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«Gomorra 4»: siamo stati sul set a Londra

Siamo andati nella capitale inglese dove si sta girando la quarta stagione della serie. E i protagonisti si sono «ripuliti»... Ecco qualche anticipazione

Foto: Salvatore Esposito sul set di «Gomorra 4»

04 Ottobre 2018 | 18:19 di Silvia Perazzino

Vecchie signore fresche di messa in piega portano a spasso cagnolini con collari fatti a mano. Poche auto, piccole pasticcerie, alberi fioriti e scintillanti lampadari di cristallo che troneggiano dietro ampie finestre. Siamo a Marylebone, quartiere residenziale nel cuore di Londra. Nell’elegante Queen Anne Street raggiungiamo Chandos House. Una dimora in pietra chiara, portico quadrato con fregio e cancellata in ferro battuto. In strada, potenti riflettori, pulmini regia, casse di materiale cinematografico e un viavai di maestranze colorano con un tocco di disordine questo angolo dal fascino tipicamente british. È qui che si stanno svolgendo le riprese della nuova stagione di «Gomorra La serie», la quarta.

«Ciao ragazzi, niente paura non porto pistole», in un ottimo e disinvolto inglese Salvatore Esposito saluta il gruppo di giornalisti ospiti per un giorno sul set. E non ci vuole il fiuto di un cacciatore di camorristi per capire che nei 12 nuovi episodi che vedremo su Sky Atlantic la prossima primavera molte cose cambieranno... Basta guardare il boss Genny Savastano. Niente più cresta da «ultimo dei Mohicani», gioielli vistosi e giacche sgargianti, ma più sobri completi scuri e modi di fare da uomo di mondo. «Dopo il regolamento di conti con cui si è chiusa la scorsa stagione, ora Genny prende le distanze dal suo vecchio mondo e cerca di crearsi una nuova immagine: quella di uomo d’affari» racconta l’attore che presta il volto al capo del clan Savastano.

E in questa operazione di «restyling» ha al suo fianco la moglie Azzurra, interpretata da Ivana Lotito. «Il rapporto di coppia tra Genny e Azzurra diventerà ancora più profondo. E la loro non sarà solo una complicità sentimentale, ma anche lavorativa. Azzurra diventerà il braccio destro di suo marito» spiega l’attrice. Non a caso anche lei sfoggia un trucco più sobrio, un taglio di capelli da signora e abiti consoni a una riunione tra gentiluomini. «Genny ha avuto tre maestri di vita: suo padre Pietro, che lo ha condizionato con la sua assenza. Sua madre Imma, che poco più che ragazzo lo ha spedito tra i narcos dell’Hounduras, dove è diventato “uomo”. E Ciro, il padre che avrebbe voluto». Già, Ciro «l’immortale», interpretato da Marco D’Amore, che dopo la tragica uscita di scena nel finale della terza stagione sarà il regista di due dei nuovi episodi della quarta. Episodi che ci porteranno, oltre che a Londra, a Bologna e a Napoli (dove si sta girando proprio in queste settimane).

Se Genny e Azzurra, infatti, scommettono sulla City londinese, tenendo sempre d’occhio però i loro affari in Italia anche grazie alla fedeltà di Patrizia (Cristiana Dell’Anna), due vecchie conoscenze della scorsa stagione, Enzo «sangue blu» (Arturo Muselli) e Valerio «‘o vocabolario» (Loris De Luna), presiedono il fortino campano. Dove, però, una nuova famiglia malavitosa sta per emergere, mettendo in discussione alleanze ed equilibri... 

Intanto, il set è pronto. Francesca Comencini sta per dare il ciak per girare la scena dell’incontro tra Genny e un businessman inglese. In ballo c’è l’affare del secolo. I giornalisti, in assoluto silenzio per non disturbare l’audio, vengono fatti accomodare nella stanza attigua: moquette blu e soffitti altissimi, boiserie alle pareti e mobili d’epoca. Seguiamo le riprese su un maxi schermo sul quale campeggia la scritta «Gomorrah», con l’acca finale che soddisfa gli anglofoni. Non a caso, la serie di Sky è stata venduta in oltre 190 Paesi. L’incontro è brevissimo, qualche convenevole e poche battute. Ma è sufficiente per intuire che i termini dell’accordo non soddisfano il boss Savastano. La stessa scena si ripete più e più volte per l’intera mattinata. Un non addetto ai lavori come la sottoscritta fatica a notarne le differenze. Ma sono proprio l’accuratezza e il perfezionismo che rendono «Gomorra» un successo internazionale.

Dopo un buffet con gustosi tramezzini, la visita sul set si avvia alla conclusione. Parlando con i due protagonisti e la regista, i colleghi stranieri insistono parecchio sui temi di camorra: si domandano se «Gomorra» non finisca per esaltare figure estremamente negative. La Comencini precisa che Roberto Saviano, autore del bestseller che denuncia il malaffare dei clan campani da cui è tratta la serie, non è presente sul set ma supervisiona l’intero lavoro. A me piace molto la risposta di Salvatore Esposito: «Come diceva Martin Luther King, “Nascondere il male equivale a esserne complice”».

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