... lavoro, lavoro, lavoro».

Perché secondo lei le trasmissioni di cucina piacciono tanto?
«Il pubblico si immedesima nei cuochi amatoriali e magari cerca di riprodurre i piatti che preparano. E poi l’elemento della gara e della competizione è intrigante».

Tra voi chef c’è competizione?
«Diciamo che esiste una sana rivalità che ci sprona a dare sempre il meglio».