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Riconoscersi al (Fabio) Volo: l’editoriale del direttore

Non voglio perdermi nemmeno un minuto del «Volo del mattino», il programma radiofonico di Fabio Volo

Foto: Fabio Volo

17 Novembre 2015 | 10:12 di Aldo Vitali

Come credo capiti a tutti, la mia mattina ha dei riti sempre uguali: la lotta con la sveglia, la doccia, il giro coi cani, eccetera. Poi mi metto in macchina e parto per arrivare qui a Sorrisi, un viaggetto che se va bene dura mezz’ora.

Ma da qualche tempo preferisco che non vada bene e che duri di più, possibilmente un’ora esatta. E se la strada è sgombra, prendo delle «allungatoie» che so solo io: non voglio perdermi nemmeno un minuto del «Volo del mattino», il programma radiofonico di Fabio Volo.

Ho sempre trovato Fabio Volo divertente e intelligente e lo seguo sin dai tempi delle Iene (oggi è anche in tv al sabato con Fabio Fazio). Ma ultimamente mi piace di più: è che da quando ha… messo su famiglia lo sento più vicino. Mi fa ridere quando parla delle sue disavventure di marito (non è sposato, ma è come se lo fosse) e di padre (anche se ha due figli piccoli e io no).

E ha l’incredibile capacità di commuovermi con un brusco cambio di tono, con una scheggia di ricordo o con una canzone inaspettata, ripescata da dischi di tanti anni fa.Scrive anche dei bei libri (come ci racconta Barbara Mosconi a pag. 36) che messi tutti in fila sono il racconto delle nostre vite. Si prende anche spesso in giro e la cosa mi piace perché è come se prendesse in giro anche me.

Per fortuna il «Volo del mattino» dura solo un’ora. Altrimenti dovrei trovare nuove «allungatoie» e spenderei una fortuna in benzina.

Foto: Aldo Vitali