Rocío Muñoz Morales: «Direi quello che penso anche al Re di Spagna!»

A LE IENE conduce la seconda puntata con Nicola Savino e si racconta a Sorrisi, schietta e sincera come sempre

Rocío Muñoz Morales
14 Ottobre 2021 alle 08:57

Chi è la conduttrice che ha affiancato Nicola Savino nella seconda puntata di “Le iene”? Trentatrè anni, fisico da modella, occhi scuri e magnetici... È Rocío Muñoz Morales, ex ballerina spagnola felicemente adottata dal nostro Paese, showgirl ammirata al Festival di Sanremo del 2015, attrice apprezzata e mamma di due bambine avute dall’amatissimo compagno Raoul Bova. La intervistiamo.

Come si trova nei panni della conduttrice?
«Bene. La trasmissione racconta temi importanti in modo diretto, sfacciato, meno politicamente corretto di altre. E io, che sono una giornalista mancata e che in Spagna ho condotto “Ballando con le stelle”, mi sono trovata a mio agio. Certo, in Italia questa è la mia prima vera conduzione perché, di fatto, a Sanremo 2015 ero una spalla del presentatore (Carlo Conti, ndr)».

Savino e la Gialappa’s l’hanno accolta con tutti gli onori?
«Immediatamente. Mi sono subito sentita parte di una squadra e si vede che si divertono un sacco».

Lei sembra dolcissima, ha qualche caratteristica da “iena”?
«Divento una iena davanti alle ingiustizie e davanti ai bugiardi. Non resisto se qualcuno dice cavolate».

Ha mai difeso qualcuno dall’attacco di una “iena”?
«Sì, per esempio mi è capitato di difendere un attore dalla mancanza di rispetto di un regista sul set».

Che cosa la fa indignare?
«Quelli che la sanno lunga, quelli che ti guardano dall’alto in basso, quelli che puntano il dito, forse perché sono i primi a essere in difetto».

Quali sono le battaglie del programma che condivide?
«Ce ne sono tante, ma una che mi sta particolarmente a cuore è la difesa degli animali maltrattati».

Ama molto gli animali?
«Da sempre. Ho amato moltissimo il mio cane Pinchito, che non c’è più. E tengo le sue ceneri in un’urna a forma di palla in soggiorno, per ricordarmi quanto era allegro quando rincorreva la sua pallina. Oggi nella mia casa in campagna sul lago del Salto, in provincia di Rieti, ho cinque cani, tutti trovatelli, ma anche due asinelli e le galline. Quello è il mio rifugio nella natura, per entrare in contatto con la parte profonda di me».

Tutte le conduttrici di “Le iene” incarnano una femminilità contemporanea a modo loro. Qual è il suo?
«Io sono fedele a me stessa. Ascolto tutti, ma poi faccio sempre quello che mi dice il cuore. Non sono costruita, sono sincera, dico quello che penso. Sono così con tutti, non saprei fingere neanche con il Re di Spagna!».

Crede nella solidarietà femminile?
«Tantissimo. Supportarci tra donne è importante, a me piace imparare dalle altre, farmi consigliare e consolare».

Chi è la sua amica del cuore?
«Ne ho due, in Spagna: una ballerina e un’attrice, conosciute negli anni degli studi. Sono Cristina, che insegna danza, e Úrsula... Corberó, la famosa Tokyo di “La casa di carta”, anche se per me resta sempre l’amica del cuore, dai tempi della scuola di recitazione».

Oltre a “Le iene”, lei sta facendo tante altre cose. Ci racconti.
«Ho appena finito di girare a Todi la commedia “Uomini da marciapiede” con Paolo Ruffini e Clementino nel cast. Ora mi divido tra Roma e il Circeo dove c’è il set di “Tre sorelle”, il nuovo film di Enrico Vanzina. E sono contenta che presto andrà in onda la fiction Mediaset “Giustizia per tutti” dove ho recitato con Raoul».

Come riesce a fare tutto?
«Corro come una pazza. Perché voglio accompagnare a scuola le bambine la mattina: sto con loro tutto il tempo che posso».

Luna compirà 6 anni a dicembre e Alma ne farà 3 a novembre. Come si diverte con le sue figlie e che esempio è per loro?
«Le mie figlie sono le mie compagne di vita, di viaggio e di avventura. Me le porto a fare l’aperitivo, guardiamo insieme il tramonto, mangiamo un panino al prosciutto al parco. Condivido con loro ogni momento bello, senza risparmiare le energie, finché ne ho! L’importante per me è essere un esempio di felicità: se loro vedono che sono serena, soddisfatta e sorrido, cresceranno senza ansie».

Lei è cresciuta bene tra donne.
«Sono la terza di tre figlie. Adoro le mie sorelle: una fa la preside, l’altra la criminologa e anche loro hanno avuto solo femmine, le mie nipoti. Purtroppo ultimamente non torno a casa a Madrid quanto vorrei, per via del Covid. Però quest’estate ho voluto tutta la famiglia qui in Italia per festeggiare il 50° compleanno di Raoul, è stata una bellissima giornata».

Vorreste un altro figlio con Raoul?
«Ogni tanto ci pensiamo, ma non è la priorità. Lui ha già altri due figli (Alessandro Leon, 21 anni e Francesco, 20, avuti con la ex moglie Chiara Giordano, ndr), è una responsabilità. Però non si sa mai nella vita».

Qual è il lato del suo carattere che il pubblico non conosce?
«Sono una peste, un po’ selvatica, maschiaccia. In spagnolo si dice “gamberra”. Mi piace scherzare, giocare e fare delle battute divertenti».

Quando è arrabbiata parla in spagnolo oppure in italiano?
«Se sono arrabbiata non parlo, sto in silenzio. Posso stare delle ore, persino al telefono, senza dire niente, nemmeno una parola».

Lei ha anche pubblicato un romanzo: “Un posto tutto mio”. Com’è nata la sua passione per la narrativa?
«La scrittura per me è una terapia: anziché andare dalla psicologa, scrivo; è un esercizio di sincerità».

Qual è il posto tutto suo in casa?
«La doccia! Dopo i compiti con Luna, il bagnetto di Alma e le altre mille cose da fare, il momento tutto mio è quello. A volte non sto da sola neanche lì, perché le bambine mi raggiungono e mi chiedono di fare con il dito i disegnini sulla parete bagnata col vapore dell’acqua calda. Ma è così con i figli piccoli, in questo momento della mia vita».

E che cosa prova in questo preciso momento?
«“Gratitud”, gratitudine».

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