Home TvSerie tv“Away”, la serie con Hilary Swank nei panni di un’astronauta, è su Netflix

“Away”, la serie con Hilary Swank nei panni di un’astronauta, è su Netflix

La serie tv in streaming dal 4 settembre racconta i sacrifici personali e professionali di un gruppo di astronauti in missione su Marte

04 Settembre 2020 | 9:00 di Valentina Barzaghi

Hilary Swank (“Boys Don’t Cry”, “Million Dollar Baby”) veste i panni dell’astronauta Emma Green in “Away”, la serie creata da Andrew Hinderaker e prodotta da Jason Katims, in streaming dal 4 settembre su Netflix. Un dramma in 10 puntate che racconta i sacrifici, soprattutto personali, del manipolo di uomini e donne scelti dalla NASA per la prima missione su Marte.

L’episodio pilota è stato girato da Edward Zwick (“L’ultimo samurai”, “Vento di passioni”, “Attacco al potere”) che immerge da subito lo spettatore nella narrazione, anche visiva. “Away” è una serie che, nonostante non abbia un ritmo adrenalinico, tiene attaccati allo schermo. È un dramma epico, che parla di sacrificio e speranza. È una denuncia sulla costante pressione a cui molte donne, seppur altamente competenti, vengono sottoposte sul lavoro. È anche un classico strappalacrime sul senso di famiglia e amore, visti come incoraggiamento e sostegno del singolo.

I protagonisti e la trama

Conosciamo gli astronauti Kwesi (Ato Essandoh), Misha (Mark Ivanir), Ram (Ray Panthaki), Yu (Vivian Wu) e il loro comandante Emma Green qualche ora prima del lancio che li porterà dalla Luna, su cui stanno sostando, a Marte. La loro missione durerà circa tre anni. Mentre il mondo li guarda sognante, ciascun membro del team si trova a fare i conti con i problemi personali e sentimentali che ha lasciato sulla Terra. Non solo: Emma, donna scelta a comandare una missione d'importanza mondiale, è costantemente costretta a dimostrare di essere all’altezza del ruolo che le è stato affidato, tra dubbi personali e pregiudizi culturali.

I filoni narrativi

“Away” si muove su tre filoni narrativi. C’è quello che riguarda i membri dell’equipaggio, a ciascuno dei quali viene dedicata una puntata introduttiva che racconta a cosa sta rinunciando per essere arrivato o essere lì. C’è quello che si focalizza su Emma, sul suo legame col marito e la figlia, sui problemi a casa che mettono in discussione il sogno di una vita, ma anche sul suo rapporto con i colleghi della NASA e gli altri astronauti. C’è infine - purtroppo il filone meno sviluppato - la missione nello Spazio, con tanto di effetti speciali e scenari spettacolari.

Più melodrammatica che fantascientifica, “Away” porta l’umano nel racconto di una missione sovrumana. Al momento non sappiamo se avrà un seguito, ma se così fosse, molte cose potrebbero cambiare, a partire proprio dalla direzione di genere.