Home TvSerie tv“Curon”: il paese sommerso, un mistero italiano

“Curon”: il paese sommerso, un mistero italiano

Margerita Morchio e Federico Russo (i gemmelli Daria e Mauro) ci raccontano i loro personaggi in questa serie Netflix tutta italiana

Foto: Margherita Morchio e Federico Russo in "Curon"  - Credit: © Netflix

18 Giugno 2020 | 13:05 di Marco Villa

Questa non è una storia vera, ma una storia che parte da un fatto vero: nel 1950, un paesino dell’Alto Adige venne interamente sommerso dall’acqua per creare un bacino artificiale. Non cessò di esistere, ma si sdoppiò: da allora esiste un paese ricostruito sulle rive del lago e uno coperto d’acqua, con l’eccezione del vecchio campanile, che spunta come un costante promemoria e che negli anni è diventato meta turistica. Quel paese si chiama Curon, proprio come la nuova serie originale Netflix, prodotta in Italia e disponibile dal 10 giugno.

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Una serie tutta giocata sul tema del doppio, a cominciare dall’affascinante (e angosciante) ambientazione. Curon è il centro di tutto ed è il luogo in cui nel primo episodio arrivano Anna (Valeria Bilello) e i figli gemelli Daria (Margherita Morchio) e Mauro (Federico Russo). Quello di Anna, in realtà, è un ritorno: lei a Curon ci è nata ed è scappata dopo la morte della madre, avvenuta in circostanze poco chiare. Anna dovrà fare i conti con il suo passato, mentre i gemelli dovranno affrontare un presente non meno pericoloso, perché dal lago arriva una minaccia costante.

Se l’adolescenza è il periodo della vita in cui ci si definisce per personalità e carattere, Curon è il posto peggiore dove trascorrerla. Ognuno ha una parte più luminosa e una più oscura, che impara a gestire con il tempo. A Curon questo contrasto non è solo metaforico, ma reale, perché dal lago escono esseri identici agli abitanti del paese, di cui incarnano la parte più malvagia.

«Ogni personaggio è caratterizzato da due personalità, da luci e ombre» racconta Margherita Morchio. «Abbiamo cercato di affrontare il percorso di ognuno come una crescita». Daria è sicura di sé, ai limiti dell’arroganza, mentre il fratello Mauro, complice una parziale sordità, è più timido e chiuso: «Mauro ha grande forza e indipendenza» spiega Federico Russo. «Ha una sorta di sesto senso che gli permette di sentire e vedere oltre le cose». Insieme, i fratelli dovranno affrontare situazioni ai limiti dell’horror: «È una serie nuova sotto ogni punto di vista» conclude Margherita.