Home TvSantino Fiorillo: «Adoro le dive (e le mie nonne)»

Santino Fiorillo: «Adoro le dive (e le mie nonne)»

Uno dei pilastri di “Io e te”. Non solo perché si occupa dei casting del programma di Pierluigi Diaco, ma perché grazie alla sua passione per le dive del passato si è guadagnato una poltrona accanto al conduttore

Foto: Santino Fiorillo

16 Luglio 2020 | 15:03 di Solange Savagnone

Uno dei pilastri di “Io e te” è Santino Fiorillo. Non solo perché si occupa dei casting del programma di Pierluigi Diaco, ma perché grazie alla sua passione per le dive del passato si è guadagnato una poltrona accanto al conduttore. «Questa però è una parentesi. Il mio lavoro rimane quello dietro le quinte» precisa il “custode del gossip che fu”.

Santino, com’è nata la sua passione per il vintage?
«Grazie a mia nonna Jolanda, una donna maggiorata stile Lollobrigida, che voleva fare l’attrice ma non gliel’hanno permesso. Visto che i miei genitori lavoravano tutto il giorno, da piccolo passavo tanto tempo con lei a Salerno: mi raccontava delle grandi storie d’amore del passato e mi ha fatto conoscere il cinema di una volta. Da “Via col vento” a “Colazione da Tiffany”, il mio film preferito. Mi adorava, mi preparava la merenda, mi portava in giro, al cinema e a teatro a vedere il balletto. Poi c’era l’altra nonna, Marianna, che viveva in campagna e a cui devo la passione per i fiori e i giardini segreti e con la quale trascorrevo una parte dell’estate dopo essere stato al mare con i miei genitori».

Poi è cresciuto, ma sempre con lo sguardo rivolto al passato…
«Mi sono laureato in Scienze della comunicazione con una tesi in cui parlavo dell’evoluzione della cronaca rosa. Ho messo a frutto gli insegnamenti di nonna. Ma un’altra persona che mi ha suggestionato tanto è stato Paolo Limiti: lo seguivo tutti i pomeriggi in tv quando andavo all’università. Poi l’ho conosciuto e ho frequentato casa sua a Milano fino all’ultimo. Mi istruiva e mi regalava i dvd dei vecchi film. È stato come uno zio per me, mi dava tanti consigli e non solo di lavoro».

Come ha trasformato questo amore in una professione?
«Lavoravo per un giornale di Salerno e mi occupavo di cultura e spettacolo. Annoiato dalla vita di provincia, un giorno leggo che Maurizio Costanzo avrebbe aperto una scuola per autori e sceneggiatori tv. Mando il curriculum, vengo selezionato e inizio a studiare con lui. Alla fine del corso mi propone di lavorare a “Tutte le mattine”, su Canale 5 (in onda dal 2004 al 2006, ndr). Ero un bimbo di provincia senza arte né parte e lui mi ha insegnato un mestiere. Inizio così la mia avventura come redattore. In seguito sono diventato il procacciatore di storie per alcuni suoi programmi e poi mi sono specializzato in ospiti famosi».

Ha conosciuto qualcuna delle dive che tanto ha amato?
«Ero molto amico di Silvana Pampanini. Ci siamo conosciuti durante un’intervista ed è stata la prima ad aiutarmi e a dirmi che avrei avuto fortuna. Siamo rimasti amici fino alla fine, andavo a casa sua e ascoltavo i suoi racconti per ore. Ho ancora la sua bicicletta che uso per andare in giro: me l’ha regalata uno degli eredi per ringraziarmi del tempo trascorso insieme con lei. Con tutte queste signore, tra cui anche Elsa Martinelli, instauravo il rapporto che avevo con le mie nonne».

Un ricordo di Elsa Martinelli?
«Con lei ho legato molto. Cucinavamo insieme. È stata lei a consigliarmi di tenere in frigo i prodotti per il viso».

Tra i miti della sua infanzia, chi non ha ancora incontrato?
«Raffaella Carrà. Mi affascina molto. Era un mio mito e non perdevo una puntata di “Pronto, Raffaella?”. Ho conosciuto Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Virna Lisi… ma Raffaella mi manca proprio: è la mia nota dolente».