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12 Gennaio 2018 | 15:57

American Crime Story, arriva il telefilm che celebra Versace

A 20 anni dalla morte una serie racconta il genio e il dramma del nostro grande stilista, dal 19 gennaio su Fox Crime

 di Solange Savagnone

American Crime Story, arriva il telefilm che celebra Versace

A 20 anni dalla morte una serie racconta il genio e il dramma del nostro grande stilista, dal 19 gennaio su Fox Crime

Foto: Edgar Ramirez nei panni di Gianni Versace

12 Gennaio 2018 | 15:57 di Solange Savagnone

Nella prima delle nove puntate di «American crime story: the assassination of Gianni Versace», serie che vedremo dal 19 gennaio su Fox Crime a meno di 48 ore dalla messa in onda negli Stati Uniti, c’è una scena emblematica. Si vede lo stilista mentre sta preparando una sfilata circondato da modelle. Arriva la sorella Donatella e Gianni si sfoga con lei dicendo che vanno tutte sostituite. Perché lui vuole ragazze che sprizzino gioia di vivere, allegria e passione. Non i classici volti emaciati, tristi e arrabbiati in voga allora. Un piccolo aneddoto che aiuta però a capire quale fosse l’idea di moda dello stilista nato a Reggio Calabria il 2 dicembre 1946: colorata, esuberante e sensuale, capace di spezzare i canoni dell’epoca e di trasformare per sempre quel mondo.

medusa, un simbolo inconfondibile

Versace è stato il primo a mescolare sensualità e glamour creando abiti che rappresentavano perfettamente lo spirito del tempo, i magnifici Anni 80, così spensierati e ricchi. Fin dalla prima sfilata nel 1978 al Palazzo della Permanente di Milano, Versace ottenne un successo clamoroso. Come simbolo scelse il volto di Medusa, perché da bambino, a Reggio Calabria, giocava in un luogo dove c’era un mosaico che la raffigurava. «Quando le persone guarderanno a Versace dovranno sentirsi atterrite, pietrificate, proprio come quando si guarda negli occhi Medusa» disse lo stilista con una profetica dichiarazione d’intenti che ritroviamo anche nella serie.

gli abiti che tutte le donne sognano

A partire dal logo, le creazioni di Gianni Versace avevano spesso rimandi al mondo classico: gli orli con le «greche» o gli abiti chiaramente ispirati a tuniche e pepli romani. E molti dei suoi vestiti entrarono nell’immaginario collettivo. Dai futuristici abiti in maglia di metallo, morbidi e sensuali, riproposti poi dalla sorella Donatella, alle camicie in seta con le stampe barocche. Dall’abito del 1990 dedicato al geniale Andy Warhol, con Marilyn Monroe stampata sopra, a quello neo-punk con spacchi e spille laterali indossato dall’attrice Liz Hurley nel 1994 (e poi «ripreso» da Lady Gaga). Ma ci sono anche gli abiti neri, elegantissimi, scollati e super femminili, presentati in ogni sua collezione fin dalla prima sfilata. Un classico di Versace, perché fu proprio un abito nero il primo a rimanergli impresso da bambino dopo che l’aveva visto addosso a una cliente dell’atelier della madre, sarta di professione. Qualche anno dopo è la volta degli abiti in pelle, da indossare a ogni età e mai passati di moda.

Con lui nacquero le top model

Ma a Versace va riconosciuto anche un altro merito. Quello di aver creato il fenomeno delle top model. Sfilavano per lui le allora sconosciute Naomi Campbell, Cindy Crawford, Christy Turlington e Linda Evangelista, diventate poi delle autentiche celebrità. A cui si aggiungeranno Carla Bruni, Claudia Schiffer,  Marpessa e Kate Moss. E per lui e le sue campagne pubblicitarie scattavano i grandi nomi dell’obiettivo: Richard Avedon, Bruce Weber, Steven Meisel.

Dalla scala a elton john e lady diana

Nel 1982 Gianni iniziò a collaborare con il Teatro alla Scala di Milano, creando poi per altri teatri dei meravigliosi costumi di scena. Ma vestì anche popstar mondiali come Elton John, che da sempre indossa gioielli firmati dalla maison, Madonna e Tina Turner. Senza dimenticare l’icona di stile Lady Diana, che incontrò Gianni nel 1992. La loro amicizia durò fino alla morte dei due, avvenuta nel 1997, a poche settimane di distanza. Anche di questo parlerà la serie tv che vedremo da venerdì 19 su Fox Crime.

Così il suo mito rivive in televisione

Il racconto comincia dalla fine. Dall’omicidio di Gianni Versace davanti alla sua villa di Miami il 15 luglio 1997. Del delitto fu accusato Andrew Cunanan, trovato senza vita alcuni giorni dopo. Tratta dal libro della giornalista Maureen Orth «Il caso Versace» (presto pubblicato in Italia da Tre60), la serie tratteggia la figura di Cunanan, mentre la vicenda di Versace è raccontata nei primi due e nell’ultimo dei nove episodi. Ma c’è molto del mondo dello stilista interpretato da Édgar Ramírez. L’attore per somigliare allo stilista è ingrassato 12 chili. Donatella Versace, invece, ha il volto di Penélope Cruz, mentre il compagno di Gianni, Antonio D’Amico, è interpretato dal cantante Ricky Martin, che torna in una serie tv 22 anni dopo «General Hospital». «The assassination of Gianni Versace» è il secondo capitolo della serie «American crime story». Il primo, premiatissimo, era dedicato al caso O.J. Simpson.