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Fabio Volo: «A Natale vado in maternità»

Presenta la sua sitcom «Untraditional 2» in onda su Comedy Central. «Ho tanti impegni in ballo» spiega l’attore «ma poi voglio dedicarmi un po’ alla famiglia»

Foto: Fabio Volo (il suo vero nome è Fabio Bonetti) conduce «Il Volo del mattino» dal lunedì al venerdì su Radio Deejay alle 9.00

27 Settembre 2018 | 16:05 di Antonella Silvestri

Fabio Volo ha un volto rilassato e qualche tatuaggio in più. «Sì, ma ce n’è uno che sto togliendo. Nella seconda stagione di “Untraditional” divento un altro» spiega Fabio che, dal 25 settembre, su Comedy Central torna protagonista con una serie da lui scritta e ideata. Una fiction innovativa, dal sapore anglosassone, in cui l’attore interpreta se stesso raccontando il suo sogno: produrre una serie tv ambientata a New York.

La prima stagione si è conclusa con la storia di Fabio rimasto solo a Milano. La moglie Johanna lo ha lasciato a causa di un presunto tradimento.
«Da Milano vado a New York cercando di riconquistare mia moglie e ricompattare la famiglia. Ma mi si presenta un problema: ho avuto l’ok per girare la serie ma devo realizzarla in Italia. E quindi sono al bivio: mollo la famiglia per inseguire il mio sogno o viceversa?».

Cosa l’ha spinta a scrivere «Untraditional»?
«La voglia di raccontare la realtà. Tutti siamo in bilico alla ricerca di un’armonia tra lavoro e famiglia. Questo non è un genere inedito in Italia, negli Anni 90 c’è stata “Casa Vianello” dove Sandra e Raimondo interpretavano se stessi…».

Lei non è uno di quelli che dice: «Che belle le trasmissioni di un tempo...»
«Tutto ciò che viene riproposto è sempre la brutta copia di quello che è stato, soprattutto se quel progetto ha avuto successo».

Nella seconda serie, oltre a lei, ci saranno sempre personaggi famosi?
«Certo, ma non fanno camei. Sono funzionali perché recitano delle parti. Giuliano Sangiorgi interpreta se stesso, Rovazzi è un manager, ma la vera scoperta è Nek. Potrebbe fare l’attore. È perfetto».

Per i suoi fan lei è ormai diventato un artista autorevole di cui fidarsi. La prospettiva di diventare un «guru» la lusinga o la preoccupa?
«Ma no, se faccio le cose le voglio fare bene, con responsabilità. Ma non muovo le masse. Non sono un trascinafolle...».

Radio, televisione, teatro, cinema, narrativa: ovunque grandi affermazioni per lei. Qual è la chiave per questa sua versatilità artistica?
«Non ho nessuna specializzazione. Mi sono fermato alla terza media, ho fatto il manovale, ho letto tanto, ho viaggiato. La curiosità è stata la mia forza».

Nel suo futuro ci sono ancora libri, cinema e tv, o pensa di affrontare altre sfide?
«A Natale mi fermo! Voglio dedicarmi alla mia vita privata. Mi metto in maternità (sorride). Mio figlio inizierà la scuola, tra l’altro non sappiamo ancora se iscriverlo a Milano, in Islanda o a New York, e preferisco seguirlo. Da gennaio mi fermo con la radio e con Fabio Fazio. Ultimerò la scrittura di “Untraditional 3” e poi chiudo».

In questi mesi si dedicherà anima e corpo alla famiglia. Ma come si comporta con i suoi due bambini? Riesce a essere autorevole?
«Li sgrido se serve. Parliamo tante lingue in casa. Quando parlo in dialetto bresciano i miei bimbi capiscono che faccio sul serio...».

A proposito, lei ha ambientato proprio nella sua Brescia alcune riprese della serie.
«È la mia città. Ci torno spesso. Ci sono stato anche ieri, per il compleanno di mia madre, con i miei figli. Ho comprato le paste, anzi le tre torte preferite da me e dai miei: la Sacher, la delizia e la torta secca. Che bello dormire a casa di mamma!».