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Rocco Tanica: «RazzoLaser, il mio show un po’ brutto»

A giugno, in seconda serata su Raidue, parte il nuovo programma del conduttore, anima delle Storie Tese, che ha reclutato la bella Angela Rafanelli

Foto: Rocco Tanica e Angela Rafanelli  - Credit: © Corbis

05 Maggio 2015 | 16:27 di Franco Bagnasco

«Saremo anzitutto la risposta a “Il Boss delle cerimonie”. Ma il nostro obiettivo era fare "Il magazine un po' brutto". Che è poi il sottotitolo che abbiamo dato al programma. Non totalmente brutto, attenzione, perché non sarebbe stato in sintonia con la rete, ma solo un po'. Crediamo di esserci riusciti». Seduto a tavola, mentre srotola la consueta, leggera ironia sul mondo dei media (con quel tono di voce suadente, da eterno mezzobusto di Tg mancato), Rocco Tanica sorseggia Pinot grigio e dispensa pacata saggezza. Intanto ne approfitta per presentare la sua compagna di viaggio nel nuovo «RazzoLaser ©», la cui partenza era inizialmente prevista il 18 maggio in seconda serata su Raidue, ma è slittata di due-tre settimane. Si tratta della ruspante Angela Rafanelli, ragazza sveglia con la grinta nel sangue. «Cercavo una ragazza toscana, per la precisione livornese, vedova, con un figlio e con esperienze teatrali. Costituiva titolo preferenziale il fatto che avesse già lavorato a “Le iene“ e a “Quelli che il calcio...”. Dopo i casting, avendo queste precise richieste da soddisfare, ovviamente il campo si è ristretto un po', e siamo arrivati a lei». Commenterà in studio i fatti salienti della settimana, rifacendosi a Milena Gabanelli ma senza riuscirci fino in fondo; il tutto mentre prova a soggiogare il buon Rocco. «Come una badante che si prende cura di quegli uomini non più giovani ma ancora abbastanza lucidi che giustamente ambiscono ad avere ancora una loro appagante vita sessuale», precisa lui. Insomma, non avrà gli autori del leggendario David Letterman («Lui 20, io tolgo lo zero e restiamo in due: io e Andrea Boin»), prossimo alla pensione, ma il milanese Rocco Tanica, all'anagrafe Sergio Conforti, anima delle Storie Tese, fa sul serio. Scherzando, naturalmente.


Rocco, che cos'è «RazzoLaser»?

«L'espressione l'ho presa in prestito da un collega rapper, del quale non faccio il nome per non essere oggetto di 'dissing' (gli attacchi e le prese in giro reciproche tipiche degli artisti hip hop, Nda) , che dopo aver visto il concerto di Jay-Z, parlando un po' come il ragazzo pavese intervistato dopo la devastazione di Milano da parte dei Black Bloc, disse che durante lo spettacolo aveva visto, tra gli effetti speciali, anche 'Razzi laser'. Non potevo non farne un titolo».

Finezze da spiegare. Il logo del titolo, scritto rigorosamente tutto attaccato, comprende un grande simbolo di copyright, la famosa © messa alla fine...

«L'ho fatto perché sin da bambino la vedevo alla fine di tutti i loghi domandandomi che cosa diavolo volesse dire...».

Come sarà il programma?

«Cinque puntate da 45 minuti l'una, con tre interviste fatte un po' male. Come quelle che faci al 'Musichione', con personaggi come la Pausini, Travaglio e Valentino Rossi. Che ha rivelato di amare le moto ma di annoiarsi un po' girando sempre in tondo nei circuiti. La prima e la terza intervista saranno a un personaggio di chiara fama. La seconda a uno illustre ma non particolarmente famoso. Le registriamo a casa loro o dove lavorano, ma montando un set».

E in studio?

«Lì ci sarà uno spazio chiamato 'Opinioni dal sepolcro', nel quale la veggente Clorecs, da non confondersi con il noto detersivo, farà parlare big passati a miglior vita. Si comincia con Steve Jobs, Michael Jackson e Totò».

Vuole fare un po' il Dario Bignardi del cazzeggio, par di capire...

«Scriva che l'intervistato non conferma esplicitamente ma mostra di gradire questa sua definizione con un cenno del capo».

Del resto sono prese in giro sempre garbate, le sue...

«Non amo mettere a disagio gli intervistati. Voglio che ci sia divertimento reciproco. Non ho mai provato piacere nell'imbarazzare chi mi sta davanti. Deve essere un gioco da condividere».

Questo suo giocare a fare il conduttore o l'intrattenitore, invece, la sta tenendo sempre più lontano da Elio e le Storie Tese...

«Basta che non dica comico... Giammai. Al limite attore. Devo ammettere che ultimamente ho suonato poco: da quando se n'è andato il nostro Feiez, qualche anno fa, ho perso un po' di stimoli nei confronti della musica dal vivo. Con gli altri, che sono sempre la migliore compagnia del mondo, ci troviamo in occasione di programmi e altro, ma durante le tournée spesso ci sono validissimi strumentisti a sostituirmi alle tastiere».

Quale personaggio televisivo vorrebbe fulminare con il suo «RazzoLaser»?

«Ma nessuno, sono un buono. Però lo dica chiaro e tondo: ce l'ho a morte con quell'Agata (un nome che prendo per convenzione) che fa la pubblicità delle vasche da bagno per anziani, quelle con lo sportellino. Lascia intendere che acquistando il prodotto possa essere un viatico per migliorare anche lo stato di salute della persona. Invece non è così, in tutta evidenza. Quindi sappi, Agata, che non riuscirai a prenderti gioco degli spettatori».

Pippo Baudo sarà tra gli intervistati?

«Stiamo trattando anche un premio Oscar, in attesa di conferme. Baudo mi piacerebbe, ha sempre tanto da dire. Ricordo che quando facemmo Sanremo con gli “Elii”, durante le prove, dispensava pertinenti consigli ai cantanti, come Giorgia. “Il finale va meglio così, fai come vuoi ma qui se fai cosà strappi l'applauso...”. È l'unico conduttore che conosce bene la musica e può fare anche il direttore artistico con cognizione di causa. Altri spesso parlano usando termini tecnici che hanno orecchiato, ma lo fanno generalmente a sproposito».