“Voglio essere un mago!”, a settembre un talent di magia con Silvan e Raul Cremona

Dodici ragazzi si sfideranno nel nuovo show di Raidue. In un castello vero, ma… da favola!

Raul Cremona  Credit: © Stefano G. Pavesi
9 Agosto 2021 alle 09:01

Arriviamo al castello in una giornata fredda e piovosa. Qui dove i colli bolognesi diventano Appennino, di solito è in esposizione l’intero catalogo delle sfumature di verde esistenti in natura. Oggi invece tutto appare grigio. Poi, però, basta dire: «Siamo di Sorrisi» che il portone del maniero si spalanca e ci saltano addosso i mille colori di una scuola di magia unica al mondo, in cui entrate per primi con noi.

State pensando a Hogwarts? Difficile darvi torto. Ma “Voglio essere un mago!”, in onda in prima serata dal 21 settembre per cinque martedì su Raidue, è uno show tutto originale (non è un format importato), che si gioca tra le emozioni e le interazioni di un reality e la tensione competitiva di un talent. È il racconto dell’apprendistato magico di una dozzina di ragazzi tra i 14 e i 18 anni, divisi in tre casate: Volpi rosse, Piume d’oro e Abisso blu.

Tra loro non c’è Harry Potter, nessuno è rampollo di una stirpe di maghi. Sono appassionati di illusionismo chiamati a sviluppare le loro abilità sotto la guida di un Magister, un preside, popolarissimo come Raul Cremona e di un gruppo di insegnanti famosi nel mondo della magia. Con l’immanente presenza dell’unico e solo Mago dei Maghi: il mitico Silvan.

Dopo l’estate, dunque, potremo seguire in tv il viaggio dei ragazzi alla conquista del diploma da mago e di una bacchetta d’oro, lungo un percorso fatto non solo di giochi con le carte, numeri con le colombe e magie mozzafiato da eseguire alla perfezione. Ci saranno anche esami in forma di esibizione, con promozioni e bocciature, e agli esercizi si affiancheranno lo studio della storia delle arti magiche e lo studio tradizionale.

Vedremo svolgersi tutto all’interno del castello, dove gli apprendisti sono stati isolati dal mondo. È la residenza che a metà Ottocento si costruì un conte che fu letterato e “scienziato” (ebbe fama internazionale di guaritore), e che volle vivere tra suggestioni architettoniche di ogni genere, dallo stile moresco alle cupezze delle fortezze medievali. E qui la nostra “magica dozzina” imparerà che non si diventa grandi a forza di trucchetti: la vera magia è trasformare la fiamma di una passione in un falò che ti dà energia per tutta la vita.

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