“Circeo”, la serie che racconta il tragico delitto del 1975, con Greta Scarano

La serie è ispirata alla tragica vicenda del cosiddetto “massacro del Circeo”

7 Novembre 2023 alle 15:16

Dopo essere stata disponibile su Paramount+, “Circeo” approda in prima serata su Rai1 da martedì 14 novembre. La serie è ispirata alla tragica vicenda del cosiddetto “massacro del Circeo”, in cui due ragazze, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vennero attirate con l'inganno in una villa romana col pretesto di una festa. Qui furono violentate e picchiate da tre coetanei, Gianni Guido, Andrea Ghira e Angelo Izzo.

Rosaria morì, Donatella riuscì a sopravvivere fingendosi morta. Da lì iniziò la sua battaglia legale contro i responsabili. E proprio questo racconta la serie. Le protagoniste sono Greta Scarano, che interpreta l'avvocata Teresa Capogrossi (un personaggio di fantasia), e Ambrosia Caldarelli che è Donatella Colasanti.

Greta, conosceva la vicenda?
«Conoscevo bene la storia perché ha fatto scalpore per la brutalità. Ma ignoravo quello che è accaduto dopo, quel momento storico. “Il massacro del Circeo” ci ha lasciato in eredità tante libertà di cui oggi godiamo, grazie alle donne di tutta Italia che si sono schierate al fianco di Donatella, diventata un simbolo del movimento femminista. E lo stupro, da reato contro la morale è diventato un reato contro la persona».

Com’è cambiato il femminismo da allora?
«Non è il contrario del maschilismo. Ma una lotta per l’uguaglianza e contro le discriminazioni».

Come si è calata nel personaggio?
«Mi sono ispirata molto a Mariella Gramaglia, una delle principali femministe italiane».

Cosa l’ha colpita di più di questa vicenda?
«La colpevolizzazione della vittima, accusata di essersela cercata. Accade ancora oggi, motivo per cui molte donne hanno paura di denunciare. Paura che Donatella non ha avuto. E questo è l’obiettivo della serie, che vuole essere un messaggio di rinascita, di speranza. La Colasanti si è battuta come una leonessa per tornare a vivere».

Lei per cosa si batte?
«Da tempo collaboro con l’UNHCR, l’agenzia Onu per i rifugiati di guerra. Argomento a cui sono molto sensibile».

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