Home TvSerie tvCristina D’Avena: «La dolce Licia sa parlare ai bimbi di tutte le età»

Cristina D’Avena: «La dolce Licia sa parlare ai bimbi di tutte le età»

Su Mediaset Extra possiamo riscoprire una delle mitiche serie degli Anni 80 di cui era la protagonista: “Licia dolce Licia”

Foto: Cristina D'Avena

24 Aprile 2020 | 15:55 di Alessandro Alicandri

Un celebre passaggio del libro “Il piccolo principe” dice: «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice». In questo periodo di isolamento forzato noi tutti abbiamo bisogno di tre cose: appuntamenti imperdibili, storie rassicuranti e tanta compagnia. Fino all’8 maggio, dal lunedì al venerdì alle 8 del mattino, il canale Mediaset Extra (sul 55 del digitale terrestre) ci invita a riscoprire le storie di “Licia dolce Licia”, seconda serie della trasposizione in carne e ossa (tutta italiana) del cartone giapponese “Kiss me Licia”, andata in onda per la prima volta nel 1987.

La protagonista è Cristina D’Avena: aveva 22 anni, una carriera già avviata come cantante delle sigle dei cartoni e un potere che hanno in pochi, quello di far sognare i bambini di ogni età.

Cristina, quando ha saputo di questo ritorno in tv come ha reagito?
«Ero pazza di gioia! È il desiderio esaudito di tante persone e, devo dirvi la verità, anche il mio. Provare a tornare un po’ bambini in questa emergenza sarà la nostra salvezza».

La prima serie, “Love me Licia” del 1986, fu anche la prima serie in assoluto dell’allora Fininvest (oggi Mediaset).
«Sì, siamo arrivati ben due anni prima di “Casa Vianello”. Sembravamo gli astronauti che mettono piede sulla Luna. L’esperimento poteva rivelarsi un fallimento o un successo incredibile. La risposta è che ne stiamo parlando ancora oggi dopo oltre 30 anni».

C’è un episodio delle riprese che ricorda come se fosse ieri?
«Mirko, il fidanzato di Licia, era interpretato da Pasquale Finicelli. Come molti sanno era più un modello che un attore. Un giorno non c’era verso di fargli recitare una poesia d’amore dedicata a me. Un assistente di studio dovette nascondersi sotto un tavolo per suggerire le battute e non bastò».

Come siete usciti da quella situazione?
«Malissimo. Il regista, al posto della dedica d’amore, gli chiese di pronunciare dei numeri a caso, tipo “Quaranta, ventisei, trentasette” per poi doppiarlo... così io scoppiai a ridere fino alle lacrime».

Vi divertivate molto sul set...
«Lo ricordo come uno dei periodi più faticosi ma belli della mia vita».

In questi giorni, da regina delle sigle, è diventata anche regina delle dirette su Instagram!
«Voi fate l’iniziativa #acasaconSorrisi, io invece... #aCasaconCristina! Ogni giorno alle 10 di sera mi collego e faccio compagnia a chi mi segue».

Vedo che fa dei quiz e canta le sue storiche sigle.
«Certo, e do anche delle ricette! Ho più ansia per questa idea rispetto a quando salgo su un palco...».

Nelle sue foto da casa sullo sfondo si vedono incredibili cimeli del passato.
«Fino a qualche tempo fa avevo due magazzini a Bologna, pieni di oggetti di scena, regali dei fan e rarità. Da poco ho fatto un po’ di ordine e ne ho “soltanto” uno. Adesso sono in isolamento a Milano ma appena torno voglio continuare a portare in casa i ricordi più belli del passato».

C’è un oggetto al quale tiene in maniera particolare?
«La riproduzione di un ciak di scena regalatomi da Giordano Bruno Martelli, una delle menti che crearono “Love me Licia” insieme con Alessandra Valeri Manera».

A proposito di ricordi, pochi giorni fa ha pubblicato una foto con suo papà Alfredo...
«Ci ha lasciato ormai più di dieci anni fa, ma lo ricordo sempre con grande emozione specie in queste settimane. Era un medico e sarebbe stato in prima linea».

Lei doveva diventare una neuropsichiatra infantile, giusto?
«Sì, mi ha sempre affascinato il mondo dei bambini e del loro sviluppo, anche dal punto di vista psicologico».

Secondo lei i bambini come stanno vivendo questa emergenza?
«I più piccoli capiscono poco ma sentono molto quello che accade. I genitori stanno facendo tutto quello che possono. So che molti non sanno come spiegare ai loro figli cosa sta accadendo».

Lei come lo spiegherebbe?
«In fondo siamo come in un castello, in una fortezza. Nella favole ci sono i buoni e ci sono i cattivi. Noi, come dei maghi, possiamo difenderci dai nemici lasciandoli fuori dal castello, rimanendo concentrati e con le porte chiuse finché il mostro non va via».

I piccoli maghi, nel frattempo, potranno ascoltare la sua musica e vedere le sue serie.
«Già. I tempi stanno cambiando e in giro ci tanti sono nuovi eroi per i più piccoli. Il tempo passa ma alla fine i miei classici restano. In quanto tali, sanno sempre come farsi amare».