Home TvSerie tv«The Generi»: il binge watching firmato Maccio Capatonda

«The Generi»: il binge watching firmato Maccio Capatonda

In streaming su NOW TV, tutti gli 8 episodi della serie che vede Maccio passare da un genere cinematografico all’altro

07 Giugno 2018 | 16:59 di Valentina Barzaghi

Maccio Capatonda è tornato. Questa volta nei panni di Gianfelice Spagnagatti, cinefilo incallito e outsider senza speranza che si trova ad attraversare generi cinematografici diversi - s’inizia con il western e si prosegue con horror, fantasy, superhero… - grazie a cui imparerà ad affrontare la realtà. Gianfelice infatti ha quarant’anni, ma vive un’esistenza al riparo da qualsiasi emozione. La sua casa è la sua comfort zone, da cui non vuole saperne di uscire, nemmeno per fare la spesa, figuriamoci per cercarsi un lavoro diverso da quello di critico freelance per qualche webzine. Nella vita è come se fosse una comparsa, ma per Gianfelice è arrivato il momento di cambiare, di diventare il protagonista. E così, proprio quando si trova a dover prendere coraggio verso una svolta sentimentale e lavorativa, viene catapultato in un mondo surreale, in cui sarà un percorso tra generi cinematografici diversi a portarlo a conoscere meglio se stesso.

Sono otto gli episodi di «The Generi» - ciascuno non raggiunge la mezzora -, tutti disponibili su NOW TV dal 7 giugno (anche su Sky On Demand per i clienti Sky). Marcello Macchia a.k.a. Maccio Capatonda li ha scritti con Luigi Di Capua dei The Pills (e poi sceneggiati anche da Luigi Luciano, Giovanni Maggi e Clemente Meucci) e ne è il protagonista, insieme agli immancabili Herbert Ballerina, Ektor Baboden e Rupert Sciamenna, più qualche new entry.

«The Generi» non ci ha stupito tanto per il suo carattere comedy, su cui eravamo certi che i due autori avrebbero fatto un buon lavoro e che non dista dalla linea narrativa che Maccio ha portato avanti fino a oggi, quanto per la sua ottima messa in scena. Tagli, inquadrature, fotografia, effetti, scenografie… sempre azzeccatissimi di genere in genere, sono la prova di come Maccio il cinema non solo lo ami e lo mastichi - la regia è sua - ma anche di come l’aspetto dissacrante dei suoi lavori non vada mai a minare quello visivo, che rimane particolarmente alto.