Roberto Lipari e Sergio Friscia, da Palermo a Milano per condurre per la terza volta “Striscia la notizia”

I due comici siciliani sono tornati alla conduzione del tg satirico di Canale 5

19 Ottobre 2023 alle 08:26

Non c’è due senza tre: e così Roberto Lipari e Sergio Friscia sono tornati a condurre il tg satirico di Antonio Ricci, per la terza stagione consecutiva.

Quando arrivate nello studio di “Striscia” che cosa vi dicono?
Lipari: «La prima parola è: “Grazie”. La seconda e la terza: “Buon appetito”. Perché noi, da buoni “terroni”, non arriviamo a mani vuote».
Friscia: «Però la frase più bella è: “Ci siete mancati”. Insieme a quella che mi disse Antonio Ricci quando mi chiamò per la prima volta: “Non prendere impegni, da questo momento sei mio”».

E per voi stessi che cosa portate?
Lipari: «Ho sempre qualche gioco da tavolo. Peccato che dal camerino a fianco arrivi musica “a palla” che mi deconcentra...».
Friscia: «È la mia cassa stereo. E porto pure le luci stroboscopiche! Con la scusa che devo scegliere i pezzi per le mie entrate “musicali”, ascolto per ore la dance Anni 80 e 90».

Cosa ricordate di più della giornata a “Striscia”?
Lipari: «La diretta, perché scopriamo i servizi mentre vanno in onda: le nostre reazioni sono reali».
Friscia: «Facile scegliere per lui, prima dorme tutta la giornata... Io alle 8 di mattina sono in radio, a RDS, poi un boccone al volo e via a Cologno».

Due siciliani a condurre non saranno troppi?
Lipari: «E che volete darci la multa per eccesso di sicilianità? Ricordatevi cosa diceva Pietro Germi: “I siciliani sono italiani due volte, perché laggiù tutti i nostri tratti sono più marcati”».

Voi vi conoscete così bene che avete fatto due film insieme. Come mai?
Lipari: «A 4 anni sono andato a un suo spettacolo a Castellammare del Golfo, e ancora lo ricordo! Sono cose che lasciano il segno».
Friscia: «Quando poi ci siamo visti su un set è stato come se ci conoscessimo da una vita. Abbiamo cominciato a improvvisare e la troupe rideva: è sempre un bel segnale. E poi abbiamo entrambi 33 anni: lui di età, io di carriera!».

Questa stagione il motto di “Striscia” è “La voce della veggenza”. Voi siete mai stati veggenti?
Lipari: «Il film “Tuttap-posto” parlava del baronato universitario e avevo chiesto di girarlo nell’Università di Catania. Mi hanno detto di no per l’argomento spiacevole. Quattro mesi dopo erano sotto indagine proprio per “baronaggio”!».
Friscia: «Io prevedo cosa faranno le persone perché le ho studiate nei villaggi turistici. Mi sono specializzato in quelli con la puzza sotto al naso. Dicevo: “Scommetti che questo riuscirò a farlo vestire da mummia con la carta igienica?”. E ci riuscivo. Alla fine erano quelli che si divertivano di più».

Diteci una qualità e un difetto dell’altro.
Lipari: «Sergio non ha età. E quindi gioca sempre. È una grande qualità e, a volte, un piccolo difetto».
Friscia: «Roberto è super meticoloso. Difficile trovargli un difetto, ma con tutte le qualità che ha... potrebbe rischiare l’immodestia. Gli auguro di restare sempre con i piedi per terra».

L’inviato di “Striscia” che vi sta più simpatico e perché?
Lipari: «Marco Camisani Calzolari. Perché ha il nome lunghissimo e quindi deve fare i servizi più corti, poverino. Se no non riusciamo ad annunciarlo! E poi si è raccomandato di pronunciare bene il cognome e noi per tormentarlo lo storpiamo apposta. E poi... è bravo».
Friscia: «Valeria Graci e il grande Dario Ballantini, perché abbiamo la stessa truccatrice e a volte usciamo insieme per fare i servizi».

E tra le rubriche?
Friscia: «Quella di Highlander Dj, perché è palermitano come me».
Lipari: «“Striscia lo striscione”. Da abbonato del Palermo il mio sogno era che inquadrassero il mio striscione, ma Militello non l’ha mai scelto. Ricordo che quando avevamo in squadra Tedesco e Pastore ne feci uno con la foto del cane Rex e la scritta “Centrocampo Pastore Tedesco”. Oddio, forse aveva ragione lui».

L’intelligenza artificiale ha trasformato le Veline in cartoni animati. Voi che personaggio vorreste diventare?
Friscia: «È difficile associarmi all’intelligenza normale, figuriamoci a quella artificiale! E poi i bambini mi considerano già un cartone».
Lipari: «Paperino. Sono goffo e dico la cosa sbagliata al momento sbagliato. Una volta ho scritto uno sketch contro il matrimonio e ho deciso di provarlo a una cena con due amici, però senza dirgli che era un copione. È il mio metodo. Alla fine mi hanno detto: “Comunque noi volevamo dirti che ci sposiamo”».

A proposito di Veline, chi vorreste che vi invitasse a ballare? La mora Cosmary Fasanelli o la bionda Anastasia Ronca?
Friscia: «Per noi sono amiche care, non potrei scegliere. Se invece guardo indietro, non direi di no a Elisabetta Canalis. E metterei il mio pezzo preferito: “You make me feel (mighty real)” di Sylvester».
Lipari: «Io ballo malissimo, quindi spero che non mi invitino mai. Lo spero per voi, dico. Sono anche generoso».

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