Home TvSerie tv«Come quando fuori piove»: Virginia Raffaele ci parla della sua serie tv

«Come quando fuori piove»: Virginia Raffaele ci parla della sua serie tv

La serie «Racconta quattro donne, che sono diverse come i semi delle carte, ma allo stesso tempo fanno parte dello stesso mazzo. Sono simili, ma differenti».

Foto: Virginia Raffaele in «Come quando fuori piove»

07 Settembre 2018 | 17:53 di Barbara Mosconi

Virginia Raffaele, una delle comiche più acclamate e gradite degli ultimi anni, debutta in una serie tv. In cui è protagonista assoluta. Anzi è quattro volte protagonista, intepretando contemporaneamente quattro donne riprese nell'arco di una giornata. La serie intitolata «Come quando fuori piove» parte il 12 settembre sul Nove e andrà avanti per sei mercoledì, in prima serata.

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Virginia, come nasce il titolo della serie?
«Il titolo richiama il gioco delle carte del poker. Si dice infatti “come quando fuori piove” per ricordarsi i quattro semi del poker. La serie racconta appunto quattro donne, che sono diverse come i semi delle carte, ma allo stesso tempo fanno parte dello stesso mazzo. Sono simili, ma differenti».

Questo è il tuo debutto nel mondo della fiction.
«Per me è stata un'esperienza fantastica, un progetto che io stessa ho scritto insieme con gli sceneggiatori. Con grande libertà e fantasia. Ma in fondo, anche qui, faccio sempre il mio mestiere: interpretare. Recitare in una serie, però, mi ha permesso di far crescere i personaggi in modo diverso dai cinque minuti che ti consente uno sketch televisivo».

Che tipi sono questi quattro personaggi?
«Sono quattro tipologie umane che vanno dai 19 agli 80 anni. C'è una ragazza giovane che sogna la fama e di partecipare a un talent. C'è un'attrice insicura e fragile e una neo-sposa trepidante e felice. E infine c'è una donna anziana a cui la vita sta sfuggendo. Le quattro storie non si incontrano, procedono verticalmente, ma i punti in comune ci sono».

Niente uomini?
«Gli uomini partono gradassi e poi si smontano. Sono succubi delle donne».

Si ride molto?
«Sì, ma nella mia comicità ho sempre cercato di dare più letture. Oltre alla battuta c'è la parte drammatica e tragica. Come in fondo è la vita di tutti i giorni».