Home TvSerie tv“Il molo rosso”, la nuova serie dell’ideatore di “La casa di carta”. La trama

“Il molo rosso”, la nuova serie dell’ideatore di “La casa di carta”. La trama

Il protagonista maschile de triangolo amoroso è Alvaro Morte, il "professore" della serie di Netflix. Le due donne sono interpretate da Irene Arcos e Veronica Sanchez

Foto: Alvaro Morte

03 Aprile 2019 | 09:00 di Simona De Gregorio

Mentre si sta girando la terza stagione di "La casa di carta", che tornerà prossimamente su Netflix, i fan possono rivedere il “Professore”, uno dei personaggi più apprezzati della serie spagnola, in un’altra fiction che si preannuncia altrettanto avvincente. Parliamo dell’attore spagnolo Alvaro Morte, protagonista di "Il molo rosso", in partenza mercoledì 3 aprile in prima serata su Raidue. Mettete da parte però armi, soldi e ostaggi, ovvero gli ingredienti di "La casa di carta", e preparatevi a immergervi in un giallo che ruota intorno a un triangolo amoroso.

La trama di "Il molo rosso"

Tutto inizia con il ritrovamento del cadavere di Oscar (Alvaro Morte). Guardando tra i suoi effetti personali, la moglie Alejandra (Veronica Sanchez) scopre che il marito da anni aveva una relazione con un’altra donna, Veronica (Irene Arcos) e, sotto falsa identità, decide di conoscerla e di andare a vivere da lei. Da qui parte un racconto che, attraverso le due protagoniste, ci farà immergere nella doppia vita di Oscar, costantemente presente attraverso dei flashback.

I presupposti perché Il molo rosso conquisti il pubblico ci sono quindi tutti. Anche perché il creatore della serie Alex Pina, la sceneggiatrice Ester Martinez Lobato e il regista Jesus Colmenar sono gli stessi di "La casa di carta". «Non è stato facile costruire il personaggio di Oscar, che appariva come un semplice traditore. Ma Alex mi ha chiesto di cambiare la prospettiva. Così come in "La casa di carta" finisci per metterti nei panni dei cattivi, in questo caso lo spettatore è portato a immedesimarsi e a capire le motivazioni del protagonista» dice Alvaro Morte. E aggiunge la Lobato: «Volevamo porre l’accento sulla lotta interiore che ciascuno di noi deve combattere per seguire i propri sentimenti e desideri coinvolgendo il pubblico in un percorso ricco di emozioni».