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Roberto Farnesi e il suo cane Django

L'attore, che a maggio vedremo su Canale 5 nella seconda stagione di «Solo per amore», inaugura una serie di articoli sui vip e i loro amici a quattro zampe

Foto: Roberto Farnesi con Django

25 Aprile 2017 | 11:00 di Solange Savagnone

Tra pochi giorni Roberto Farnesi indosserà i panni di un chirurgo impegnato in Afghanistan nell’attesissima serie di Canale 5 «Solo per amore - Destini incrociati», seconda stagione della fiction con Massimo Poggio e Antonia Liskova. Se Roberto non avesse intrapreso la carriera di attore probabilmente avrebbe fatto il veterinario. Come racconta in questa intervista, che inaugura una nuova serie di articoli di Sorrisi dedicati ai personaggi famosi e ai loro amici a quattro zampe. Da tre anni nella vita di Farnesi è arrivato Django, un bellissimo esemplare di pastore tedesco. «Ho sempre avuto cani di questa razza perché era quella preferita da mio padre, che ora non c’è più» racconta l’attore. «Così quando tre anni fa ho comprato casa in campagna ho deciso che era arrivato il momento di prenderne un altro».

Com’è entrato Django nella sua vita?
«Essendo una razza particolare ho cercato tra gli allevamenti più qualificati. Quando ho visto questo cucciolo di quattro mesi me ne sono innamorato subito. Era bellissimo, molto equilibrato e tranquillo. Direi che è stato un colpo di fulmine».

Le ha dato problemi i primi mesi?
«Mai. Fin da bambino ho avuto cani e so come educarli. Ci vuole polso, ma per fare capire loro chi è il capobranco basta avere un tono di voce fermo. Non mi piace il cane telecomandato. Django è molto educato. Quando mangio mi guarda ma non si avvicina. Lo porto ovunque, anche quando vado a Roma per lavoro. E poi lui ama viaggiare. È una cosa che ama, anche più del cibo!».

A proposito, sta attento a quello che mangia?
«Certo. Gli do cibo secco di qualità che è il più bilanciato. E mai niente di ciò che mangio io. La mia fidanzata ha provato a dargli di nascosto dei biscotti da colazione, ma me ne sono accorto subito!».

Che carattere ha?
«Ottimo. Fin da cucciolo l’ho abituato a stare con gli altri cani. Ama i bambini ed è molto simpatico, ma è di una pigrizia incredibile. Se non ha voglia di venire a correre, resta impassibile sulla brandina. Soprattutto se fa caldo».

Oltre alla pigrizia?
«Soffre molto la solitudine. Se lo lascio a casa da solo fa enormi buche in giardino e mangia i fili del tosaerba. Ma sa che non deve farlo, così quando torno va subito a nascondersi e si aspetta una piccola punizione: una spruzzata con la canna dell’acqua. Lui odia l’acqua. Infatti, quando lo porto al mare tira dal lato opposto per scappare».

Chissà quante feste le farà quando torna a casa.
«Direi il giusto. Scodinzola, ma con parsimonia, e se non gli rivolgo la parola mi ignora. Se invece non mi vede per uno o più giorni, si offende e quando mi avvicino si gira dall’altra parte. Mi fa morire dal ridere».

Ha qualche fobia?
«Ha il terrore delle grate per terra. Ma piano piano, mettendocelo sopra e rassicurandolo sta migliorando».

Come si sente quando passa del tempo con lui?
«Gli animali fanno bene e un cane è un compagno di vita importante. C’è sempre e non ti giudica, l’unica cosa che chiede è di stare con te. Anche lui cambia umore a seconda del mio. Diventa agitato e nervoso se lo sono io e sente se sono triste. È successo che mi stesse vicino in momenti difficili. Non mi invitava a giocare, si sedeva accanto a me in silenzio e condivideva la fase negativa».

È vero che cani e padroni alla fine si somigliano?
«È vero, ma lui è più bello di me! Siamo entrambi brizzolati e piuttosto pigri. Dormiamo insieme. Lui sta in camera mia, ma non sale mai sul letto. Un cane deve restare un cane».