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Teo Mammucari, come si fa «Lo scherzo perfetto»

Su Italia 1 dal 9 marzo, un talent per chi ama fare burle. E lui stesso ne è un grande appassionato da sempre: «Ci vuole fantasia e creatività. Io li facevo a scuola e anche i miei amici non sanno mai se sono serio oppure…»

Foto: Teo Mammucari ha esordito in tv nel 1994 su Canale 5, proprio a «Scherzi a parte», come attore

09 Marzo 2017 | 12:39 di Barbara Mosconi

«Lo scherzo perfetto», condotto da Teo Mammucari, è un talent per «scherzatori» in sei puntate. Di centinaia di persone che hanno inviato filmati con scherzi amatoriali, ne sono state selezionate 40 che poi hanno realizzato scherzi «professionali». I 10 più meritevoli arriveranno in finale. Il giudizio spetta a una commissione presieduta dalla modella Alessia Macari, vincitrice del «GF Vip» 2016, e dal comico Gene Gnocchi.

Le 10 regole per «Lo scherzo perfetto»

Teo, secondo lei cos'è lo «scherzo perfetto»?
«Quello dove c'è fantasia e creatività unita ai mezzi per realizzarlo. Ma soprattutto quello vero. Se lo scherzo è finto te ne accorgi dopo un secondo».
Lei come ha iniziato a fare scherzi in televisione?
«Facevo il cabarettista, mi esibivo nei locali, un giorno accompagno due amici a un provino per ?Scherzi a parte?, cercavano degli attori. Mi sono messo in fila con loro e, quando sono entrato, ho fatto un po' il pazzo. Hanno preso me. Il mio primo ruolo è stato quello di un fioraio in uno scherzo a Marta Flavi».
Che tipo di «scherzatore» è?
«Io passo la giornata a scherzare, mi bastano due minuti per prendere confidenza con qualcuno. I miei amici dicono: ?Non capiamo mai se parli sul serio?».
Quand'è l'ultima volta che qualcuno le ha detto: «Senta Mammucari, non faccia scherzi!»?
«Poco fa ho preso un taxi: ?Mi porti in questo posto?. E l'autista sospettoso: ?Ha telecamere? Non è che mi sta facendo uno scherzo??».
Quanti ne ha ingannati?
«Tanti. A volte lo scherzo nasce per esigenza. A scuola quando mi interrogavano e non avevo studiato facevo la ?supercàzzola?, quella di Ugo Tognazzi in ?Amici miei?. Facevo lunghi discorsi dove non si capiva nulla. Alla fine il professore ammetteva: ?Beh, qualcosa ha detto, a modo suo??».
Invece, di quanti scherzi è stato vittima?
«Chi li fa, li riceve. Ma farmi uno scherzo non è semplice. Quando vedo cose strane comincio a cercare se sei microfonato o se ci sono telecamere, devi essere proprio bravo».
Chi è riuscito a fargliela?
«Paolo Bonolis. Tempo fa ero a cena con lui e altri amici. Vado in bagno e quando torno un tipo si alza dal tavolo accanto e mi dice: ?Che belle battute che fai, ti sei guadagnato dieci euro?. Dopo cinque minuti me ne offre altri dieci. A quel punto mi sono molto alterato. Bonolis gli ha retto il gioco, ma quando mi ha visto veramente arrabbiato, ha confessato».
Nei suoi sogni lo «scherzo perfetto» sarebbe stato...
«Quando facevo ?Carramba!? chiesi a Raffaella Carrà di poter restare nascosto a casa sua, e dopo tre giorni avrei fatto circolare la notizia che ero morto. Si organizzava il mio funerale e lì, quando partiva la musica, sarei uscito fuori cantando. La Carrà mi disse: ?Tu sei pazzo!?».
Ma lei scherza su tutto?
«Io non amo gli scherzi violenti, quelli che mettono paura. Anche solamente dire: ?Sei in arresto!? con una pistola, può creare un disagio o un trauma».
Concorda con il detto: «Lo scherzo è bello quando dura poco»?
«Quando è uno scherzo piacevole può durare a lungo. Anni fa conducevo ?Veline? e Antonio Ricci mi disse: ?Non devi assolutamente parlare con le ragazze, perché stanno affrontando una gara e non voglio che tu dia un vantaggio all'una o all'altra?. Per quattro mesi ho girato l'Italia senza dare confidenza a nessuna di loro. Poi gli autori mi hanno rivelato che era uno scherzo».
Senta Mammucari, queste risposte sono vere o stava scherzando?
«Ho smesso di fare interviste per quattro anni, perché aprivo bocca e scrivevano altro. Quel che dico è vero, non è uno scherzo!».